Se compero un drone oggi, potrò usarlo anche con le future regole EASA?

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Ha suscitato molta apprensione la notizia che tra tre anni tutti di droni dovranno avere un marchio CE specifico che al momento non ha nessun drone disponibile sul mercato. Che succede se comperiamo un drone oggi? Potremo usarlo anche tra tre anni?

Con EASA per la prima volta entra nel nostro mondo il concetto di marchiatura CE. E proprio su questo si poggia tutta l’architettura certificativa del regolamento europeo. Quindi a regime, nel 2023, nessun drone potrà essere venduto in Europa senza marchio CE, che non na nessuno dei droni commerciali di oggi: certo tutti hanno un marchio CE ma non quello richiesto dalle regole EASA per volare in categoria Open, quella che consente di volare e lavorare senza patentino, che verrà sostituito da un test e formazione online.

Dal futuro marchio CE dipende cosa ci si potrà fare dopo la transizione

La marchiatura CE stabilisce la categoria dei droni e quindi come potranno essere usati, perché il marchio specifica a quale categoria  appartiene il drone: C0, C1, C2, C3, C4. Ecco cosa succede durante e dopo la transizione a seconda del tipo di drone che abbiamo.

HO UN TRECENTINO (Futura Classe C0): sono i droni destinati a sostituire i trecentini di oggi. Saranno più leggeri, 250 grammi, ma nelle specifiche non si parla di paraeliche, quindi alla fine non saranno troppo diversi dai trecentini attuali, che arrivano al peso forma di 300 grammi ma paraeliche compresi. La velocità massima deve essere limitata a 19 m/s, poco meno di 70 km/h, quindi potranno essere un pò più veloci dei nostri trecentini, che devono essere limitati a 60 km/h. La quota deve poter essere limitata a 120 metri, feature di fatto già presente in tutti i droni trecentizzabili. Esattamente come succede oggi per i trecentini, potranno volare anche in città e sulle persone, per lavoro e per hobby, in sottocategoria A1. E probabilmente (ma non c’è certezza) non avranno bisogno di transponder e registrazione. E forse nemmeno del test online, lo scopriremo cammin facendo. 
Cosa succederà tra tre anni al mio trecentino? Come specificato dall’art. 20 se il peso potrà essere portato a meno di 250 grammi, potranno continuare a volare in A1, quindi lavorare senza patentino sulle persone e in città, anche senza avere il marchio CE.
Se invece non dimagriscono sotto i 250 grammi entreranno automaticamente in sottocategoria A3, quindi voleranno come volano oggi gli aeromodelli, in zone non popolate e ad almeno 150 metri da aree residenziali, commerciali, industriali o ricreative.
E quindi? In pratica per i trecentini cambia qualcosa ma non molto. Se siamo arrivati a fatica sotto i tre etti, possiamo usarlo per lavoro e senza patentino, in città e sulla gente ancora per tre anni, dopo di che o riusciamo a togliergli ancora qualche grammo, rinunciando ai paraeliche che non saranno più obbligatori, oppure dovremo rassegnarci a usarlo più o meno come oggi volano gli aeromodelli, volando e facendo riprese in campagna lontano dalle città e dalla gente. Potremo comunque continuare a vendere le nostre riprese. Comunque si tratta di macchine dal costo tutto sommato contenuto, c’è da immaginare che tra tre anni non sarà un grosso sacrificio cambiarlo con una macchina più moderna marcata CE, magari da 900 grammi in classe C1 (in questo caso dovremo fare il test online).


Classe C1: Sono i futuri droni inoffensivi sotto i 900 grammi, che dovranno essere registrati e avere il transponder, ma potranno volare e lavorare  sulle persone e in città dopo formazione online e test online. Oggi non esistono droni comparabili a questa categoria, che in qualche modo assomiglia ai droni inoffensivi sotto i 2 kg ma si tratta in verità di oggetti completamente diversi. In ogni caso, gli inoffensivi sotto i 2 kg di oggi non potranno volare in sottocategoria A1 e dovranno essere sostituiti con un drone C1 per poter sfruttare l’inoffensività, Altrimenti anche loro finiranno in A3, niente voli vicino alle persone e 150 metri di distanza da aree residenziali, commerciali, industriali o ricreative.


HO UN MAVIC, UN PHANTOM, UNO YUNEEC TYPHOON O SIMILI (Futura Classe C2): Sono i droni sotto i 4 kg, quelli che oggi possono essere usati per lavoro solo con l’attestato di pilota remoto (patentino) VL/Mc, e comprendono praticamente tutti i droni più diffusi, dai Mavic Air agli Inspire passando per tutti gli Yuneec, i Parrot non trecentizzati eccetera eccetera. Con le regole EASA e relativa marcatura CE potranno essere usati per lavoro  con registrazione e transponder in sottocategoria A2, cioè avvicinandosi fino a 5 metri alle persone se installato un low speed mode limitato a 3 m/s (circa 10 km/h).
Prima di avvicinarsi alle persone oltre al test online sarà necessario un self training (cioè qualche missione svolta in autonomia) e un addizionale online training e esame online su materie ancora da decidere, ce ne preoccuperemo tra tre anni. Invece con il solo test online si volerà solo in A3, senza persone in giro e 150 metri di distanza da aree residenziali, commerciali, industriali o ricreative.
Cosa succederà tra tre anni al mio drone leggero? Come specificato dall’art. 20 entreranno automaticamente in sottocategoria A3, quindi voleranno come volano oggi gli aeromodelli, in zone non popolate e ad almeno 150 metri da aree residenziali, commerciali, industriali o ricreative.
E quindi?  Niente paura: se oggi usiamo queste macchine come aeromodelli, dopo la transizione potremo continuare a volare come sempre in A3, che è davvero molto simile alle regole attuali dell’aeromodellismo. Se li usiamo come SAPR con l’attestato di pilota remoto,  il cambiamento sarà indolore: l’attestato sarà convertito alle regole EASA e potremo continuare a usarlo come SAPR in Specific e non più in Open.


HO UN ITALDRON, UN GROSSO DRONE AGRICOLO O SIMILI (Futura Classe C3): Sono i droni da 4 a 25 4 kg, quelli che oggi possono essere usati per lavoro solo con l’attestato di pilota remoto (patentino) L/Mc, e comprendono sostanzialmente i grossi droni industriali e agricoli. Con le regole EASA e relativa marcatura CE potranno essere usati per lavoro o per hobby senza patentino (ma con test online, registrazione e transponder) in sottocategoria A3, in zone non popolate e ad almeno 150 metri da aree residenziali, commerciali, industriali o ricreative. Un po’ come le non critiche di oggi.
Cosa succederà tra tre anni al mio drone pesante? Assolutamente nulla, in A3 erano e in A3 resteranno se li usiamo come aeromodelli. Anche se li usiamo come SAPR con l’attestato di pilota remoto,  il cambiamento sarà indolore: il nostro attestato sarà convertito alle regole EASA e potremo continuare a usarlo come SAPR, in Specific e non più in Open.


HO UN AEROMODELLO GRANDE, PICCOLO O ENORME, OPPURE HO UN SEMPLICE DRONE SENZA GPS (Futura Classe C4): Si tratta degli aeromodelli per aeromodellisti “duri e puri”, quelli radiocomando e basta, senza possibilità di volo automatico.  Droni e aeromodelli di peso fino a 25 kg, questa categoria comprende la stragrande maggioranza degli aeromodelli ad ala fissa, dai leggerissimo parkflyer ai jet a turbina più grandi, elicotteri radiocomandati eccetera. Ma anche i più semplici dronetti cinesi da supermercato con una strumentazione rudimentale, senza GPS e senza sensori. In effetti l’unica caratteristica importante di questa classe è il non avere la possibilità di volo automatico, che invece deve essere prevista in tutte le altre categorie.
Cosa succederà tra tre anni al mio aeromodello o drone senza GPS? Poco o nulla. Oggi volano come aeromodelli, senza patentino. Dopo la transizione voleranno in A3, cioè proprio come oggi in aree non popolate a 150 metri di distanza da aree residenziali, commerciali, industriali o ricreative. Certo, ci vorrà  transponder e test online, ma poi via a divertirsi come sempre.


TORNA IL TRANSPONDER, UNA VECCHIA CONOSCENZA

Su richiesta delle Forze dell’Ordine di tutto il continente, torna una vecchia conoscenza: il transponder, che era previsto in Italia fin dalla primissima edizione del regolamento ENAC nel 2013, ma era rimasto solo sulla carta e mai richiesto per davvero

Ora il concetto torna per tutti i droni che voleranno in Europa dal 2023, e non solo per le zone controllate (CTR, ATZ eccetera) ma per tutto il cielo del continente, e per tutti i droni salvo i 250ini, i trecentini di domani categoria C0. Sicuramente una seccatura visto che per volare con un vecchio drone o un aeromodello dovremo comperarlo e installarlo, verosimilmente attaccandolo col velcro al drone. I droni che verranno molto probabilmente lo integreranno già, e questi transponder saranno alimentati direttamente dalla batteria di bordo come tutti gli altri apparati,. Ma per i droni di oggi ci saranno diverse soluzioni, dal prendere l’alimentazione direttamente dalla radio, come sicuramente faranno gli aeromodelli tradizionali, all’avere uno scatolotto con una lipetta leggera o magari solo una pila a bottone al litio, vedremo cosa ci proporrà l’industria.

Poco si sa delle caratteristiche che avrà il transponder, ENAC presentando la transazione tra le regole nazionali a quelle europee ha detto che già ci sono contatti con l’industria, e che sarà realizzato in open source, per tenere basso il prezzo, che ci immaginiamo sarà modesto, viso che i transponder attualmente sul mercato, come quello in foto (che ovviamente NON possono essere usati per le richieste di legge ai fini EASA) costano una manciata di euro e sono leggerissimi. Anche con la lipo il peso non darà problemi a nessun drone in commercio oggi, dal momento che gli unici droni per cui il peso è davvero critico, cioè i 250ini C0, saranno esentati da registrazione e transponder.


COMPRIAMO PURE UN DRONE NUOVO, SENZA PAURA

In conclusione, se vogliamo cambiare drone o comperarci il primo, possiamo farlo senza nessun timore. Se non abbiamo il patentino, oggi possiamo usare il nostro drone (trecentini esclusi)  solo con le regole dell’aeromodellismo, non per lavoro. Dal 2023 potremo continuare a usarlo anche se non è marchiato CE, nello stesso modo con cui lo usiamo oggi, con in più la possibilità di poter vendere le nostre riprese o i nostri servizi. Se il nostro drone è trecentino, forse lo dovremo cambiare per poter volare in città e sulla gente, ma solo tra tre anni, e solo se non possiamo portarlo a 250 grammi. E in ogni caso potremo sempre usarlo in A3, lontano dalle persone, case, parchi gioco e strade per divertimento o per lavoro.

Se invece abbiamo il patentino, dopo la conversione dell’attestato alle regole EASA potremo continuare a usare il nostro SAPR per lavoro come oggi, in categoria Specific (simile all’attuale scenario critico) e non solo Open, finché non sarà diventato troppo vecchio e  daremo noi a volerlo appendere al chiodo. In tutti i casi, a eccezione (forse) dei C0, i futuri trecentini da 250 grammi, dovremo tutti quanti fare test online (se non abbiamo il patentino)  e dotarci di transponder e registrazione: ancora non si sa se registrazione del drone o del pilota. Molte cose le scopriremo solo man mano che Enac avvicinerà il suo regolamento a quello EASA.

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