DJI Aeroscope, tracciamento droni in prossimità di aeroporti e siti sensibili, presentazione a Roma

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Sempre più spesso anche sulle pagine di questo blog si leggono notizie di mancate e talvolta avvenute collisioni tra aeromobili tradizionali e droni. Crescono naturalmente gli allarmi per droni in volo su zone vietate, quali centri cittadini senza autorizzazioni o peggio ancora su  aeroporti o impianti industriali, piuttosto che  carceri o altre aree sensibili.
Da qualche mese è arrivato  Italia un nuovo sistema di tracciamento dei droni già utilizzato in tutto il mondo, un sofisticato apparato che consente di individuare con alta precisione un piccolo multirotore in volo a chilometri di distanza e di conoscerne una serie di informazioni per valutarne l’eventuale pericolosità.

Roma 23 maggio – Presentato all’aeroporto dell’Urbe DJI Aeroscope un rivoluzionario sistema progettato e realizzato dal colosso cinese DJI, il maggiore produttore mondiale di droni per usi amatoriali e professionali. E’ stato presentato ufficialmente alle autorità italiane durante un test operativo.
Grande l’interesse da parte delle istituzioni aeronautiche, come l’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile (ENAC) e l’Agenzia Nazionale per la Sicurezza del Volo (ANSV). Particolare attenzione anche da parte delle Forze dell’Ordine, delle Forze Armate e degli apparati di sicurezza dello Stato.

Il DJI AeroScope è dotato di un sistema di antenne sensibili e di apparati sofisticati che intercettano il canale di collegamento radio tra il radiocomando e il drone, oppure il segnale di telemetria video che lo stesso drone trasmette a terra. Il ricevitore decodifica quindi le informazioni e le invia allo schermo di un terminale, dove sono facilmente disponibili su una mappa per l’utente. Il sistema è in grado di rivelare le seguenti informazioni di uno o più droni intercettati: marca/modello; numero di serie; nome del proprietario; posizione del pilota; coordinate di decollo; rotta di volo; coordinate di posizione; direzione; altitudine; velocità.
A differenza dei “radar per droni”, che non di rado forniscono dei falsi positivi (confondendo, ad esempio, un drone con un volatile), il “DJI AeroScope” è un vero e proprio sistema di tracciamento: permette infatti di tracciare i droni in maniera nativa, effettuando la scansione del link tra drone e pilota, e quindi sorpassa a livello tecnologico tutti i vecchi progetti che prevedevano l’utilizzo di un modulo aggiuntivo da installare sul drone.

Esistono due versioni del “DJI AeroScope”, una fissa e una portatile: la prima (range circa 25 km) è già in uso in due aeroporti internazionali in Asia, mentre la seconda (range circa 5 km) è sottoposta a vari test in tutta Europa. La versione fissa può anche funzionare in cloud e vi possono essere collegati decine di apparati per coprire aree illimitate in tutto il mondo. Attualmente, questo sistema può tracciare tutti i droni prodotti dalla DJI (che sono circa l’80% delle decine di migliaia di piccoli multirotori venduti in Italia negli ultimi anni), anche se il colosso cinese sta già lavorando in cooperazione con l’agenzia europea EASA per ampliarne la capacità ad altri droni, ad esempio utilizzando il collegamento wifi oppure un piccolo modulo hardware per i droni autocostruiti.

“Il sistema ‘DJI AeroScope’ è stato sviluppato appositamente per rispondere alle esigenze delle autorità aeronautiche e delle forze dell’ordine, che potranno così migliorare la sicurezza delle aree sensibili, individuando per tempo la presenza di un drone e potendo così procedere con eventuali contromisure”, ha dichiarato Flavio Dolce, direttore di Elite Consulting, la società romana che rappresenta DJI in Italia. “E’ un sistema sicuro, facilmente implementabile e che sfrutta tecnologie già esistenti ed integrate nei droni. Grazie allo strumento di sviluppo SDK, potrebbe anche essere efficacemente integrato con le piattaforme radar per aeromobili, al fine di avere uno strumento unico di controllo del traffico aereo”.

 

Per ulteriori informazioni: www.eliteconsulting.it.

 

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