Sistemi Radar e Droni per Scovare le Perdite d’acqua fino a 40 metri di profondità

La disponibilità d’acqua potabile rappresenta una delle maggiori sfide per le popolazioni di tutto il mondo. Da un lato il cambiamento climatico ha determinato in molte aree del mondo delle precipitazioni incostanti e persino pericolose, alternate a periodo siccitosi e a temperature medie sempre più alte, ma dall’altro sono anche le infrastrutture della rete idrica ad essere inefficienti.

La questione interessa particolarmente l’Italia, visto che secondo i più recenti dati ISTAT, riferiti al periodo 2020-2023, agli utenti finali arriva poco meno del 60% dell’acqua raccolta, perché il 42% finisce invece tragicamente disperso lungo il percorso, a causa di falle nel sistema. Svecchiare e risanare la rete idrica nazionale è senza dubbio una priorità, e in questo compito – nemmeno a dirlo – potrebbero tornare utili anche i droni.

Infatti, il Technology Innovation Institute (TII) di Abu Dhabi ha sviluppato una nuova e promettente applicazione per i sistemi radar ad apertura sintetica (SAR) montati su droni, in grado di rilevare perdite d’acqua nel sottosuolo. Questa tecnologia innovativa promette di rivoluzionare la gestione delle risorse idriche, offrendo un metodo non invasivo e altamente efficiente per individuare le perdite idriche nascoste, sia in contesti urbani densamente popolati che in aree remote.

Come spiega il sito del TII, questa soluzione si basa su un sistema SAR aviotrasportato che, grazie all’impiego di onde radio ad alta frequenza, è capace di generare immagini del terreno ad altissima risoluzione. La vera innovazione risiede nell’utilizzo combinato di tre diverse bande radar: P, L e C. Ciascuna banda svolge un ruolo specifico:

  • la banda P permette una penetrazione profonda nel sottosuolo
  • la banda L è specializzata nel rilevare le più piccole variazioni di umidità nel terreno
  • la banda C fornisce immagini ad alta risoluzione dei cambiamenti in superficie.

Scovate perdite fino a 40 metri sotto la sabbia

Grazie a questa sinergia, il sistema è in grado di “vedere” attraverso il terreno e identificare con precisione le perdite d’acqua, anche a profondità significative. Nei test condotti in ambienti sabbiosi, la tecnologia ha dimostrato di poter localizzare perdite fino a 40 metri di profondità. Questo rappresenta un enorme passo avanti rispetto ai metodi tradizionali, che spesso richiedono scavi e interventi invasivi per la ricerca delle perdite.

Oltre all’evidente vantaggio di evitare scavi e demolizioni, questa tecnologia offre un notevole incremento dell’efficienza operativa, visto che la capacità di monitorare vaste aree in modo rapido e preciso consente di ridurre i tempi e i costi di intervento, ma soprattutto di prevenire sprechi di una risorsa sempre più preziosa come l’acqua.

L’impiego di droni equipaggiati con questa tecnologia si inserisce perfettamente nel quadro delle iniziative volte alla sostenibilità e alla resilienza climatica, in linea con gli impegni “Net Zero 2050” degli Emirati Arabi Uniti. La gestione sostenibile delle risorse idriche è una sfida globale, e soluzioni come questa dimostrano come la tecnologia dei droni possa giocare un ruolo cruciale nel plasmare un futuro più sostenibile.

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