Antigravity A1 è arrivato per davvero. Cambierà le regole del gioco?

Una ventata d’aria fresca in un mercato dominato da DJI? Antigravity A1 prova a ritagliarsi uno spazio puntando sul volo immersivo, la grande semplicità d’uso e una potentissima camera 8K a 360°

Con un peso sotto i 250 grammi, fino a 39 minuti di autonomia (dichiarata con una batteria opzionale ad alta densità, 24 minuti con quella standard) e un sistema di ripresa a 360 gradi in 8K, sulla carta sembra una macchina pronta a rivoluzionare il mercato. Con tutto quello che ci si aspetta da un drone moderno: bracci ripiegabili, sensori anticollisione e una facilità d’uso disarmante.
Le riprese a 360° su un piccolo drone non sono una novità assoluta, sono per esempio presenti su DJI Avata. Ma le differenze di approccio sono nette. L’A1 utilizza due lenti fisse, una superiore e una inferiore, a doppio sensore da 1/1,28 pollici capaci di registrare video in 8K30fps, 5,2K60fps e 4K100fps sempre a 360°, in ogni momento. L’Avata 360 invece sfrutta un meccanismo rotante che permette di passare dalla modalità panoramica alla ripresa FPV tradizionale.
Il problema dell’A1 potrebbe essere il prezzo, davvero esagerato: si parte da 1.399 euro e si arriva a 1.769 euro, uno sproposito per un sub 250g. Basterà la magia dell’FPV a 360° per conquistare il cuore degli appassionati e farsi perdonare la stangata? Una volta indossato il casco VR Vision Goggles (che pesa 340 g, doppio display Micro-OLED da 1 pollice a 2560×2560 per occhio, 150 minuti autonomia) il drone si pilota attraverso il Grip Motion Controller che trasforma ogni movimento in un comando per il drone, regalando così al pilota una esperienza di volo totalmente immersiva e assolutamente naturale, anche per chi non ha mai pilotato un drone in vita sua. In altre parole, sistema di volo introduce una modalità completamente nuova: il pilota indossa i visori Vision per poter guardare nella direzione che preferisce, mentre il controller Grip interpreta i movimenti della mano per manovrare il drone.

immagine di volo

Antigravity definisce questa combinazione FreeMotion, una tecnologia che separa la direzione di volo da quella di osservazione: «non volevamo costruire solo un altro drone. Volevamo creare un modo completamente nuovo di volare», aveva dichiarato ad agosto BC Nie, Head of Marketing di Antigravity.
Una particolarità spettacolare dell’A1 è la fusione delle immagini tramite algoritmi avanzati, che rende il drone invisibile nelle riprese, creando un effetto “camera fluttuante”. E le riprese stesse sono stabilizzate attraverso la tecnologia FlowState che assicura riprese fluide anche con vento.

immagine di mc
Grip controller

Non fare il furbo col payload!
Una caratteristica inedita distingue l’A1 da qualsiasi drone consumer attuale è il rilevamento del payload. Se l’A1 percepisce peso o accessori non autorizzati, atterra automaticamente. Una scelta che vuole prevenire modifiche destinate ad usi non leciti.
Non è una semplice funzione: Antigravity l’ha presentata come parte della propria filosofia, riassunta dallo slogan “Born to fly, not to fight”. Un velato (nemmeno troppo) riferimento alla difficile situazione commerciale che vive DJI soprattutto negli USA, dove i suoi prodotti vengono osteggiati dal Governo per via di presunti rischi di spionaggio e perché accusati di essere usati anche a scopi militari.

Software e Montaggio video
La promessa di Antigravity è quella di poter avere riprese perfette senza essere piloti provetti, delegando tutto quanto alla camera a 360° e alla postproduzione. Per questo, in particolare, ci si può affidare alla app di montaggio Antigravity Studio, che è molto semplice e intuitivo specialmente per chi ha già un po’ di esperienza con pacchetti tipo Insta 360 e simili. con i pacchetti di montaggio per riprese a 360° si lavora in modo totalmente diverso rispetto al montaggio standard, in quanto è qui, in postproduzione, che si decide l’inquadraura, mentre con una ripresa “normale” ovviamente l’inquadratura è quella decisa in sede di ripresa.
Ciò non toglie che il software non abbia dei sistemi per aiutarci in fase di montaggio: particolarmente interessante la modalità Deep Track, che tracciando il contorno del soggetto consente al software di identificare l’inquadratura migliore e a noi lascia il compito di applicare gli effetti, come lo zoom, il ribaltamento, l’editing di luci e colori e molto altro ancora.

Il riconoscimento di TIME
A confermare l’interesse intorno al progetto è arrivata anche la selezione di TIME Magazine, che ha inserito l’A1 nella lista Best Inventions 2025 nella categoria Consumer Electronics. L’editor Craig Wilson lo ha descritto come “un drone camera immersivo a 360°”, un riconoscimento che dà grande visibilità e crea un certo entusiasmo intorno a un prodotto appena nato.

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