DJI Inspire 1: una pietra miliare nel mondo dei quadricotteri prosumer

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L’attesa è finita: Inspire 1,  l’ultimo gioiello made in china è già in prevendita ovunque, a poco meno di 3 mila euro, e farà parlare di sé. Non tanto, e non solo, per la sua novità più eclatante, i bracci dei rotori a geometria variabile che consentono di sollevare o abbassare il corpo del quad (e fungono anche da carrello retrattile), di sicuro impatto scenografico ma la cui utilità pratica è ancora tutta da dimostrare. Quello che impressiona è l’elettronica, le tante piccole innovazioni magari già viste altrove ma che messe tutte insieme rendono Inspire davvero un passo avanti nel mondo dei quadricotteri prosumer.
La telecamera a 4K, per dirne una: chiaro che il 4K lo fa anche la GoPro, ma vederla integrata non solo elettronicamente ma anche come design nell’Inspire fa tutto un’altro effetto, e parliamo di una camera di tutto rispetto anche sotto il profilo delle ottiche, 9 elementi in 9 gruppi compreso un elemento asferico per immagini (a 12 megapixel) e filmati 4K di eccezionale nitidezza, che i professionisti potranno manipolare anche in formato Adobe DGN RAW.  Interessantissimo il sistema di controllo a doppio radiocomando opzionale, anche nell’ottica della sicurezza: il pilota controlla la macchina, l’operatore si occupa del gimbal, entrambi hanno sul display la visione delle immagini trasmesse dalla camera di bordo; non è una novità? Certo, ma intanto c’è in una macchina che non arriva a 3 mila euro. E non è facile trovare link video che mandano immagini HD sul monitor fino a 2 km di distanza, stando a quanto dichiara DJI per la sua tecnologia Lightbridge.  E non è una novità assoluta ma è sicuramente comoda la completa integrazione con le app, che permettono di fare un sacco di cose da un tablet e volendo da un cellulare: a ditate si può controllare la camera di bordo, sfogliare i dati della telemetria e anche far decollare e atterrare automaticamente l’Inspire 1 (e sì, nel caso ci pensa da solo a alzare e abbassare il carrello).

E anche se ci fa un po’ impressione immaginare di volare indoor con quella che alla fine è sempre una bestia da quasi tre chili, DJI ha pendsato anche a questa evenienza, dotando l’Inspire 1 di sensori ottici e sonar che consentono al quadricottero cinese di conoscere e mantenere la posizione in hovering anche in assenza del segnale Gps. Ciliegina sulla torta, il sistema di monitoraggio intelligente della carica della batteria fa sì che Inspire 1 si renda conto da solo quando è ora di tornare a casa, sulla base della distanza che deve percorrere per tornare al punto di partenza. Tante piccole innovazioni, tante piccole comodità incarnate in una macchina che se è difficile definire bella, di sicuro ha una sua personalità. Sì, Inspire farà parlare di sé. I concorrenti sono avvisati.

 

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