Esami Specific STS da casa? Enac ci sta lavorando

In Italia al momento gli esami per gli scenari standard Specific possono essere sostenuti esclusivamente presso una scuola di volo (o meglio una RE, Recognized Entity), mentre all’estero ci sono scuole ed Authority aeronautiche che consentono ai candidati di prendere l’attestato da casa propria.

Qualcosa però si sta muovendo, rivela ENAC al Tavolo Tecnico sulla formazione a cui noi di Dronezine e i colleghi di Quadricottero News partecipiamo come stampa tecnica. In particolare il generale Elio Volpari informa che Enac “ha chiesto alla Direzione informatica di fare una pre-analisi su alcuni software, che oltre agli aspetti di cyber sicurezza devono garantire anche un alto grado di compatibilità con i sistemi ENAC” dal momento che – spiega ancora Volpari – “I futuri esami online verranno svolti sul nostro portale, così come avviene per A1-A3, seppure tramite le RE di cui continueremo ad avvalerci”.

I candidati potranno quindi svolgere anche da casa gli esami teorici, oppure – come avviene oggi – nell’aula delle RE. “L’esame si farà sempre sulla piattaforma ENAC” puntualizza Volpari, “la differenza è che la parte di proctoring, cioè di sorveglianza sulla correttezza dello svolgimento dell’esame, potrà avvenire da remoto, quindi a domicilio del candidato che dunque potrà sostenere la prova da casa sua”.  Una cosa che già si fa in altri Paesi Europei, per esempio la Spagna, e il modello lo spiega Livio Generali di ENAC: “l’esame resta gestito da noi, per esempio per la struttura dell’esame e il database delle domande, e quando avremo identificato il software che soddisfa le nostre esigenze, le RE potranno utilizzarlo: in pratica lo inseriranno nei propri privilegi. A questo punto il software farà entrare il candidato nel sistema di Proctoring e lo collegherà al portale di ENAC per sostenere la prova”.

Quindi le RE restano centrali nella visione ENAC, non ci si potrà iscrivere direttamente all’esame sul sito dell’Auhority, ma bisognerà comunque passare da una RE. Anche se la stessa ENAC precisa che le RE non possono rifiutare candidati privatisti, (come già attualmente previsto) che hanno studiato da soli (magari, perché no, usando i manuali Dronezine) e vogliono solo sostenere l’esame proctored, in quanto nella loro attività rappresentano ENAC stessa.

Il motivo per cui ENAC sceglie di non aprire direttamente ai privatisti l’esame online lo spiega ancora Generali: “Se si collegano tutte insieme centinaia di persone da tutta Italia, ENAC non riuscirebbe a gestire le esigenze di tutti, in quanto non avrebbe le risorse umane necessarie per l’eventuale assistenza”. Ma il candidato potrà decidere se sostenere l’esame da casa sua, dall’aula della RE o magari da una sede completamente diversa: “penso anche, per esempio, a un Istituto scolastico o un’organizzazione pubblica che vuole formare una decina di piloti, questi potranno fare l’esame direttamente Proctored dalla loro sede”

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Una suggestiva immagine dello scenario evocato da Generali: una polizia locale che vuole formare i propri piloti potrà consentire loro di sostenere l’esame direttamente dalla sede del corpo (ia generated)

 

Sì, ma quale software?

Dal punto di vista della piattaforma, Volpari assicura che “Le specifiche sono quelle che normalmente i software usati per la teledidattica già fanno. Quindi identificazione degli utenti, monitoraggio tramite webcam, controllo delle finestre aperte sul dispositivo, browser lock, verifica dell’ambiente dove si svolge la prova, reporting eccetera”. Uno dei software in pole position nelle preferenze dell’Authority è un’applicativo spagnolo, fornitore di università, organizzazioni ed Enti formativi che erogano corsi ed esami a distanza. Piace per la particolare attenzione che riserva agli aspetti di privacy e conformità alla normativa europea, come GDPR (il codice europeo sulla privacy), ma anche FERPA, specifico proprio per lezioni ed esami (Family Educational and Privacy Act) e la californiana CCPA (California Consumer Privacy Act).

Sul piano tecnico, l’applicazione ha connettori nativi per le principali piattaforme LMS (Learning Management System) ed è espandibile tramite API.  Oltre al proctoring automatico e alla registrazione di tutto l’ambiente, il sistema spagnolo supporta anche la sorveglianza umana.

“Non lo abbiamo ancora testato” spiega Volpari, “ma tra le varie soluzioni che ci hanno proposto l’abbiamo individuata come tra le più interessanti per noi. Inoltre è un progetto europeo con grande attenzione alla privacy, e ci piacerebbe cominciare a testarlo sul campo con delle RE. Tuttavia non sarà l’unica piattaforma, ce ne sono almeno altre due interessanti prese in considerazione. E dunque alla fine ce ne saranno più di una, così le RE potranno decidere quale utilizzare. Ma certamente spetta a noi verificare la compatibilità di estensioni, API eccetera con l’ecosistema software di ENAC”.

E le tempistiche?

ENAC non si sbilancia, ma certamente i tempi dell’Authority non sono mai fulminei. Incalzati dalle domande, i funzionari dell’Authority non possono che alzare le mani: “partiremo con un test, e dovremo decidere quali RE saranno subito interessate alle prove. Bisogna, inoltre, tenere conto che ci sono più direzioni ENAC coinvolte nel progetto. Per il momento dobbiamo approfondire gli aspetti di compatibilità con le nostre reti”. 2027? azzarda qualcuno nel tavolo tecnico. “Auspichiamo di sì, stiamo lavorando in tal senso” si limitano a commentare in ENAC. E lo speriamo anche noi.