I droni di Christiania: gioco, guerriglia urbana o scusa per uno sgombero?

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La Città Libera di Christiania è un quartiere parzialmente autogovernato di Copenhagen, fondata nel 1971 da un gruppo di hippie che aveva occupato una base navale dismessa e stabilito uno status semi-legale come comunità indipendente. Un interessante esperimento sociale, un quartiere di grande tolleranza dove per esempio si vendono e consumano droghe leggere alla luce del sole. Ma adesso scoppia la polemica: i quotidiani danesi riportano la notizia che gli abitanti del quartiere stiano usando droni per controllare la polizia che controlla loro.

La cosa ci sembra più paranoia che guerriglia urbana, come si sono affrettati a titolare alcuni giornali di casa nostra. Tutto pare essere generato dai voli di un diciannovenne, Ekstra Bladet Simon, che ha assicurato di “non cercare rogne” ma semplicemente di volersi divertire con il suo quad, che come quasi tutti i suoi simili ha a bordo una telecamera, e di fare riprese aeree sul giardino pubblico (che in effetti è un fiorente mercato di erba) per divertimento e non per avvisare i pusher dei movimenti dei poliziotti. “La polizia ha frainteso” ha detto il ragazzo.

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La polizia danese ovviamente non ci sta, e parla invece di  “inaccettabile escalation”. Claus Oxfeldt, il capo della polizia danese, ha invocato nuovi poteri per la polizia contro la nuova “minaccia” degli occupanti. Torben Svarrer, capo della Task Force Pusherstreet e vice ispettore della polizia di Copenaghen, ha rivelato al giornale Berlingske che gli spacciatori “stanno tentando di vanificare i nostri sforzi a Christiania“. La realtà molto probabilmente è che i voli del drone diventano un’arma in più per i tanti che vorrebbero far piazza pulita di Christiania, che tra l’altro vale un sacco di soldi: nel centro di Copenhagen le case valgono moltissimo, e i tentativi di sgombero si sono moltiplicati negli ultimi tempi, così come gli arresti di pusher e banchetti per la vendita di hashish: un’ottantina nei giorni scorsi. Il drone è perfetto per far leva sulle paure dei cittadini, ma un piccolo quad amatoriale ci sembra molto meno efficace di un normalissimo “palo”, nel caso in cui si voglia davvero spiare la polizia: il Phantom non è esattamente un Predator.

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