L’ONU vuole registrare tutti i droni del mondo

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ICAO, l’Authority aeronautica globale che appartiene alle Nazioni Unite lavora per crare un unico database mondiale dove registrare tutti i droni, professionali e amatoriali.

L’idea alla base del progetto di ICAO è tutto sommato codivisibile, un passo verso l’auspicabile creazione di regole globali per il volo dei droni, valide per tutti. D’altronde è sotto gli occhi di tutti come la miope e sciagurata decisione di EASA, l’Authority aeronautica europea, di lasciare agli Stati Membri la patata bollente della regolamentazione dei droni sotto i 150 chili (tutti, in pratica) abbia portato a un caos e una babele, dove ogni Nazione fa di testa sua e non riconosce nemmeno i titoli professionali dei piloti tra una nazione e l’altra.

Quindi, mentre gli aeromodellisti americani ancora brindano alla loro vittoria sulla locale authority, la FAA, che sconfitta in tribunale ha dovuto abbozzare e rinunciare al suo disegno di registrare tutti i droni e aeromodelli statunitensi, la targhetta sta per rientrare non dalla finestra ma dal portone principale.

La proposta è stata fatta ufficialmente da Stephen Creamer, direttore dell’ air navigation bureau di ICAO, al simposio annuale dell’organizzazione a Montreal in Canada: l’idea è che il database sia consultabile in tempo reale per sapere esattamente a chi appartiene un certo drone, esattamente come succede per le targhe delle automobili. I droni dovrebbero dunque avere un singolo transponder uguale per tutti interrogabile da terra da parte delle forze dell’ordine. Non è molto chiaro chi avrà le chiavi di questo sistema, anche se è probabile che la stessa ICAO finirà con il candidarsi per gestirlo, e la cosa avrebbe senso.

La decisione non dispiace ai grandi produttori di droni, che sono alquanto preoccupati dall’idea che Europa, USA e Cina in assenza di un coordinamento centrale finiscano per consolidare regole proprie, con il risultato che alla fine sarebbero costretti a declinare i loro droni in tre gusti, a seconda del mercato di destinazione. Se ICAO non si mette a dirigere le operazioni e dare regole comuni a tutti, la babele continuerà e saranno guai per tutti.

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