Artena, conclusa l’esercitazione con i droni per la ricerca di persone disperse, integrata con il traffico aereo tradizionale

Si è svolta sabato scorso 14 settembre un’importante esercitazione di Protezione Civile organizzata da Rescue Drones Network con l’obbiettivo di sperimentare alcune attività specifiche:
• integrazione traffico SAPR con quello manned
• aerofotogrammetria d’emergenza su vaste aree
• ricerca persone scomparse con triage remoto
• test della piattaforma LiFE che consente di inviare le immagini da drone verso le centrali operative istituzionali.

Il campo base con MCU (Mission Control Unit) è stato allestito presso l’aviosuperficie di Artena (RM) e da lì si coordinavano altre missioni contemporanee in Friuli, Veneto e Marche.
64 operatori presenti, per la gran parte piloti SAPR con abilitazione CRO, provenienti da quasi tutte le regioni italiane, dal Piemonte alla Sicilia e diverse figure specialistiche: Ingegneri, Geologi, Controllori di Volo, ecc.

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Per gestire la complessa organizzazione erano impegnati anche 1 Operations Manager, 1 Operations Manager Vicario, 1 Mission Manager, 4 addetti all’Operativo Voli, 3 tecnici MCU, 2 operatori di regia mobile, 6 Team Leaders e diversi DSP (Drone SAR Specialist).
Intervenuto anche il team di Piloti SAPR ed Ingegneri dell’Emergency Support Dept di Eucentre Foundation.
Presente un team sanitario con personale medico e soccorritori appartenenti ad ACISMOM.
Erano presenti in qualità di osservatori:
• Ten. Col. Emiliano Lombardi – COAU – Dipartimento Nazionale Protezione Civile
• Ten. Col. Guido Giordano – UCAM – 2° Ufficio – Stato Maggiore dell’Aeronautica
• Dott. Gabriele Di Marino – Primo Dirigente Specialista aeronautico – Polizia di Stato
• Ing. Giancarlo Ferrara – Advanced Air Traffic Service Unit – Eurocontrol Parigi

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La MCU è stata allestita in 35 minuti entro i quali erano funzionanti sia la rete radio che quella dati (wireless e cablata, con connessione Internet) che coprivano diversi ettari, il tutto realizzato appositamente senza utilizzare infrastrutture esistenti.
La MCU era composta di 3 unità funzionali:
• Centro di Controllo per il coordinamento di tutte le attività logistiche e della Segreteria Emergenze
• Operativo Voli per la gestione aeronautica
• Regia mobile LiFE per la gestione dello streaming
Le diverse attività sono state organizzate in tempo reale mediante una piattaforma informatica realizzata internamente a RDN.
Per le missioni di volo sono stati impiegati in totale 36 SAPR, tra multirotori ed ali fisse, equipaggiati anche con sensori termici, zoom ottici, sistemi di amplificazione, sistemi di rilascio payload.
Oltre ai voli SAPR (droni) in Artena sono stati diversi i decolli e gli atterraggi di aeromobili con pilota a bordo presso l’aviosuperficie, sia per la scuola volo che turistici, per un totale di 26 movimentazioni (mediamente 1 ogni 16 minuti).

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La mattinata è stata dedicata a:
• vari allestimenti (MCU, postazioni esterne, pad per TakeOff/Landing, spazio meeting, ecc.)
• briefing con gli operatori
• seminario sull’impiego dei SAPR nella ricerca delle persone scomparse tenuto dal dott. Di Marino
• presentazione della pre-release della piattaforma OPS! destinata a gestire in modo automatico tutte le missioni e realizzata appositamente per RDN
• pianificazione della missione di aerofotogrammetria d’emergenza su un’area di circa 600 ha
• pianificazione dell’attività SAR per la ricerca di 2 persone scomparse
Nel pomeriggio dalle 15.00 alle 17.00 si è passati ai test del servizio LiFE per offrire lo streaming delle immagini da SAPR verso le centrali operative istituzionali.
In ingresso erano disponibili sino a 21 feeds video dai SAPR presenti ad Artena e da quelli remoti in Friuli, Veneto e Marche.
I segnali in ingresso, elaborati dalla regia mobile presso la MCU, sono stati distribuiti a:
• Sala Situazioni Italia del Dipartimento Nazionale della Protezione Civile, presidiata appositamente
• CON del Dipartimento dei VVF presso il Viminale
• Smartphone dei diversi operatori
• Monitor presso la MCU

Per la prima volta è stata sperimentata una nuova piattaforma di elaborazione delle immagini che volutamente non era stata testata prima, così come era una novità il collegamento con SAPR dislocati lontano dall’area principale delle operazioni.
Non sono neppure stati effettuati test preventivi nella giornata ma i SAPR sono stati collegati solo qualche minuto prima della messa in onda; il tutto per sperimentare situazioni le più vicine possibili alle condizioni che si presenteranno nelle operazioni reali.

La qualità delle immagini in ingresso era di livello più che accettabile, con esclusione dei segnali in arrivo da un’area con limiti della connettività dati della rete radiomobile.
La latenza massima tra partenza del segnale video remoto e la messa a disposizione sulla piattaforma Meet è stata di 7”.
Le immagini trasmesse hanno riguardato in una prima fase esclusivamente riprese di test in volo, utilizzando anche sensori con forte ingrandimento ottico e sensori termici; nella seconda fase sono state messe in onda, invece, le immagini in arrivo dai SAPR impiegati nelle attività di ricerca delle 2 persone scomparse, senza che precedentemente fosse stato predisposto nulla per lo streaming.

Le 2 persone disperse sono state individuate in momenti diversi. Il medico del team militare di soccorso seguiva le immagini direttamente presso la MCU ed una volta individuata la prima e verificato che si trattava del target da localizzare, ha valutato sommariamente le sue condizioni anche attraverso messaggi che, trasferiti via radio al pilota, venivano diffusi per mezzo dell’altoparlante del SAPR, ottenendo risposte dalla paziente stessa mediante gesti concordati.
Mentre il SAPR(drone) interessato rimaneva sempre in contatto visivo ed audio con il target, altri SAPR (droni) ispezionavano il percorso per raggiungere la paziente interessata e fornire così informazioni utili al team impegnato nel suo soccorso e recupero.

Per quanto riguarda le attività prettamente aeronautiche l’esercitazione si è svolta secondo le disposizioni del NOTAM emesso che consentiva di operare SAPR in una zona normalmente interdetta per la presenza di un’aviosuperficie censita da ENAC e, quindi, con relativa area di rispetto, così come indicato dalla circolare ATM-09 di ENAC.
L’obbiettivo, quindi, era quello di testare concretamente la gestione congiunta di traffico manned ed unmanned: 22 i voli SAPR che hanno dovuto inserirsi tra le 26 movimentazioni manned su un’area decisamente ristretta.

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Fondamentale la presenza nel nostro Operativo Voli di personale dell’aviosuperficie che monitorava il traffico dei loro aeromobili in modo che fosse garantita la necessaria separazione nel tempo e nello spazio.
Si è sperimentato anche il volo simultaneo di diversi SAPR organizzando la separazione verticale ed orizzontale ai fini dell’indispensabile safety.
Nonostante si trattasse di un test senza molta letteratura alle spalle ed il traffico congiunto fosse praticamente senza soluzione di continuità, il tutto si è svolto in modo fluido e sicuro senza evidenziare situazioni critiche.

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Rescue Drones Network si è costituito da poco e non ha ancora stipulato convenzioni con la P.A.; tutti i Volontari si sono spostati a proprie spese mettendo a disposizione anche i loro equipaggiamenti personali (dal costo non irrilevante). Anche gli equipaggiamenti collettivi (sistemi radio ed informatici) sono stati acquisiti mediante auto-finanziamento.
La maggior parte delle attività sperimentali di RDN sono del tutto originali in quanto non esistono né letteratura consolidata né procedure o protocolli già stilati e pronti da applicare.
La mission dell’associazione è anche quella di mettersi in gioco direttamente proprio per cercare il modo più produttivo di rendere queste nuove tecnologie efficaci per le operazioni di pubblica utilità; questo significa correre tutti i rischi di chi si pone come pioniere, ma non possiamo certo tirarci indietro.

È da sottolineare, infine, che ancora troppo spesso si associa il concetto di “Volontariato” con quello sì di buona volontà, ma anche con una visione di scarsi profili di competenza; il grande patrimonio di contenuti professionali, tecnici ed organizzativi che portano con sé i nostri Volontari sta invece a testimoniare concretamente che solidarietà e professionalità possono risultare un binomio straordinario a beneficio di tutta la comunità.

[Comunicato stampa]

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