Gatwick: Nuova chiusura per paura dei droni pirata. DJI Aeroscope potrebbe essere la soluzione?

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Altro stop per l’aeroporto di Gatwick, di nuovo sotto scacco per un  – presunto e non confermato – nuovo avvistamento di droni alle 17 di oggi, che ha di nuovo portato un ennesimo stop delle attività aeroportuali. Sono ormai 350 mila le persone che hanno subito ritardi, dirottamenti su altri aeroporti e cancellazione del loro volo natalizio. Un aiuto potrebbe venire da DJI Aeroscope? Ne parliamo con Ugo Vittori di  Eagle Sky Light, azienda esperta nella protezione antidrone dei grandi eventi, a cominciare dalla visita a Bologna di Papa Francesco.

Nel video in apertura il drone che ha tenuto sotto scacco l’aeroporto inglese 

“Come può  un simile bruscolino nel cielo (speck nell’originale inglese) rovinare il Natale a 350 mila persone?” Se lo chiede sconsolato il tabloid britannico Daily Mail, e come dare torto allo sconcerto del quotidiano britannico. Specie dopo che, a 48 ore dal primo attacco, il drone pirata è tornato a disturbare le operazioni dell’immenso scalo londinese, causando altri ritardi, altri dirottamenti, altri voli cancellati. Altre vacanze rovinate.

Le contromisure pare che non funzionino affatto, anche la bellicosa dichiarazione di esercito e forze speciali che avevano promesso di abbattere il drone se si fosse rifatto vivo si sono rivelate solo chiacchiere. Sempre che il drone sia tornato davvero, perché questo è ancora in dubbio, mentre al contrario è fuori dubbio che l’apparizione, vero o fantasma che fosse, ha di nuovo gettato nel caos l’aeroporto.

Ugo Vittori, a sinistra, con Riccardo Delise di Enac. Alle loro spalle il gigantesco drone da sorveglianza vincolato di Eagle Sky Light

Ne parliamo con Ugo Vittori di Eagle Sky Light, azienda bolognese esperta nel settore della protezione da e con i droni, per intenderci i loro droni hanno vegliato sul viaggio pastorale di Papa Francesco a Bologna e si diverse partite di calcio caldissime sul piano della pubblica sicurezza.

“Questo è solo uno dei casi a cui siamo soliti assistere. La stampa riporta spesso accadimenti di questa portata a cui sembra impossibile trovare soluzioni immediate e efficaci, senza rischi per le persone”, dice Vittori. “L’intrusione di droni non autorizzati è in costante aumento. La sfida è quella di garantire la sicurezza in aree a rischio come aeroporti, porti, carceri, siti sensibili ed infrastrutture governative”.

Per Vittori  una importante carta da giocare sarebbe il sistema antidrone Aeroscope di DJI (foto in apertura di questo articolo): una tecnologia autorizzata da ENAC, nella versione mobile e stationary, per attività in contesti multi-drone (ENAC-PROT-24/10/2018-0116857-P), che è in grado di identificare la gran parte dei droni presenti sul mercato oggi, monitorando e analizzando i loro segnali elettronici per ottenere informazioni critiche e consentire agli utenti di proteggere l’integrità delle installazioni.

Aeroscope in versione portatile

“AeroScope mobile consente il rilevamento di eventuali droni “intrusi” in“no drone zone”, in un raggio di 5 Km, identificando i collegamenti di comunicazione UAV, raccogliendo informazioni dettagliate su percorso, quota, velocità e direzione del drone e sulla posizione del pilota. Invece la stazione fissa, progettata per la protezione continua di siti di grandi dimensioni, consente di essere personalizzata in funzione delle caratteristiche costruttive del sito specifico e delle esigenze dell’utente, per coprire completamente lo

Aeroscope in versione fissa

spazio aereo soprastante con un raggio di circa 50 km.” spiega Vittori. “Mentre L’unità portatile è progettata per eventi momentanei, difesa di location temporanee, colonne mobili e scenari simili. Il nostro principale obiettivo è da sempre la sicurezza e grazie all’evoluzione tecnologica, oggi la sicurezza ha dei nuovi alleati”, conclude Vittori.

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