Le assicurazioni per droni varranno un miliardo tra due anni. E gli assicuratori già pensano alle regole europee

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Di Francesco Paolo Ballirano, legale esperto in diritto aeronautico e membro del Comitato Scientifico di DronEzine

Il mercato dei droni viene visto sempre più con maggiore interesse dalle più importanti compagnie assicurative. Secondo il parere di Goldman Sachs, l’industria mondiale dei droni avrà un valore di 100 miliardi di dollari entro il 2020. Allianz Global Corporate & Specialty (AGCS), invece, stima che il mercato delle assicurazioni di droni commerciali abbia il potenziale per raggiungere 1 miliardo di dollari nello stesso periodo.

Come noto, ad oggi, i droni sono utilizzati in una gamma sempre più diversificata di settori, che vanno dal monitoraggio ambientale, alle riprese aeree, dall’agricoltura di precisione ai servizi di emergenza.
È altrettanto noto che gli operatori SAPR, anche ai sensi dell’art. 32 del Regolamento ENAC “Mezzi aerei a pilotaggio remoto”, debbono dotarsi di un’assicurazione concernente la responsabilità verso terzi, adeguata allo scopo e non inferiore ai massimali minimi di cui alla tabella dell’art. 7 del Regolamento (CE) n. 785/2004 (“Requisiti assicurativi per i vettori aerei e gli operatori aerei”), cioè circa un milione di euro. 

Si tratta dunnque, per quanto riguarda i SAPR, di assicurazioni aeronautiche obbligatorie. Tuttavia, molti dei rischi tipicamente associati ai droni, come le collisioni con edifici, persone o altri aeromobili, le richieste di risarcimento o la violazione della privacy, spesso non sono coperti dalle polizze assicurative aeronautiche standard. Al di là della quantificazione del massimale minimo prevista dal Regolamento (CE) n. 785/2004, pertanto, i requisiti assicurativi tipici dei vettori aerei hanno ad oggetto rischi diversi da quelli previsti per gli operatori di SAPR. Questo problema è stato sino ad ora risolto con la creazione di contratti assicurativi su misura, che prevedono un massimale superiore a quello previsto dall’art. 7 del regolamento CE 785/2004 e coperture di rischio diverse da quelle previste per gli aeromobili tradizionali. Sotto tale aspetto, lo studio portato avanti da Goldman Sachs, evidenzia proprio come ill Regolamento CE n. 785/2004, pur necessario nei primi anni di creazione del mercato assicurativo relativo alle operazioni commerciali con i droni, potrebbe non essere più adeguato alle esigenze degli operatori SAPR perché, al di fuori dei massimali minimi previsti dalla tabella dell’art. 7 del Regolamento 785/2004, nulla è previsto con riferimento ai rischi “tipici” delle operazioni SAPR. Ed infatti, il Regolamento CE n. 785/2004 è stato pensato ed ideato per gli aeromobili tradizionali ed è ancorato alle caratteristiche dell’aeromobile, nel senso che maggiore sarà il suo peso massimo al decollo, maggiore dovrà essere il massimale assicurativo.

Si tratta di un parametro che fino ad un certo punto può essere considerato valido per i SAPR, soprattutto quanto il rischio coperto dall’assicurazione potrebbe essere slegato dal peso della macchina. Infatti, molto spesso le opzioni di estensione della polizza includono la copertura per reclami legali derivanti da inquinamento acustico, violazione della privacy derivante dall’utilizzo di attrezzature ausiliarie (come apparecchi fotografici costosi) e persino incidenti causati dalla perdita di controllo del drone risultante da un attacco informatico che ne possa bloccare i controlli. Fattispecie, queste, che non rientrano nel rischio assicurativo “classico” previsto per gli aeromobili tradizionali.

La riflessione avviata dagli assicuratori pone pertanto l’accento su un tema che necessita di una risposta normativa adeguata: l’assicurazione di cui devono essere dotati i droni deve coprire rischi diversi rispetto agli aeromobili manned proprio perché i droni hanno finalità e funzioni differenti. Sebbene il mercato assicurativo si sia già adeguato a queste esigenze, lo stesso non si può dire per il legislatore nazionale ed europeo, i quali, sino ad ora, non hanno preso alcun provvedimento normativo per dare risposte più chiare agli assicuratori ed operatori. Sotto tale ultimo aspetto, la direzione da seguire nel campo assicurativo potrebbe essere quella indicata dall’EASA, che nel futuro regolamento europeo sui droni ha posto l’accento su un approccio “operation-centric” dove, pertanto, gli elementi distintivi tra le varie categorie di SAPR non sono da rinvenirsi un minore o maggiore peso dell’APR ma, piuttosto, sul tipo (e rischiosità) delle operazioni.

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