Roma: un drone trecentino fa i rilievi dell’intero stadio Faminio in ristrutturazione

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Ancora una volta i trecentini, i droni inoffensivi sotto i tre etti, si sono resi protagonisti di una importante e affascinante operazione specializzata in pieno centro di Roma: stavolta per fare i rilievi fotogrammetrici dello storico Stadio Flaminio, probabilmente il più importante stadio di rugby in Italia, sotto la guida dell’Università La Sapienza di Roma. E questo grazie al fatto di essere le uniche macchine che possono volare sopra le persone in ogni scenario, anche in città.

Progettato dall’architetto Antonio Nervi e realizzato tra il 1957 e il 1958, lo stadio Flaminio,  dichiarato bene di interesse artistico e storico tutelato dal 2008,  fu destinato a ospitare gli incontri del torneo olimpico di calcio del 1960; secondo stadio per capienza della Capitale all’epoca della sua costruzione, ma il più capiente tra quelli privi di pista d’atletica, è stato il più importante stadio per il gioco del Rugby in Italia, tanto che  già dagli anni settanta fu utilizzato dalla Nazionale italiana di rugby, prima che la palla ovale migrasse all’Olimpico.

Partiti i rugbisti, oggi lo stadio ha un gran bisogno di importanti lavori di manutenzione straordinaria, che la Federazione Italiana Gioco Calcio si è impegnata a sostenere. Così già dal 2017 l’impianto è oggetto di uno studio di ristrutturazione da parte della facoltà di architettura  dell’ateneo romano “La Sapienza”. Per la stesura del piano di conservazione dello Stadio Flaminio, si è reso necessario effettuare una aerofotogrammetria con un  drone inoffensivo da 300 grammi, un “trecentino”, di fatto l’unica macchina che ha senso utilizzare in città per via dei suoi superpoteri: non tanto il poter essere usato per lavoro senza patentino, questo non è certo un problema per chi deve gestire un progetto urbanistico così importante, quanto quello di poter sorvolare le persone e rendere non critica qualsiasi operazione: in altre parole, poter lavorare semplicemente, con burocrazia ridotta all’osso e senza dover transennare, se sotto ci sono passanti o operai, le operazioni del drone possono continuare tranquillamente.

Le operazioni di rilievo fotogrammetrico da APR dell’intero stadio, affidate alla società sarda Oben, sono state svolte nel quadro del progetto promosso dall’Università di Roma “La Sapienza”, la Pier Luigi Nervi Project Association e la sede italiana del colosso delle telecom giapponesi Do.Co.Mo Italia,  finanziato dalla Fondazione Getty e supervisionata dal Dipartimento di Ingegneria Strutturale e Geotecnica (DISG) de La Sapienza guidata dal professor Francesco Romeo.

L’ area oggetto del rilievo, se non fosse stata risolta con un trecentino, sarebbe stata  chiaramente critica poiché in contesto urbano. Dall’analisi delle mappe AIP risulta che l’area insiste nella zona di traffico aeroportuale (ATZ) di Roma Urbe; per avere definitiva certezza che l’area fosse effettivamente all’interno della ATZ, quest’ultima veniva ricostruita su Google Earth in accordo alla ADSRU1-1.

In ottemperanza al Regolamento ENAC Mezzi Aerei a Pilotaggio Remoto Ed.2 Emendamento 4, in attesa delle molto più comode regole europee EASA, la ATZ risulta dunque permeabile ai droni solo previa autorizzazione, e ciò vale anche per i trecentini. Quest’ultima è stata concessa da ENAC dopo parere favorevole della ATS competente. Conseguentemente veniva emesso un NOTAM serie W con istituzione di una zona temporaneamente segregata (TSA) con raggio di 300m ed altezza massima di 30m AGL, proprio come mostrato in figura

Il Drone

Al fine di mitigare ulteriormente il rischio dell’operazione nell’allegato ATM-05A e la relativa relazione tecnica veniva indicato come APR delle operazioni il drone Spark nella configurazione alleggerita con para-eliche e per tale motivo classificato come inoffensivo (trecentino, appunto). Tale peculiarità rendeva lo scenario non critico ma comunque obbliga alla richiesta di autorizzazione data la presenza dell’ATZ aeroportuale. Infatti come indicato nel su citato Regolamento ENAC Mezzi Aerei a Pilotaggio Remoto anche in caso di drone inoffensivo il pilota deve comunque garantire che le operazioni siano svolte in osservanza delle regole di circolazione definite nella Sezione V dello stesso quindi, ottemperare all’articolo 24.

La fotocamera integrata ha una risoluzione di 12Mpx garantendo una risoluzione a terra di 1cm a 30m di altezza di volo. Le attività di ripresa si sono protratte a partire dalle ore 9.00 fino alle ore 17.00.

Risultati

Scopo principale dell’attività fotogrammetrica era la ricostruzione della pensilina ed integrazione della rispettiva nuvola di punti con ripresa LiDAR da terra. In particolare sono state elaborate per la ricostruzione della stessa 355 fotografie riprese da un’altezza di 25m con una risoluzione a terra pari ad 8mm. Veniva generata una nuvola di punti di 47.947.478 con una densità media di punti “all returns” pari a 12011 p.ti/m2. La sistemazione di target sulla pensilina ci permetteva di validare il lavoro garantendo un errore totale pari a interamente contenuto in 2 pixel (inferiore a 2cm). In figura è mostrato un prospetto della tribuna sottostante la pensilina.

Sotto, la nuvola fotogrammetrica dell’intero stadio. I colori in scala blu-rosso indicano le altezze.

Ecco infine  tre diverse sezioni longitudinali della nuvola fotogrammetrica (rosso) sovrapposta a quella LiDAR ripresa da terra. Osservando le immagini mostrate si può affermare che le due nuvole mostrano chiaramente un’ottima coerenza. 

Insomma il trecentino ha permesso di raccogliere facilmente, in una giornata di lavoro, tutte le informazioni dimensionali necessarie per riportare presto lo storico stadio romano all’antico splendore, quando tra i suoi spalti giocavano la Lazio e la Roma e ci suonava gente come gli U2, i Duran Duran, Prince e David Bowie, Michael Jackson e i Rolling Stones, oltre che all’artista di casa Claudio Baglioni. L’idea della FIGC è quella di farci giocare le nazionali di calcio giovanili, dalla under 21 a quelle degli azzurrini ancora più giovani. Una volta che, grazie anche al trecentino, il Flaminio possa tornare ad essere il gioiellino sportivo che è sempre stato, beninteso.

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