Vacanze in Thailandia portando il drone? Si è possibile

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Nonostante il periodo estivo sia finito da un pezzo, non si fermano i veri viaggiatori che approfittano delle vacanze invernali per trascorrere qualche giorno o settimana in località esotiche o non ordinarie.

Abbiamo presentato nei numeri scorsi della rivista Dronezine e anche qui sul blog, molteplici informazioni relative al fatto che sia o meno possibile portare il drone, ovvero il fedele compagno di viaggio per riprese e foto aeree in vacanza.
Molte persone ci scrivono o raccontano le loro avventure o disavventure. Come nel caso di quel turista che appena sceso dall’aereo e presentandosi al controllo delle dogana, si è visto sequestrare il drone in suo possesso e affibbiare una multa da qualche centinaio di dollari.
Per evitare questa antipatiche problematiche, è sempre meglio informarsi prima sulla possibilità di trasportare il drone in aereo, a seconda della compagnia di viaggio e delle presenza o meno di specifiche leggi che regolamentano il volo dei droni amatoriali.

Pare quanto meno evidente che questa non sia una prassi consolidata, perlomeno a giudicare dal consistente numero di sequestri di droni nelle principali località turistiche italiane: Roma, Venezia, Firenze e Milano.
Quindi se decidete di intraprendere un viaggio all’estero e oltre alla macchina fotografica utilizzare anche un drone per le foto e le riprese aeree, meglio fare i compiti a casa e informarsi prima di partire.

Thailandia: le voci parlavano di droni consentiti purché senza videocamera

Paolo Galletti è un nostro affezionato lettore, già reduce da un viaggio estivo in Madagascar durante il quale ha effettuato moltissime riprese dalle quali sono stati estrapolati gli scatti che vediamo in testa a questo articolo e nel corso dello stesso.
Egli ci racconta che mentre sull’isola di fronte al Mozambico non ha avuto praticamente nessun problema, “Sembrava quasi che non sapessero nemmeno cosa fosse un drone”,  ci scrive Paolo, per la Thailandia invece ha preferito documentarsi prima.
Tra l’altro le voci che aveva sentito, prima di avere una risposta ufficiale, erano poco promettenti: i voli dei droni sono permessi purché sotto i 2 chilogrammi e senza fotocamera. Sembra che il problema maggiormente sentito, sia quello della privacy.

“Avevo oramai quasi deciso di lasciare a casa il mio drone DJI Mavic” – continua Paolo Galletti – dato che non volevo correre rischi inutili, se si finisce in galera in Thailandia, non è proprio come dalle nostre parti. Mi sono quindi attivato scrivendo alla ambasciata tailandese qui in Italia che mi ha risposto quasi subito, chiedendomi di compilare un modulo.
Peccato che fosse tutto scritto in tailandese e non ne esista una versione in italiano!”

L’ambasciata tailandese in Italia, gli rilascia una specie di lasciapassare

Ma Paolo non si perde d’animo e rintraccia un interprete che gli traduce il documento in inglese e dopo averlo compilato, lo rimanda all’ufficio consolare.
“La risposta arriva dopo quasi due mesi, ma ne valeva la pena – dice Paolo – praticamente mi hanno rilasciato una specie di lasciapassare da mostrare ai poliziotti locali, prima di fare un volo, nel caso me li trovassi sul posto.”
Vengono quindi forniti all’appassionato fotografo aereo, i consigli su come comportarsi, evitando quindi il sorvolo delle persone e chiedendo ai tutori dell’ordine prima di decollare e mostrando loro il documento ricevuto.
“Sono molto soddisfatto e credo che effettuerò delle belle riprese – conclude Paolo – anche perché gli ultimi 4 giorni sarò in Birmania e li regole al momento non ce ne sono”.

Ringraziamo Paolo Galletti per le belle foto e le informazioni condivise e gli auguriamo un buon viaggio e buoni scatti con il suo drone in Thailandia, che ovviamente mostreremo su queste pagine.
Ecco il link per ottenere le informazioni e relazionarsi con l’ambasciata tailandese in Italia.

 

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