Ormai sempre più diffusi in diverse città, seguendo un trend a cui assistiamo da anni, droni e sistemi di videosorveglianza saranno al centro anche della strategia annunciata giorni fa dal sindaco di Salerno, Vincenzo De Luca, per rafforzare il controllo del territorio e contrastare episodi di vandalismo e degrado urbano. L’obiettivo, secondo quanto affermato dal primo cittadino e riportato in questo articolo su Ansa, è affiancare la tecnologia a un più ampio percorso di recupero del senso civico.
Telecamere già utilizzate per individuare i responsabili
Nel suo intervento, pubblicato sul canale Youtube de La Rampa, De Luca ha citato alcuni casi nei quali la videosorveglianza ha già fornito un contributo alle attività di controllo.
A Porta Rateprandi, ha spiegato, sono presenti anche telecamere nascoste che hanno consentito di individuare alcune persone responsabili dell’accumulo di rifiuti. Sono inoltre in corso le verifiche sulle immagini registrate in Piazza San Francesco, dove il Comune punta a identificare gli autori di atti vandalici. “Un po’ di pazienza ma individueremo tutti quanti, o con i droni o con le telecamere”, ha assicurato il sindaco.
Nuovo piano di videosorveglianza
Il primo cittadino ha annunciato che è in corso una progettazione per l’installazione di telecamere per un valore superiore a 250mila euro nei luoghi ritenuti più sensibili della città.
Secondo De Luca, questo intervento consentirà di realizzare in tempi brevi un controllo più esteso attraverso sistemi di videosorveglianza, con l’obiettivo di individuare i responsabili di atti vandalici e contribuire al mantenimento del decoro urbano.
Il lavoro del reparto dedicato alla sicurezza
Il sindaco ha ricordato anche l’attività del reparto istituito dal Comune per il controllo della sicurezza e per il contrasto ai vandali, ai rovistatori di rifiuti e ai parcheggiatori abusivi.
Secondo De Luca, però, per rendere più efficace questa attività sarebbero necessarie norme nazionali più incisive. Ha citato il caso dei parcheggiatori abusivi con numerose denunce che continuano comunque la propria attività, osservando che la violazione del Daspo non comporta misure come gli arresti domiciliari.
Il tema, ha concluso, sarà affrontato anche durante la conferenza nazionale sulla sicurezza urbana prevista per il mese di ottobre.




