Che fatica (ma che soddisfazione) fare le riprese con il drone nel cuore di Firenze!

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Paride Scuffi, operatore di trecentini toscano, ci scrive questa bella e lunga lettera: “Approfitto della pausa estiva e come promesso vi racconto la mia (dis)avventura a lieto fine con il mio primo lavoro effettuato con un drone, un DJI Spark trecentizzato, con cui ho ripreso il Dragon Boat Florence Festival, evento organizzato da donne che lottano contro il tumore del seno

Mi chiamo Paride Scuffi, lavoro presso un’agenzia web e mi occupo della produzione del materiale visivo ovvero di fotografia e video, ma svolgo anche qualche lavoro in proprio.  A novembre dello scorso anno ho partecipato ad un corso per trecentini organizzato da DronEzine  presso Fenix Air Center e nei primi mesi di quest’anno ho deciso di acquistare un Dji Spark che ho trecentizzato nell’ottica di ampliare le opportunità professionali.

Non è passato molto che subito sono entrato in contatto con Firenze in Rosa Onlus, un’associazione impegnata nella lotta contro il tumore al seno, organizzatrice del Dragon Boat Florence Festival, un evento di portata internazionale svoltosi a Firenze il 6, 7 e 8 luglio scorso.
L’evento che si ripete ogni anno in una location differente in tutto il mondo, consiste nello svolgimento di gare non competitive con delle imbarcazioni di circa 40 persone di equipaggio, dette appunto Dragon.
Gli equipaggi sono formati da sole donne che stanno lottando contro il tumore al seno.
Il mio incarico era quello di realizzare delle riprese aeree durante la cerimonia di apertura nel centro storico di Firenze, nella giornata di venerdì 6 luglio. (vedi filmato qui sotto)

Il programma della cerimonia prevedeva un corteo di tutte le squadre partecipanti, oltre 4 mila persone più gli accompagnatori, con partenza da Piazza Pitti, passaggio su Ponte Vecchio e arrivo in Piazza Signoria sotto Palazzo Vecchio, dove ci sarebbe stato il discorso inaugurale dell’evento.

Il centro storico, come gran parte della città, si trova in piena Atz dell’aeroporto di Peretola e ottenere l’autorizzazione è stata una vera e propria odissea, ma andiamo con ordine.

Enac/Enav:
Ho inoltrato la richiesta di emissione Notam due mesi prima dell’evento, questo poco dopo il mio incontro con Firenze in Rosa Onlus e per questo non è stato possibile inviarla prima.
Contattai Enac per telefono e mi fu risposto che avrei dovuto inviare la richiesta a Enav.
Quindi chiamai Enav dove mi risposero che l’avrei dovuta inviare a Enac…
Su indicazioni del mio interlocutore presso Enav, persona molto gentile e disponibile, inviai la richiesta il 9 maggio per pec a Enac mettendo in copia anche Enav.
Non avendo avuto nessuna conferma di ricezione della documentazione dopo una ventina di giorni, decisi di contattare nuovamente Enac di Firenze per avere informazioni.
Dopo innumerevoli telefonate senza esito in quanto il responsabile dell’ufficio non era mai presente e dopo diverse mail senza risposta, compresi che qualcosa non andava è decisi di chiamare Enav dove avevo trovato un responsabile per telefono che mi sembrava una persona con cui poter parlare e questo, dopo essersi impegnato personalmente a contattare Roma, mi disse che della mia pratica non ne sapevano niente, l’avevano persa.
Mi ritrovai così ad una settimana dall’evento senza Notam e con la pratica del Comune ancora da sbrigare. Compresa l’evidente responsabilità di Enac nell’accaduto, la pratica fu presentata ex novo, protocollata a tempo di record e il 6 luglio alle 9:30 fu emessa la Notam, alle 15:00 iniziavo le riprese, ma ancora dovevo inoltrare la documentazione al Comune, alla Questura e alla Polizia Municipale.

Fotogramma del filmato di Paride Scuffi ripreso sull’Arno di fronte a Ponte Vecchio.

Il Comune:
Con il Comune ho compreso quanta disinformazione e quanta incompetenza esiste negli enti pubblici.
Il Comune di Firenze fa pagare la tassa di occupazione del suolo pubblico anche se voli con un drone e per svolgere le riprese bisogna presentare una S.c.i.a. cioè una Segnalazione Certificata di Inizio Attività.
Sembra ridicolo? Si, lo è.
La domanda con la documentazione da inviare la trovate a questo link:
http://suap.comune.fi.it/index.html#/procedimenti/DEF/SS/1197

La domanda è piena di “inesattezze” e fa riferimento ad una normativa non più vigente.  Infatti il Comune si riferisce in modo esclusivo al regolamento Enac, edizione 2 del 16 luglio 2015, emendamento 1 del 21 dicembre 2015 e nello specifico all’art. 10, Comma 2 (quindi le operazioni critiche, ndr; ma per i trecentini tutte le operzioni sono non critiche in ogni scenario, anche in pieno centro storico)
Riferendosi quindi solo ed esclusivamente alle “operazioni critiche”, il Comune chiede che si provveda a interdire al pubblico con transennamento la zona interessata al sorvolo, garantendo l’accesso e il passaggio ai mezzi di soccorso e di PS e non potendo un privato effettuare tale operazione, è necessario chiedere l’intervento della Polizia Municipale.
Fra gli altri documenti richiesti, c’è anche la planimetria dell’area del sorvolo (da inviare in copia alla Polizia Municipale), la comunicazione alla Questura (Che loro chiamano impropriamente “Nulla osta”) ed è richiesta la firma digitale.

A niente è valso spiegare all’ufficio responsabile che la loro domanda doveva essere aggiornata al regolamento attuale dl momento che volando con un drone inoffensivo con peso inferiore ai 300gr, potevo avvicinarmi a case e persone, svolgendo una “operazione non critica” e quindi senza necessità di transennare la zona del sorvolo.
…in merito alle sue osservazioni le comunichiamo che fra i nostri procedimenti non sono previsti modelli strutturati in base a specifici bisogni,  pertanto in questo caso può chiedere ad Enac di confermare la particolarità e la regola per questo tipo di sorvolo” è stata la risposta che ho ricevuto dall’ufficio Suap. È disarmante, ma anche estremamente grave, ricevere risposte simili da un ente pubblico che non conosce nemmeno la normativa a cui si riferisce.
Se consideriamo che l’unico ente su territorio italiano che può autorizzare o meno un volo è Enac, è facile intuire come la documentazione richiesta dal Comune abbia soltanto la finalità di fare cassa.
Non si comprende invece il perché il Comune voglia sostituirsi a Enac, entrando in merito a cose che non gli competono e che nemmeno conosce.
Comunque, considerata l’urgenza, ho inviato la documentazione come ho ritenuto opportuno per essere in regola in tutto e per tutto e anche in previsione di un’eventuale contestazione.

Arriviamo al lieto fine.

Fotogramma del video di Paride Scuffi in Piazza della Signoria

Notam alla mano, comunicazione alla questura inviata e pratica col Comune assolta, alle 15:30 effettuo il primo volo in Piazza Pitti.
Il secondo decollo l’ho effettuato dalla riva dell’Arno per riprendere Ponte Vecchio e il terzo direttamente in Piazza Signoria.
Considerata la quantità di persone e le difficoltà insite nel luogo per il decollo e atterraggio, ho ritenuto necessario farmi assistere da un Osservatore Sapr con il quale ero in costante collegamento radio.
È stato provvidenziale soprattutto in Piazza Signoria, dove la concentrazione di persone, assieme ai turisti e ai curiosi passanti, era veramente alta.

Non è mancato comunque un controllo della polizia. Si sono presentati in due, in borghese e mi hanno chiesto soltanto se avevo l’autorizzazione Enac e se avevo inviato comunicazione in Questura e, senza nemmeno vederle, se ne sono andati fidandosi sulla parola.  Avranno fatto di sicuro delle verifiche successivamente.

Le mie riprese sono state poi consegnate a Studio SAB incaricato delle riprese a terra, che ha provveduto anche al montaggio e alla produzione di un piccolo video per la pubblicazione sui canali social dell’evento.
Il video è in allegato e per praticità le riprese effettuate con il drone si trovano ai minuti: 0:17, 0:22 e 0:43.

Che dire, se non grazie a Dronzine, senza la quale non avrei mai iniziato quest’avventura.  Un altro grazie mi sembra doveroso anche al mio interlocutore presso Enav, che ha preso letteralmente in mano la mia pratica per ripresentarla ex novo.

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