Piaggio, vola il drone enorme per trasporto merci: novità in vista nel regolamento ENAC

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Di Francesco Paolo Ballirano, avvocato esperto in diritto aeronautico e membro del Comitato Scientifico di DronEzine

Lo scorso 11 ottobre è stato effettuato il primo volo dimostrativo di operazione cargo con un drone. Nei pressi dell’aeroporto di Trapani Birgi, Piaggio Aerospace ha effettuato con successo il volo di simulazione di una operazione cargo quale conclusione della prima fase di un programma di ricerca affidato dall’Enac.

Le attività di volo hanno consentito la simulazione di operazioni svolte in scenari ove il trasporto cargo in modalità «automatica» è avvenuto a supporto di scenari normali, di emergenza o di protezione civile, con simulazione del rilascio di un carico di beni essenziali (medicinali, derrate alimentari, ecc.) e atterraggio del velivolo è avvenuto in modalità automatica in una località remota, anche in assenza di assistenza al volo. L’ENAC ha precisato che i risultati delle attività di ricerca e di sperimentazione costituiranno uno degli elementi chiave per poter sviluppare un futuro regolamento che avrà l’obiettivo di stabilire regole e criteri operativi per la diffusione dei sistemi aerei a pilotaggio remoto da utilizzare a supporto delle attività di logistica, sia nel settore privato che in quello pubblico.

Tali operazioni dunque, sono ben diverse da quelle che già sono state avviate in precedenza, soprattutto da Amazon, per la consegna di merci e posta casa per casa. Parliamo infatti di macchine con un peso massimo al decollo di gran lunga superiore ai 150 kg e quindi di sistemi aeromobili cui è sottratta la cabina di pilotaggio che si avvicinano più agli aeromobili tradizionali che ai droni utilizzati comunemente, tant’è vero che il drone è derivato dal biturboelica business Piaggio p180 Avanti, che trasporta fino a 9 passeggeri oltre all’equipaggio. L’elemento più interessante di tale sperimentazione è proprio lo sviluppo di operazioni in scenari di emergenza, dove le attività di volo “manned” sono spesso pericolose o, quantomeno, più difficoltose.

La grandezza del drone utilizzato a Taranto permetterebbe, paradossalmente, di superare quegli ostacoli normativi che sicuramente sono più evidenti nei droni con un modesto peso massimo al decollo, proprio perchè ad essi sarebbe adattabile, in quasi tutte le circostanze applicative, la normativa attualmente in vigore per gli aeromobili tradizionali.

Ad ogni modo, le operazioni cargo a mezzo SAPR potranno trovare ampio spazio solo se verranno superati i vari ostacoli, sia dal punto di vista normativo che dal punto di vista operativo e tecnologico. E infatti, il livello di automazione, digitalizzazione e virtualizzazione della gestione del traffico aereo dovrà essere sicuramente aumentato, anche perché le maggiori opportunità di mercato ci saranno nelle operazioni di volo a lunga percorrenza, dove la modalità di pilotaggio in BVLOS (beyond visual line of sight) sarà un presupposto indispensabile per consentire il buon esito delle operazioni.

In tale ottica, il futuro Regolamento avrà bisogno dunque di definire nel dettaglio la gestione del traffico aereo dei droni, ma soprattutto dovrà essere ideato un modello flessibile incentrato sui tipi di operazioni.

Per i droni con un peso massimo al decollo ed un payload di modesta entità, potranno operare a livelli molto bassi, mentre per i droni, come quello sperimentato a Birgi, più simile agli aeromobili manned, le difficoltà operative potrebbero essere, paradossalmente, minori proprio perchè avranno caratteristiche operative simili agli aeromobili tradizionali.

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