Avata 360 il contrattacco di DJI sui droni con camere a 360 gradi – Recensione completa

A solo qualche mese di distanza, ecco che DJI leader mondiale nel settore dei droni consumer, prosumer e professionali, risponde con un secco: ci siamo anche noi, nel nuovo mercato dei droni che incorporano telecamere a 360 gradi.
E lo fa con grande stile! Con un prezzo più basso, con un maggior numero di accessori per il pilotaggio e con tutto il know how che ben conosciamo.

Dato che stiamo parlando del drone DJI Avata 360, non daremo i dettagli del drone della concorrenza a cui a dire il vero spetta il primato nella categoria dei droni a 360°. Non menzioneremo quindi Antigravity A1, se non verso la fine di questo articolo, per parlare delle principali differenze che contraddistinguono questi due pesi massimi.

A proposito di peso, Avata 360 pesa 455 grammi, quindi per pilotarlo serve come minimo l’Attestato A1-A3. oltre che alla registrazione dell’operatore sul portale D-flight.it, il rispetto di limiti e divieti presenti sullo stesso portale, la applicazione del QR-Code sul drone e naturalmente una assicurazione adeguata allo scopo. Quelle di Dronezine sono perfettamente compliant con la attuale normativa e proteggono l’operatore e il pilota amatoriale, da brutte sorprese.

Entrando nel vivo dell’argomento, possiamo dire che ad oggi sono solo due i droni che incorporano telecamere a 360 gradi. Entrambi hanno due camere da 4K che incollano le riprese ottenute dalla due semisfere virtuali, restituendo quindi foto e video a 8K editabili poi da smartphone o computer fisso.
Qui sotto vedrete anche la nostra video recensione, con preghiera poi di iscrivervi sul nostro canale Youtube.

Prime impressioni fuori dalla scatola

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Avata 360, Avata 2 e Neo 2

Una volta estratto dalla sua confezione, che contiene a sua volta una borsa di trasporto (che dobbiamo ammettere è molto comoda e capiente, anzi forse troppo comoda e capiente) ci siamo accorti che quello che avevamo tra le mani è una versione maggiorata del “vecchio” drone Avata 2: le forme ricordano per l’appunto Avata, ma anche Neo 2, solo che sono molto più grandi.

Design e qualità costruttiva

Non ci stupiscono la qualità costruttiva e il design, nel senso che siamo ben abituati ai prodotti DJI e allo stesso modo il form factor, davvero molto simile a quello di Avata 2, non lascia spazio ad interpretazioni.
Appena preso in  mano, si nota che ci si trova di fronte ad un drone robusto, dal peso superiore a 250 grammi, ma comunque non troppo pesante.
Forse un po’ troppo grande. Non essendo pieghevole, risulterà certamente complicato, ma non impossibile da inserire negli zaini sportivi.
La sua borsa, presente nella versione combo con controller RC2, lo contiene senza problemi, ma se si volessero usare accessori separati, le dimensioni di Avata 360 lasciano in po’ perplessi.
Siamo abituati oramai ai droni pieghevoli, e questo mostriciattolo con doppia camera si fa subito notare.

borsa avata 360

455 grammi, ovvero obbligo di patentino

Una breve nota per non annoiare i lettori relativa alla normativa che dovranno rispettare coloro che acquisteranno e vorranno usare questo drone che riprende a 360 gradi.
Si tratta di un drone con marcatura di classe C1, quindi pienamente rispondente agli attuali regolamenti  EASA 947/2019 e 945/2019 e successive modificazioni.

  • Come già detto, serve almeno un Attestato A1-A3 (alias patentino).
  • Obbligo di registrazione dell’operatore sul portale D-flight e applicazione del Codice Operatore e relativo QR-Code sul drone.
  • Assicurazione obbligatoria, quelle di Dronezine vanno benissimo e offrono anche la Tutela Legale.
  • Ultima nota, se e quando si deciderà di pilotare Avata 360 in FPV con i suoi visori: è necessario avere un osservatore a fianco del pilota che possa controllare lo spazio aereo circostante, l’ambiente a terra e avvisi prontamente il pilota in caso di pericolo.

Applicazione di controllo

Sul sito ufficiale di DJI sono presenti le applicazioni DJI Fly v1.20 o superiore per il controllo del drone e anche DJI Studio per l’editing da PC e Mac Os e anche DJI Mimo per l’editing dei filmati con lo smartphone

Fotocamera, videocamera e qualità delle immagini

I due sensori fotografici, stando a quanto riportato dal costruttore, hanno una dimensione di 1/1,1 pollici con una apertura dell’obiettivo di f 1,9. La massima risoluzione delle foto è di 65 Mpx e i video possono arrivare sino a 8K: 7680×3840@60fps con un bitrate massimo di 180 Mbps.
Possiamo dire che il formato grezzo è quello di una sfera o di un globo, che viene poi interpretato dall’apposito programma di editing o della apposita app.
Con tali software si realizza la “magia” di estendere la “palla” e visualizzare tutto ciò che è stato registrato a bordo a proprio uso e piacimento, esportando poi il video nel formato e nella risoluzione che si preferisce.
I sensori video fotografici di Avata 360 permettono una profondità di colore di 10 bit con un profilo D-Log M.

Foto scattata da DJI Avata 360
Foto scattata da DJI Avata 360

Gimbal e vibrazioni

Nel drone DJI Avata 360 non esiste un vero e proprio gimbal, o meglio effettua il suo lavoro solo nell’asse del tilt. Le due camere, sono movimentate con uno speciale meccanismo che ammortizza anche le riprese.
Possiamo comunque affermare che non si vedono clip registrate a bordo con mosso o micromosso.
La camera del drone Avata 360, può essere usata anche come singola lente.
In fase di decollo la camera appoggia su alcuni piccoli gommini, poi a qualche decina di centimetri dal suolo, se non viene scelta la lente singola, si posiziona in modo da avere una camera rivolta verso il basso e una rivolta verso l’alto.
Nella versione combo, viene fornito anche un landing pad, proprio per effettuare decolli e atterraggi, senza correre il rischio di danneggiare le lenti.

Come vola

Nei 20 giorni di test pre-lancio non lo abbiamo provato con vento forte, ma in primavera dalle nostre parti, Eolo non scherza. Avata 360 si muove molto, e certamente tutta la sezione di protezione delle eliche offre una discreta superficie esposta al vento. Insomma si muove parecchio, ma la stabilizzazione elettronica delle immagini non lascia percepire nessun tipo di problema.
Considerando le dimensioni delle eliche a 4 pale, rispetto al modello a 3 pale di Avata 2, tutto sommato non è nemmeno troppo rumoroso. Comunque rispetta i decibel previsti dalla normativa, ma quando si “spinge dentro con i motori“, si nota, anzi si sente parecchio.

Hovering, stabilità e precisione di volo

immagine di dji avata 360 in volo w

Ci piacerebbe poter affermare che il volo stazionario sia preciso e senza esitazioni, ma in verità – come già spiegato – con una piccola brezza o anche durante i movimenti, Avata 360 ondeggia parecchio. Per fortuna, però, le riprese non ne risentono affatto.

Il volo è naturale e sincero. Classico degli altri droni DJI della famiglia Avata. Dipende sempre da come e con cosa lo si pilota.
Avata 360 può infatti essere guidato:

  • con alcuni semplici movimenti del polso e della mano con il Motion Controller 3. Semplice e facile anche per piloti alle prime armi.
  • con il remote controller RC2 (presente in bundle nella confezione) che grazie al suo display incorporato fa vedere al pilota cosa si sta registrando.
  • anche con RC N3, il controller senza display a cui annettere lo smartphone, oppure con il controller FPV 3 e i visori Goggles 3 o Goggles N3.

Ovviamente in tutte le soluzioni nella quali si usa un radiocomando, le traiettorie sono più precise.

Crash in FPV modalità Manual

immagine di crash fpv
Un paio di crash provando in acro con una versione del firmware che lo permetteva

Lo abbiamo provato con un firmware in beta, il controller FPV 3 i visori N3 in modalità Manual (o acro).
Ebbene, per due voli siamo finiti per terra per due volte, per evidenti problematiche del firmware.
Nelle versioni successive infatti e al momento della scrittura di questo articolo, la modalità M, non è più selezionabile.

Come si pilota con il Motion Controller

Nulla di nuovo per quanto riguarda la compatibilità con il Motion Controller 3. Dopo aver aggiornato la applicazione, il firmware dei visori e del drone, anche il Motion Controller 3 verrà automaticamente aggiornato e lo si potrà abbinare ai visori.
La modalità di pilotaggio è molto semplice ed intuitiva e grazie ai sensori anticollisione installati sul drone Avata 360 è possibile anche effettuare bei passaggi rasoterra o evitando qualche ostacolo.

Sensori anticollisione

Il sistema per il rilevamento degli ostacoli, come previsto dai dati di targa, lavora a tutto campo (360 gradi) e include anche un sensore Lidar Tof posizionato anteriormente.
Ovviamente il rilevamento degli ostacoli non funziona nella modalità di volo Sport.
Ricordiamo che i sensori anticollisione non devono mai e poi mai sostituire l’attenzione del pilota durante il volo.
Sarebbe come guidare una automobile senza porre attenzione agli ostacoli, perché tanto ci sono gli ADAS e il sistema di frenata automatica.

RTH preciso e affidabile

immagine di rth intelligente

A proposito di sicurezza, anche in questo caso non possiamo non parlare del sistema di Return to Home con relativo atterraggio di precisione. Volendo semplificare al massimo, affermiamo che in caso di perdita di segnale o premendo l’apposito pulsante sul Motion Controller o sul radiocomando, si attiva il ritorno sul punto di Home senza indugi e alla altezza prefissata nella configurazione del sistema.
Anche l’atterraggio di precisione funziona regolarmente. Si tratta di un sistema ampiamente collaudato da DJI.
È presente, come negli altri droni della casa madre, il ritorno a casa dinamico, permettendo di aggiornare il punto di RTH, magari mentre si è in movimento in una barca o mezzi simili.
Ricordiamo che non si possono pilotare i droni, mentre si sta guidando un altro veicolo o natante.

Occhiali per visione a 360 gradi

Sarebbe meglio denominarli visori, come li definisce DJI. Sono i soliti Goggles 3 e Goggles N3 che ben conosciamo.
Una volta aggiornati i relativi firmware con la applicazione DJI Fly oppure con il programma DJI Assistant 2 per PC e MacOs, sono perfettamente compatibili con Avata 360.
Non parleremo in modo particolare di questi visori, in quanto ben conosciuti.
Possiamo dire che a differenza dei visori della concorrenza, la visione immersiva a 360 gradi non è attiva di default, ma va selezionata nel menu e si trova sotto alla voce Head Tracking.
A quel punto, muovendo la testa, si può godere della visione completa, di tutto ciò che viene visto dalle telecamere di bordo del drone DJI Avata 360.

immagine di head tracking 1
Attivazione HEad Tracking per una visione completa a 360 gradi

 

Il vantaggio di questo sistema di registrazione è che ci si può guardare intorno anche a posteriori. In sostanza un pilota che voglia fare un ripresa professionale o anche amatoriale e segua e superi ad esempio una autovettura in movimento, potrà in sede di montaggio video, ottenere inquadrature che magari non aveva previsto in fase di volo.
Lo stesso video potrà essere realizzato in tantissimi modi inusuali e diversi dalla ripresa iniziale.

Anche in questo caso, conosciamo bene il sistema dei visori Goggles di DJI, il menu si attiva a seconda del modello degli speciali occhiali con un tastino laterale e volendo si può anche selezionare con il puntatore virtuale del Motion Controller.
Con il grilletto dell’acceleratore si confermano le opzioni scelte.
Molto semplice e intuitivo. Una volta completate le impostazioni, si esce dal menu premendo nuovamente lo stesso pulsantino.

Il Motion Controller
immagine di motion avata 360 IMG 2577

Non  entreremo nel dettaglio di questo speciale modo di pilotare, in quanto si tratta di un prodotto già conosciuto nel mondo DJI.
In sostanza e a beneficio di coloro che ancora non ne fossero a conoscenza, è una piccola cloche che il pilota tiene nella mano, e grazie agli accelerometri e ai giroscopi, quindi con una piccola IMU inerziale al suo interno, trasmette i movimenti via radio ai visori che a loro volta lo ritrasmettono al drone.
Entrando nel dettagio tecnico il Motion Controller non emette la radiofrequenza necessaria per arrivare sino al drone in volo, ma questo compito è relegato agli speciali occhiali che si tengono in testa.
Sul motion sono presenti tutti i controlli necessari per pilotare il drone per avviare o interrompere le registrazioni video, effettuare foto, attivare il Return to Home.

Autonomia e batterie

Siamo rimasti gradevolmente sorpresi anche dalla durata delle tre batterie presenti nel bundle. In effetti la durata di volo di Avata 3600 si avvicina molto ai 23 minuti indicati sui dati di targa dal produttore DJI.
Diciamo per stare sicuri dai 15 ai 20 minuti a seconda del tipo di volo e delle condizioni meteorologiche.
L’hub di ricarica è molto ben realizzato e se alimentato con una sorgente potente, permette la ricarica simultanea delle 3 batterie
La batteria dei visori si ricarica separatamente con un presa USB di tipo C. La sua durata è notevole (2,7 ore) e non impensierisce il pilota.

Trasmissione video e controllo remoto

Non ci stancheremo mai di dirlo sui social e si scriverlo sulle nostre pagine: non eseguiamo test di massima distanza raggiungibile dai vari droni che recensiamo.

Considerando l’uso del drone Avata 360 e pilotandolo in prima persona (First Person View) le distanze potrebbero essere notevoli e il pilotaggio eseguito nella massima sicurezza, dato che il pilota può in qualsiasi istante guardare anche sopra e sotto.
Tuttavia la normativa parla chiaro in tal senso e l’osservatore avrà gli stessi vincoli del poter vedere il drone e il suo orientamento spaziale, senza l’ausilio di dispositivi esterni.
Quindi possiamo affermare che nel raggio di qualche centinaio di metri, considerando le dimensione di Avata 360, non abbiamo mai avuto LAG (latenze) del video ricevuto o mancanza del segnale di controllo.
La trasmissione avviene secondo i principi del collaudato protocollo proprietario denominato O4.

Modalità di volo intelligenti

immagine di spot libero
SpotLight libero, visione a doppio riquadro

Conosciamo già le modalità di volo semi automatiche di DJI, i famosi Quickshots. Drone, Rocket, Circle ecc.
Una nuova modalità è presente nella funzione Active Track e consiste nello Spotlight libero.
In sostanza dopo aver selezionato un soggetto, che può essere un veicolo, una persona, una bicicletta o altro, si attiva sul display un ulteriore riquadro che indica cosa sta effetivamente vedendo la telecamera a 360 gradi e nel riquadro principale il pilota potrà concentrarsi sulla traiettoria del drone con la massima sicurezza.
Questo permette una maggiore libertà di movimento del pilota e di un eventuale regista che voglia inquadrare un soggetto statico o in movimento, mentre il drone esegue il suo volo.
Va detto che tale funzione è attivabile anche una volta scaricati i files a 360° e attivando la funzione Active Track dal software DJI Studio o dalla applicazione per smartphone.

Montaggio video

immagine di dji studio
DJI Studio per montaggi video a 360 gradi

Un valore aggiunto dei droni con camere a 360 gradi consiste nella possibilità di poter registrare tutto quello che viene visto intorno al drone.
Questo lascia ai videomaker più creativi enormi possibilità di esprimere il loro potenziale. Oltre alle diverse prospettive e inquadrature, pensate ad esempio, allo svolgimento di un tonneau (cioè una rotazione dell’aeromobile sullo stesso asse), una rotazione verso destra o verso sinistra mentre si avanza o volendo anche mentre si retrocede.
Oppure immaginate una discesa verso il basso sempre con una rotazione guardando verso l’alto.
Alcune di queste manovre acrobatiche non possono essere eseguite da Avata 360 ad oggi, ma si possono simulare in post produzione.
Insomma infinite idee creative di contenuti alle quali bisogna dedicare parecchio tempo e attenzione.

Tanto tempo per l’appunto, che per le persone meno creative significa un passaggio in più obbligatorio che bisogna per forza fare, se si vuole realizzare un video tradizionale in 16:9 orizzontale o in 9:16 verticale oppure 1:1 quadrato prima di poterlo pubblicare.
Il programma per MacOs e Pc chiamato DJI Studio, un editor video che serve proprio per acquisire le immagini e le clip nel formato OSV di Avata 360 e convertirle, tagliarle e poi esportarle nel formato prescelto.

Prezzi e setup disponibili

Il drone DJI Avata 360 viene venduto in diverse configurazioni:

l drone sarà disponibile a partire dal 23 Aprile in diverse configurazioni:

  • DJI Avata 360 (solo drone): 459 EUR
  • DJI Avata 360 con DJI RC 2: 729 EUR
  • Combo Fly More con DJI RC 2: 949 EUR
  • Combo Motion Fly More: 949 EUR

Disponibili sui soliti canali di vendita internazionali di DJI e presso anche lo store fisico e virtuale di PersonalDrones a Roma.

Considerazioni finali


Dopo la recensione del drone Antigravity A1 che ha aperto la strada ai droni che possono registrare foto e video a 360 gradi, non possiamo esimerci dall’esprimere un piccolo confronto tra i due droni che appartengono alla stessa categoria.

Quali sono i suoi punti di forza?

Pregi

  • DJI è arrivata al secondo posto in questo caso, ma ha rilanciato con un drone che può essere pilotato con tutto l’ecosistema più recente di DJI, mentre A1 per ora solo con il Grip Controller (in estate verrà presentato un radiocomando standard).
  • Il fatto di essere un drone marcato C1, gli permette di volare anche in ambiente urbano a patto di non sorvolare persone non coinvolte e non informate e se dovesse accadere, occorre spostarsi il prima possibile dalla loro verticale.
  • E’ abbastanza silenzioso e il fatto di avere le eliche protette, ne permette anche un uso in ambienti interni.
  • Può essere usato da content creator dotati di buona fantasia per realizzare decine di versione di un video registrato in tanti modi differenti.
  • Il prezzo, decisamente competitivo rispetto alla concorrenza e con la possibilità di acquistare il solo drone, nel caso si posseggano già altri controller, motion oppure visori.

Difetti

Per quanto riguarda i difetti, possiamo notare:

  • Il primo difetto, che però è anche un pregio che abbiamo evidenziato poco sopra, è relativo al passaggio in più che è necessario fare per poter pubblicare un video registrato dal drone.
    Comunque va processato o dalla applicazione per smartphone o dal programma per pc windows o MacOs. Ma non lo potremmo considerare un vero e proprio difetto, bisogna comunque evidenziarlo.
  • Per ora non si può pilotare in Manual, full acro, il che potrebbe essere un limite, ma poi di fatto molte acrobazie, possono essere realizzate digitalmente e forse un crash con la camera a 360 gradi potrebbe risultare molto costoso, vista la posizione delle camere, molto esposte.
  • Se l’oggetto della ripresa vide si trova perfettamente al centro della visione delle due camere, spesso si nota un’imprecisione della riprese. Il soggetto in parte è ripreso da quella superiore e in parte da quella inferiore, facendo apparire un effetto “fantasmino” poco simpatico.
    Questo è dovuto alla funzione di stiching, ovvero di sovrapposizione e ricomposizione delle due immagini.
    Potrebbe essere risolto con le prossime versione del firmware.

Lo consigliamo come primo drone?

Secondo noi Avata 360 può risultare un ottimo investimento per piloti professionisti che magari vogliono svolgere riprese 360 gradi in ambienti esterni e interni o di piloti ricreativi che si vogliano solo divertire.
Ma non riteniamo che non possa essere un primo drone o un drone definitivo, nel senso che non può bastare solo questo.
Le riprese sono di alta qualità, ma il fatto di doverle raddrizzare e rendere piane, comporta una perdita di definizione ai bordi che comunque risultano parzialmente “stondati”.
In sostanza gli 8K frutto della somma delle due camere a 4K, non restituisce un filmato veramente alla altezza di un 4K di un mini 5 Pro ad esempio a parità circa dello stesso sensore.
Detto questo, l’innovazione di questo sistema di riprese, che certamente si evolverà con il passare del tempo e gli evidenti vantaggi di ripresa e successivo montaggio, lo faranno certamente preferire come secondo o terzo drone da aggiungere al proprio hangar.

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