Da qualche giorno a questa parte il portale www.d-flight.it ha reso disponibili per lo scaricamento le Zone Geografiche UAS, che possono essere quindi implementate e incorporate nelle applicazioni di controllo dei droni per evitare di sorvolare zone con divieti o limitazioni.
Prima di addentrarci nella spiegazione, occorre fare qualche piccolo salto indietro nel tempo per approfondire quanto sia importante la possibilità di esportare le zone Geo UAS.
Il regolamento europeo sui droni 947/2019 all’articolo 15 paragrafo 3 recita quanto segue:
Quando, a norma dei paragrafi 1 o 2, definiscono le zone geografiche UAS a fini di geo-consapevolezza, gli Stati membri provvedono affinché le informazioni sulle zone geografiche UAS, incluso il loro periodo di validità, siano rese pubbliche in un formato digitale unico e comune.
Il che tradotto significa che tutti gli stati europei membri di EASA, devono, anzi dovevano mettere a disposizione di tutti gli operatori, i piloti, le aziende produttrici di droni, gli informatici o i semplici curiosi, un file in un formato leggibile e comprensibili secondo caratteristiche standard ben precisi.
Tale file in formato JSON (non ci addentriamo nelle specifiche di questo formato, che possono essere lette da qui) al momento della scrittura di questo articolo pesa circa 9Mbyte. E’ in un formato compresso, tranquillamente scompattabile con software open source ed è leggibile anche con un editor di testo.
Perché è così importante la disponibilità di un file in un formato unico?
Il primo uso che ci viene in mente è quello di rendere disponibili le mappe zone le zone geografiche UAS, che contengono altezze di volo, ed eventuali limitazioni o divieti di accesso alle stesse, per tutti i produttori di droni.
Il primo che ci risulta che preveda questa possibilità è la notissima DJI Innovation che dal quartier generale di Shenzen in Cina, già da tempo implementava per i suoi droni una mappa FlySafe (come la definiscono loro) che comprendeva i principali aeroporti e aerovie di collegamento.
Zone nella quali ai droni senza autorizzazione è severamente vietato l’accesso per evidenti motivi di Safety aerea.
Ora nelle più moderne versioni della applicazione di controllo DJI Fly, è presente un pulsante che permette di importare le Zone Geografiche UAS e dopo qualche minuto di elaborazione (circa una decina) incorpora tali mappe e le mostra nel caso in cui il drone si trovi vicino ad esse, mostrando un ulteriore avviso di Zona ad Allerta Rafforzata.
Al momento, stando alle prove effettuate dal Quadricottero News e secondo quanto riportato dallo stesso blog online, non viene eseguito alcun blocco di armamento dei motori o vincolo al rispetto delle altezze consentite. Ma è certamente un primo passo nella direzione di una maggior sicurezza aerea e rispetto delle zone geo UAS italiane.
Ovviamente tutti i produttori di droni dovranno uniformarsi e prevedere l’importazione delle varie limitazioni o zone geografiche UAS Paese per Paese. Il che significa che se un pilota si troverà in un altra nazione europea facente parte di EASA, dovrà poter importare tali mappe.
All’inizio di questo articolo abbiamo detto “finalmente“, perché in effetti come si evince dalla definizione del regolamento stesso, è stato emesso nel 2019 quindi sono passati quasi 5 anni. In ogni caso meglio tardi che mai.
Chi potrebbe beneficiare di queste mappe?
Oltre ai produttori di droni, anche eventuali fornitori di servizi aggiuntivi, oppure applicazioni software di terze parti.
Ricordiamo tuttavia che per l’Italia, come espressamente scritto nel regolamento UAS-IT del gennaio 2020 emesso da ENAC, l’unico riferimento ufficiale per la cartografia del volo dei droni o UAS che dir si voglia, è D-Flight.
Quindi anche in altre applicazioni sarà ovviamente consentito usare tali dati e aggiornarli con frequenza maniacale, ma dal punto di vista legislativo, farà sempre fede quanto riportato sul portale www.d-flight.it
Come si scaricano le zone geografiche UAS da D-flight?
Per scaricare gratuitamente le zone geo UAS, occorre:
- accedere con le proprie credenziali sul portale www.d-flight.it
- recarsi sul proprio profilo e
- tappare o cliccare sul pulsante Download UAS Zone Geo.
A questo punto, una volta in possesso del file compresso lo si decomprimerà e verrà estratto il file nel formato JSON che potrà essere salvato su un micro sd ed inserito nel radiocomando DJI RC e dalla applicazione incorporato nella stessa.
Ogni quanto tempo bisogna aggiornare le zone GEO?
Secondo la nostra opinione, è necessario aggiornare le zone Geografiche contenuto nel portale www.d-flight.it almeno ogni ciclo AIRAC.
Il ciclo AIRAC come definito da ICAO, l’Organizzazione Internazionale per l’Aviazione Civile, è un metodo per calcolare le date di aggiornarnamento e pubblicazione delle carte internazionali relative al volo.

Nel caso italiano stiamo parlando delle AIP Aeronautical Informazion Pubblication presenti sul sito ENAV e relative zone Geografiche UAS, riportate sul portale per i droni www.d-flight.it.

Sul sito di ICAO a questa pagina, è presenta una tabella che stabilisce ogni quanto vadano aggiornate e ripubblicate le AIP a livello internazionale.
Per semplificare e dare un consiglio agli operatori e piloti di droni, possiamo affermare che lo scaricamento delle zone GEO, tramite il file JSON presente sull’omonimo portale, andrebbe fatto ogni 30/32 giorni circa, per essere sicuri che la cartografia AIP e relative zone GEO siano state aggiornate.
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