La startup italiana StradaAi è nata nel 2023 e ha come obiettivo gestire il traffico dei droni in Europa. L’azienda sta completando la certificazione con Enac per diventare uno dei primi fornitori privati di servizi U-space, il sistema europeo che digitalizza e rende sicuro lo spazio aereo a bassa quota.
“La nostra startup è nata nel febbraio 2023, subito dopo l’entrata in vigore della normativa europea 664 sulla digitalizzazione dello spazio aereo a bassa quota”, spiega l’amministratore delegato Giulio Segurini. Grazie a queste regole, i droni possono volare anche oltre la linea visiva dell’operatore (Bvlos), aprendo la strada a nuove applicazioni in ambito urbano e industriale.
Dai porti alle città: le prime applicazioni
Con due round di investimenti StradaAi ha raccolto 2,1 milioni di euro e ha già stretto una partnership con DronePort Rotterdam, nel cui porto i droni sostituiranno i motoscafi per il trasporto di documenti: in questo modo una consegna che prima richiedeva mezz’ora potrà avvenire in appena 5-7 minuti.
Non solo Rotterdam. Come spiega questo articolo su QuiFinanza, infatti, in Italia la startup ha testato i droni nel porto di Siracusa, in collegamenti tra ospedali cittadini e in missioni di supporto al soccorso alpino. “Eurocontrol ci descrive come la prima società privata europea che si sta certificando per offrire questi servizi”, aggiunge Segurini.
Come funziona lo spazio aereo digitalizzato
I provider U-space devono garantire quattro servizi fondamentali:
- identificazione dei droni tramite una sorta di targa digitale;
- mappe e regole di volo costantemente aggiornate (geo awareness);
- autorizzazioni ai voli;
- gestione dinamica del traffico aereo.
Un esempio pratico? Se in un’area di volo entra un elicottero della protezione civile, il sistema deve spostare i droni in tempo reale, per lasciare spazio all’intervento d’emergenza.
Prossimi passi: Italia ed Europa
StradaAi prevede di iniziare a erogare i servizi entro fine 2025 e di essere pienamente operativa dal 2026. L’azienda guarda già oltre: dopo Rotterdam, gli obiettivi principali sono Svizzera e Svezia, con l’idea di replicare il modello anche in altri porti e sistemi sanitari italiani.
“Le multiutility e le aziende ci stanno selezionando perché aumentiamo la loro compliance. È un mercato che si aprirà rapidamente, e noi vogliamo esserci”, conclude Segurini.




