In zona Everest DJI si sente particolarmente a casa, visto che la montagna più alta e celebre del nostro pianeta è stata ripetutamente teatro di importanti test in alta quota per molti dei migliori droni dell’azienda di Shenzen.
Questa volta DJI ha annunciato il completamento di tre nuove missioni in questo scenario estremo, che hanno coinvolto il nuovo DJI FlyCart 100 per il trasporto di materiali, il DJI Matrice 4E per le attività di rilievo sul versante sud in Nepal e il nuovo drone eVTOL DJI EV50 per una campagna di ricerca atmosferica sul versante nord in Cina.
Un percorso di test iniziato oltre dieci anni fa
Come detto, le nuove missioni si inseriscono in un percorso di sperimentazione che DJI porta avanti sul Monte Everest dal 2009, quando l’azienda testò un elicottero senza pilota equipaggiato con il sistema di controllo di volo XP3.1.
Negli anni successivi abbiamo assistito ad altre performance di rilievo, come:
- nel 2010 il sistema DJI Ace One operò con successo oltre i 4.700 metri di quota
- nel 2022 un DJI Mavic 3 raggiunse la vetta a 8.848,86 metri realizzando le prime riprese con un drone dalla cima della montagna
- nel 2024 il DJI FlyCart 30 completò i primi test di consegna con drone tra il Campo Base e il Campo 1 sul versante sud e, nello stesso anno, anche il Mavic 4 Pro ebbe il suo battesimo dell’Everest.
“Il nostro team continua a impegnarsi per rendere la montagna più alta del mondo più sicura e pulita per gli sherpa e gli alpinisti di tutto il mondo”, ha dichiarato Christina Zhang, portavoce di DJI. “Il successo delle nostre ultime operazioni segna una tappa di cui andare fieri, e speriamo che la nostra collaborazione continua con la comunità scientifica possa far progredire ulteriormente la tecnologia dei droni, salvando vite e sostenendo gli sforzi di conservazione in tutto il mondo.”
FlyCart 100 trasporta oltre 10 tonnellate tra materiali e rifiuti
Le prove in Nepal sono state realizzate in collaborazione con Airlift, azienda locale specializzata nei droni. L’obiettivo era verificare il comportamento del DJI FlyCart 100 in condizioni estreme, valutando capacità di carico, autonomia, stabilità del collegamento radio, precisione RTK e funzionamento delle batterie con temperature comprese tra -15 °C e 5 °C.
Durante i test il drone ha trasportato fino a 47 kg di carico, raggiungendo quote superiori ai 6.300 metri. I voli hanno collegato il Campo Base con il Campo 1 trasportando bombole di ossigeno, corde, scale e altro materiale utilizzato dalle spedizioni alpinistiche.
Nel complesso sono stati movimentati 10.073 kg di materiali e rifiuti. Di questi, 7.215 kg erano attrezzature per l’alpinismo, mentre 2.858 kg erano rifiuti recuperati dalla montagna.
Ogni volo di sola andata è stato completato in circa 8 minuti, contro un tempo che va dalle 6 alle 8 ore di cammino attraversando il Khumbu Icefall.
Secondo DJI, lo stesso tragitto richiede normalmente agli sherpa dalle
L’obiettivo a lungo termine è contribuire al trasporto di circa 5.000 bombole di ossigeno durante ogni stagione alpinistica e favorire la rimozione di circa 10.000 kg di rifiuti provenienti dai campi più alti, in linea con gli obiettivi di sostenibilità promossi in Nepal, compresa la “Zero Waste Initiative 2027” della Nepal Mountain Association.
Matrice 4E per la mappatura dei ghiacciai
Durante la stagione alpinistica della primavera 2026 è stato impiegato anche il DJI Matrice 4E per attività di rilievo nell’area del Khumbu Icefall.
Il drone ha operato a un’altitudine di 6.450 metri con temperature inferiori a -20 °C, mappando oltre 3 km² dell’area compresa tra il Campo Base, la cascata di ghiaccio e la zona sopra il Campo 1. L’intera attività è stata completata in circa tre ore e mezza con una risoluzione a livello centimetrico.
Il telemetro laser integrato è stato utilizzato per effettuare misurazioni del terreno e condividere con precisione la posizione dei pericoli. DJI evidenzia inoltre che il drone può supportare le operazioni di ricerca e soccorso individuando persone e movimenti sulla superficie innevata.
“Anche se la mappatura dei ghiacciai e il monitoraggio satellitare sono stati utilizzati in diverse parti del mondo, ciò che stiamo facendo in Nepal è unico per il livello di dettaglio, l’applicazione operativa e l’attenzione alla sicurezza in tempo reale per l’alpinismo”, ha dichiarato Raj Bikram Maharjan, CEO di Airlift Technology. “A quanto ne sappiamo, questa è la prima operazione del suo genere in Nepal e, potenzialmente, una delle prime applicazioni operative reali su scala globale in un ambiente di spedizione ad alta quota.”
Il drone EV50 a supporto della ricerca sul clima
Le attività hanno interessato anche il versante nord del Monte Qomolangma, in Cina, dove DJI ha impiegato il proprio drone eVTOL EV50, un nuovo modello cargo ad ala fissa, per supportare una campagna di ricerca sulla chimica atmosferica.
Nel corso di 12 giorni il drone ha effettuato 12 missioni trasportando la strumentazione per la misurazione dell’ozono del College of Environmental Sciences and Engineering della Peking University.
Il volo più significativo ha raggiunto un’altitudine massima di 8.861 metri con una salita continua di 3.730 metri. Secondo DJI, è stata la prima volta che i ricercatori dell’università hanno utilizzato droni per effettuare osservazioni della troposfera ad alta quota nell’ambito delle proprie attività di ricerca atmosferica.



