La visita medica per i piloti di droni: è ancora utile?

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Di Giuseppe Caruso, aeromedico esaminatore

Riceviamo e pubblichiamo volentieri le considerazioni del dottor Giuseppe Caruso, Aeromedico Esaminatore, sul futuro della visita medica per piloti di droni. Con le regole EASA non sarà certamente richiesta per le operazioni a basso rischio in Open, che non richiede nessun tipo di attestato ma solo il superamento di un questionario online sia per il volo amatoriale che per quello professionale. Ma potrebbe anche non essere più richiesta per le operazioni a medio e alto rischio, le Specific e le Certified.

In questi ultimi giorni ho ricevuto numerose telefonate da direttori di scuole SAPR e da loro istruttori che mi chiedevano delucidazioni sulla permanenza futura o meno della visita aeromedica per quanto riguarda i conduttori di droni. Onestamente sono rimasto stupito da tale domanda anche perché non me l’aspettavo… ritenendo scontato che la visita medica stessa fosse ormai parte del training. Ho cercato, pertanto, in qualità di Esaminatore AeroMedico, di saperne di più dall’AMS Aero Medical Sectiondell’ENAC di Roma con la quale mi confronto periodicamente per consultazioni sanitarie o dubbi in casi clinici particolari, ma anche i Dirigenti medici della stessa Sezione mi hanno risposto di essere in attesa di informative più precise europee.

Mi sembra pertanto opportuno fare alcune considerazioni, seppur a titolo del tutto personale.

Negli ultimi anni, da quando l’utilizzo di sistemi aeromobili a pilotaggio remoto (SAPR) ha avuto un grande sviluppo in settori lavorativi tra loro diversi come l’edilizia, la fotografia, il cinema, la fotogrammetria, l’agronomia, la sicurezza del territorio e molti altri, ho potuto esaminare e visitare circa cinquecento richiedenti la certificazione medica necessaria al rilascio iniziale ed al rinnovo/riconvalida di questo attestato. A beneficio di tutti ricordo che, attualmente, il certificato medico per la Classe LAPL è valido sia per i piloti di veri e propri aeromobili leggeri con 3 passeggeri a bordo, che ovviamente dovranno poi conseguire il relativo brevetto di volo, sia appunto per quanto riguarda i conduttori di APR.

Ebbene in questi ultimi, nel periodo 2015 – 2018 ho applicato in oltre il 60% delle visite di medicina aeronautica effettuate molteplici limitazioni – anche più di una nello stesso soggetto – a causa di difetti o problematiche sanitarie riscontrate negli esaminandi, che posso sinteticamente così riassumere:

  • TML (90 casi): restrizione del periodo di validità del certificato medico per una durata ben inferiore alla scadenza cronologica in rapporto all’età (di solito sei o dodici mesi) finalizzata a far si che l’esaminando abbia il tempo di rientrare nei parametri in modo tale da operare in sicurezza.

  • VDL o VNL o VML (130 casi): correzione visiva per lontano, vicino o multifocale con obbligo di seconde lenti di sicurezza.

  • VCL (70 casi): impiego del drone solo di giorno.

  • OCL (5 casi): obbligo del doppio comando.

  • SIC (5 casi): consultazione con l’Aero Medical Section nei casi complessi, al fine di valutare insieme e decidere per il richiedente ulteriori accertamenti sanitari e/o quanto altro.

  • Richiesta autonoma da parte dell’AME di ulteriori accertamenti (30 casi) solitamente visita oculistica con campo visivo, studio delle discromatopsie, visita cardiologica con ecg da sforzo e/o ecocardio, valutazione psichiatrica, visita otorinolaringoiatrica ecc.

  • DINIEGO (8 casi): giudizio di inidoneità alla conduzione del mezzo.

Da quanto sopra appare bene evidente come le problematiche sanitarie che ho potuto accertare e approfondire nella visita aeromedica iniziale o di rinnovo/riconvalida ai richiedenti il certificato medico LAPL per la conduzione di droni siano tra le più svariate e complesse. La maggioranza di queste sono state valutate e monitorate nel tempo, anche con il parere di altri colleghi medici specialisti e che hanno permesso ai richiedenti di poter esercitare in sicurezza, seppur con limitazioni, questa attività professionale.

Una minima percentuale, comunque significativa, è stata giudicata inidonea e ha dovuto rinunciare. Mi sembra pertanto di poter affermare che, ai fini della “safety delle operazioni di volo”, intesa sia come sicurezza personale dell’operatore sia come sicurezza di coloro che, a vario titolo, si trovino nel raggio d’azione del mezzo aereo a conduzione remota, la visita di medicina aeronautica da parte dell’AME è un passo estremamente importante nel percorso di formazione che deve fare l’esaminando.

Mi domando cosa sarebbe potuto succedere se quelle 8 persone a cui ho dovuto dare il diniego avessero avuto la possibilità di condurre liberamente, al di fuori di ogni regola, un APR… così come i cardiopatici scompensati, gli epilettici, gli ipertesi, gli ipovedenti, i sordi, i depressi, i bipolari ecc.

Dare la possibilità a tutti, senza alcun limite né controllo medico, di condurre un drone sul territorio italiano che, proprio per la sua densità abitativa è ben diverso da altri territori come per esempio la Norvegia o la Finlandia, creerebbe un precedente irresponsabile che sicuramente, prima o poi, porterebbe a un incidente di volo anche grave. Dobbiamo attendere questo? Chi se ne prenderà la responsabilità?

Riconosco di grande utilità il contributo degli Esaminatori AeroMedici (AMEs), al fine di valutare l’incidenza delle limitazioni operative apposte ai certificati medici LAPL per APR rilasciati per evidenziare i benefici che tale visita aeromedica può apportare alla sicurezza del volo e di tutti i cittadini.

Sono disponibile a proporre nelle sedi opportune eventuali correttivi alla certificazione LAPL per APR, come ad esempio quella di aumentare il periodo di validità del certificato magari anche a cinque anni, fermo restando l’imprescindibilità dell’accertamento medico iniziale.

Eliminare la visita di medicina aeronautica sarebbe come ritornare indietro nel Medio Evo…

Sono però favorevolmente fiducioso nei confronti dei colleghi dell’Aero Medical Section dell’ENAC che, così come hanno fino ad oggi ben “guidato” la certificazione al pilotaggio dei droni, saranno altrettanto attenti e capaci di individuare in questo periodo di transizione normativa il corretto approccio al mantenimento della visita aeromedica per il mondo degli APR.

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