Il mio drone su Milano: l’importanza di una buona scuola. Anche se si vola trecentino

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Mirko Poppi ci racconta la sua esperienza di pilota professionista che opera sulla difficile piazza di Milano, metropoli che ricade quasi completamente nell’ATZ di Linate, sia con trecentini inoffensivi sia con SAPR più pesanti. Dai primi esperimenti con i droni giocattolo alle riprese per importanti network TV

Mirko Poppi (con il giubbetto da pilota) ed Emanuele Bonapace, titolare di Buzin Media Agency, durante riprese televisive a Milano

Mi chiamo Mirko Poppi  e sono operatore e pilota SAPR. Ho ottenuto prima l’attestato “basico” poi dopo aver raggiunto le ore necessarie di volo, l’attestato per l’abilitazione alle operazioni critiche nella scuola di volo Professional Aviation di Ozzano dell’Emilia (BO).
Ci tengo a fare una premessa molto importante: a oggi si vedono tantissime scuole di volo e a prezzi veramente diversi l’una dall’altra, quello che posso dare come consiglio ai futuri piloti di drone è quello di contattare sempre la scuola cui si intende fare i corsi e cercare di capire se si percepisce professionalità, e possibilità di rimanere sempre in contatto per qualsiasi dubbio e necessità professionale con gli istruttori della scuola stessa.
Quando ho fatto le prime mail e telefonate alle scuole di volo che nel 2017 erano attive sul mio territorio ho deciso di affidarmi a chi è stato cordiale a rispondermi e darmi tante informazioni dettagliate e consulenze prima di partire con il corso e soprattutto da chi ho percepito competenza e affidabilità.

Perché i droni
Lavoro nel mondo della fotografia dal 2002, e da qualche anno mi si era acceso il pallino dei droni. Ho avuto la possibilità di provarne alcuni di una nota marca durante eventi istituzionali presso importanti clienti italiani. Così, dopo qualche esperienza con droni giocattolo mi sono detto “perché non aggiungere alle mie attività professionali anche le riprese foto e video dall’alto, visto che tantissimi spot, filmati, clip sono ripresi dall’alto?” E ho cominciato a informarmi su come fare per mettermi in regola. (Qui alcuni miei video e foro aeree)

I filmati di Mirko Foppa su Milano per la FOX

Una piccola, efficiente flotta 
Prima di comprare i droni che a tutt’oggi ho in flotta per lavoro ho partecipato al corso base e ottenuto l’attestato, solo dopo ero realmente consapevole di quale poteva essere il sistema a pilotaggio remoto più consono alle mie necessità e soprattutto alla normativa attuale.
A oggi ho una flotta di 3 droni, 2 dei quali classificati come inoffensivi secondo la normativa attuale e uno che è abilitato sia agli scenari “base” sia alle operazioni critiche. Nel mio team ho alcuni collaboratori che all’occorrenza mi pilotano i droni inoffensivi, piloti che non hanno nessun attestato ma che li tengo sempre costantemente aggiornati e formati, dal momento che la sicurezza (oltre alle capacità di ripresa e fotografiche) sono essenziali per la corretta espletazione della attività lavorativa.

Il cielo sopra a Milano
Quest’anno, grazie alla collaborazione di una importante agenzia pubblicitaria di Milano, la Buzin Media Agency di Emanuele Bonapace  ho avuto la possibilità di effettuare una serie di voli per riprese sia a scopo tecnico sia a scopo pubblicitario in centro a Milano.
Effettuare voli in centro a Milano mi ha dato la possibilità immediata di “scontrarmi” con le regole e la operatività reale.
Mi ricordo perfettamente che per la prima richiesta in zona vietata al volo mi ero immediatamente confrontato con il mio istruttore Riccardo Bonora, per ottenere alcuni consigli su come approcciarmi con le autorità.
Grazie a quanto imparato della normativa durante i corsi e quanto ottenuto come consulenza da Bonora sono riuscito già alla prima richiesta di volo in centro a Milano a ottenere in tempi sufficientemente rapidi le autorizzazioni dalle autorità competenti. Milano è quasi tutto in area ATZ Linate e quasi tutta la superficie metropolitana è zona R9 per cui spazio aereo soggetto a divieto di volo senza autorizzazione da Prefettura.
Per ottenere le autorizzazioni una cosa essenziale è effettuare una valutazione del rischio e una analisi di dove e come andrò a volare, attività che di per se non sono difficili, ma richiedono molta attenzione e precisione nello studiare “a tavolino” tutto ciò che dovrò riprendere e come, e tutti i rischi e gli imprevisti cui si possono incorrere durante il volo.
Un altro fattore che ha messo a prova le conoscenze acquisite durante i corsi è la necessità di essere consapevoli che durante il volo molte cose possono cambiare rispetto alla teoria. Mi ricordo ad eempio per una ripresa di un palazzo in centro città non avevamo preventivato che davanti a noi ci fosse una gru che stava lavorando per i tecnici al piano di sotto per cui abbiamo dovuto valutare tipologie di riprese diverse per evitare che la gru stessa entrasse nel campo di ripresa. Una altra volta ci siamo trovati la tensostruttura che non doveva esserci in un chiosco di un palazzo e abbiamo anche in quel caso variato il piano di volo in tempo reale per ottenere il migliore risultato visivo per il video che ne sarebbe venuto.

Uno dei trecentini inoffensivi di Poppi in attesa del decollo a Milano

Una attività che mi capita di fare inerente i droni è , essendo appassionato di normativa, quello di fare consulenza sulla fattibilità del volo con drone e preparare le varie richieste alle autorità competenti, sia per operatori terzi, sia per piloti del mio operatore.

Quante sorprese quando si vola!

Mirko Poppi con un Mavic. Anche se in città si usano in massima parte trecentini inoffensivi, visto che sono gli unici droni che possono volare sulle persone, con i dovuti accorgimenti si possono anche usare droni più performanti, garantendo le distanze di sicurezza dalla gente  come prescritto dagli scenari Standard.

Concludo con una interessante esperienza di ripresa in centro a Milano commissionata da Buzin Media Agency, che solo quando mi sono trovato sul posto ho capito che era per la presentazione di una nuova serie TV di una importante emittente televisiva. Sono riuscito a ottenere le autorizzazioni per il volo con drone inoffensivo dalle autorità competenti (ENAC e Prefettura) in tempi più rapidi del solito, mi ero fatto una analisi del rischio essendo che avrei volato in centro città e con presenza di persone sotto di me. Quando mi sono trovato sul posto abbiamo notato che le riprese erano da fare durante 2 (e solo 2) sorte di flash mob con attori professionisti e pubblico attorno della durata di 4 minuti cadauna, per cui doveva essere buona la prima, dovevamo inoltre valutare la differenza di luce tra una ripresa e l’altra essendo che erano programmate con 3 ore di distanza, e dovevamo trovare le giuste inquadrature per poi andarle a inserire correttamente nello spot.
Oltre a queste problematiche e necessità che mettevano a dura prova la competenza di riprese video mi sono trovato che nei voli di prova effettuati prima del primo flash mob il drone non stava fermo in cielo nonostante fosse abilitato il gps. La problematica era che le superfici quasi totalmente vetrate dei palazzi intorno facevano da rimbalzo al GPS e il drone dovevo sempre gestirlo a vista e pronto a mantenerlo fermo o in movimento lineare in base alle riprese. Abbiamo definito che Emanuele Bonapace mi stesse a fianco e lui, guardando la scena reale e il monitor del tablet cui era collegato il flusso video del drone, mi dicesse dove si spostava la scena stessa in modo che io potessi non lasciare mai lo sguardo dal drone per evitare spiacevoli inconvenienti. Direi che il risultato sia stato veramente ottimo!

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