La Birmania libera i giornalisti incarcerati per aver volato con il drone vicino al Parlamento

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Brutta avventura a lieto fine per il cameraman Lau Hon Meng di Singapore e la reporter malese Mok Choy Lin, che erano stati incarcerati insieme all’autista Hla Tin e al giornalista birmano Aung Naing Soe. L’accusa era quella di aver volato con il drone vicino al parlamento birmano per girare un documentario per conto della televisione turca TRT.

L’accusa era di aver violato le regole di volo locali, e per questo sono stati condannati a due mesi di carcere, convertiti in una multa salata. Ma è caduta l’accusa più pesante, quella di aver contrabbandato in Birmania il drone usato per le riprese, e soprattutto quella di aver attentato alla sicurezza nazionale, che avrebbe potuto costare loro tre anni di galera.

A nulla è valsa la protesta dell’emittente turca che ha dichiarato di aver debitamente avvisato le autorità locali del volo. Un grosso spavento e una grossa multa, nulla in confronto a quanto è accaduto solo pochi giorni fa a due reporter birmani di Reuters, che per aver documentato la crisi umanitaria del popolo Rohingya sono stati condannati a 14 anni di carcere, sfruttando una legge quasi mai applicata risalente all’epoca in cui la Birmania era una colonia dell’Impero Britannico.

 

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