DJI Mavic 2: rimandato a settembre

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Siamo in periodo di esami ed esiti scolastici e se il nuovo pupillo di casa DJI avesse partecipato ad uno di questi sarebbe stato rimandato a settembre.

Naturalmente stiamo scherzando, anche perché non è nemmeno notizia ufficiale che l’evento internazionale DJI datato 18 luglio 2018 sarebbe dovuto essere la porta di ingresso per un nuovo drone del colosso cinese.

Una cosa è certa, l’evento è stato rimandato, a data da destinarsi, la più probabile è settembre per l’appunto, ma non è per nulla scontato.
Si sarebbe dovuto tenere anche in Italia un incontro speciale datato 22 luglio, subito a ridosso della presentazione internazionale, ma visto che al momento la prima data è saltata, quello italiano è pure lui posticipato a data da definirsi.

DJI  non è pronta o qualcosa è andato storto, e Parrot ne è contenta?

In tutto questo trambusto potrebbero gioire i responsabili di Parrot, che hanno recentemente introdotto sui mercati internazionali il loro drone Parrot Anafi. [Leggi anche la prima recensione italiana sul drone Parrot Anafi]
Sulla carta un bell’oggetto e decisamente innovativo sotto molti aspetti.
In rete si leggono già le prime recensioni e i primi commenti, alcuni non sempre positivi.

Ma Il prodotto Parrot può non piacere, può volare male, a detta di alcuni; comunque ha aperto (ancora una volta) una serie di strade nuove.
Ad esempio la telecamera  che può ruotare in alto verso l’alto di 90 gradi. Cosa che nei droni consumer è certamente una cosa inusuale.
La ripresa in 4K in modalità HDR
Lo zoom senza perdita di qualità

Parrot, una azienda che ha sempre presentato prodotti innovativi

Ricordiamo a chi è nuovo nel settore droni, che Parrot negli scorsi anni è sempre stata all’avanguardia anche e sopratutto dal punto di vista delle soluzioni.
E non parliamo certo del Bebop che comunque ha introdotto nel mercato il concetto di gimbal elettronico,
E nemmeno del Parrot Disco, unico drone consumer ad ala fissa con un volo semplificato alla portata di tutti.
Parliamo invece del Parrot ArDrone, una specie di papà dei droni user friendly che stava fermo anche in ambienti chiusi e senza GPS con un solo sensore barometrico e una telecamera puntata in basso, Mentre usava gli ultrasuoni per decollare e atterrare con precisione.

In sostanza Parrot nel 2011, aveva presentato e implementato l’antesignano del sistema VPS (Visual Position System) di cui oramai tutti parlano e che consiste in una dotazione obbligatoria in tutti i  droni moderni.

Il drone Parrot Ardrone, che nella sua prima versione era un precursore del sistema di posizionamento indoor VPS

Mentre attendiamo quindi notizie ufficiali sulla nuova data prevista per l’evento DJI ed eventualmente di scoprire questo suo nuovo prodotto che come dicono i vari rumors potrebbe essere il Mavic2, lasciamo lavorare il Parrot Anafi e vediamo cosa il futuro riserverà a questo new entry in un settore sempre molto effervescente.

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