Droni commerciali armati, ora si fa sul serio

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Un gimbal che invece della telecamera porta un mitra, montato sotto un multicottero nato per le riprese video. La proposta, davvero inquietante, viene da Duke Robotic, azienda americana attiva nel settore della security.

slide2_(1)Un mitra, ma anche un fucile o un lanciagranate. Un payload micidiale destinato più che ai militari alle forze di security antiterrorismo.  Si chiama Tikad, è un ottocottero commerciale costruito integrando tecnologie già esistenti, senza bisogno di inventare nulla di nuovo. Il mitra è completamente remotato, come in un videogame l’operatore punta e spara in FPV, guardando i nemici attraverso gli occhiali per realtà virtuale o un tablet. Tecnologia da gaming, proiettili -e sangue –  fin troppo veri. La gimbal  è costruita in modo da assorbire il rinculo dell’arma senza trasmetterla al multicottero.

Il futuro delle armi potrebbe passare per i nostri droni, trasformati in armi micidiali, e non è un futuro rassicurante, visto che avviene attraverso una tecnologia che è alla portata di tutti, anche dei cattivi. Ancora più inquietante è che il progetto viene finanziato attraverso il crowdfunding. Naturalmente un crowdfunding di tipo “stock”, dove si ottiene in cambio quote dell’azienda e non il drone armato, che non è  disponibile al pubblico. Ma  chi sarà interessato a mettere i suoi soldi su un progetto così?

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