Cecina, il Drone controlla le spiagge: denunciati sei titolari di stabilimenti che si erano “allargati”

Negli anni in vista o nel corso della stagione estiva, abbiamo a volte parlato dei droni bagnino, in grado di decollare e raggiungere velocemente dei bagnanti in difficoltà.

Questa volta però approfondiamo il ruolo dei droni per il controllo del territorio, un compito nel quale vengono sempre più spesso impiegati da diverse amministrazioni comunali, visti i buoni risultati che questi velivoli offrono. In questo caso però i droni non hanno scovato qualche presunto piromane o la “classica” discarica abusiva, bensì un problema di occupazione di spazio pubblico sulle spiagge, ad opera dei titolari di alcuni stabilimenti balneari lungo la costa di Cecina, in provincia di Livorno.

Dopo gli avvistammenti via drone, le verifiche della Capitaneria di porto hanno portato alla denuncia di sei titolari per occupazione abusiva di demanio marittimo. In alcuni stabilimenti, a quanto pare, gli ombrelloni erano stati infatti sistemati oltre gli spazi previsti, arrivando a occupare parte della spiaggia libera.

I controlli sono stati effettuati nelle ultime settimane dell’estate utilizzando un drone a disposizione del Comune, con cui è stato facile avere un quadro visivo dall’alto sugli spazi effettivamente occupati.

Le segnalazioni dei bagnanti fanno partire i controlli

Le verifiche, come riporta questo articolo sul sito Il Tirreno, sono partite dalle segnalazioni di alcuni frequentatori abituali della spiaggia libera, che si erano ritrovati con meno spazio rispetto a quello normalmente disponibile. Da qui sono scattati i controlli, che poi sono stati estesi anche ad altri spazi.

L’occupazione dello spazio demaniale e l’inosservanza dei limiti della proprietà privata sono disciplinate dall’articolo 1161 del Codice della Navigazione e la pena principale indicata è l’arresto fino a sei mesi oppure un’ammenda, salvo che il fatto costituisca un reato più grave. Nel caso della spiaggia libera, la situazione segnalata dal primo bagnante che ha dato origine ai controlli avrebbe avuto l’effetto di impedire o limitare l’uso pubblico dei beni.

Non solo drone: controlli anche sui bagnini

Le verifiche non si sono però limitate all’occupazione degli spazi, perché a quel punto i controlli hanno coinvolto in modo più diretto gli stabilimenti balneari del territorio di Cecina e di Rosignano, determinando una quindicina di verbali elevati ad altrettanti bagnini o titolari di concessione, questi ultimi coinvolti in solido per alcune omissioni.

Nel dettaglio, durante i controlli alcuni bagnini non sono stati trovati sulle torrette, mentre in altri casi erano presenti, ma stavano utilizzando il telefono cellulare.

Maggiore attenzione alla sicurezza e agli spazi demaniali

L’attenzione riguarda sia l’attenzione alle eventuali emergenze in acqua o sulla spiaggia, ma in generale anche la fruizione degli spazi demaniali, in una provincia come Livorno in cui, infatti, l’accesso alla spiaggia era già stato a sua volta oggetto di contestazioni e polemiche.

Il caso di Cecina mostra così anche un’applicazione concreta dei droni nelle attività di controllo del territorio: stavolta declinata nella meno comune, ma non per questo meno utile ed importante, verifica degli spazi occupati dagli stabilimenti rispetto alla spiaggia libera.

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