In questi periodo del lockdown, sono girati in rete centinaia di filmati di droni che riprendendevano le città vuote e senza persone.
Tra i droni dei piloti professionisti che agivano su commissione, quelli delle varie Polizie Locali, autorizzata da un speciale deroga emessa dall’Ente Nazionale Aviazione Civile e quelli certamente abusivi, ovvero senza relativi permessi, ma ripubblicati sui vari social media e organi di informazione nazione, spicca quello dei gabbiani sporchi.
Dirty Seaguls, si fa chiamare così il collettivo di 4 giovani romani, videomaker e appassionati di drone FPV Racing, che debitamente autorizzati da un incarico lavorativo per conto di una testata giornalistica.
La loro destrezza nel pilotare i droni da FPV gli ha permesso grazie a uno speciale mini drone autocostruito, di passare letteralmente all’interno di state e monumenti capitolini.
Piazza Navona, piazza di Spagna, il Pantheon, piuttosto che l’Altare della Patria, sono solo alcuni dei monumenti che il gruppo dei Dirty Seagulls in una splendida giornata di sole romano, hanno ripreso da vicino e con molta maestria.
I filmati sono stati registrati su una action cam GoPro 6 completamente messa a nuda e senza involucri esterni, il mini drone da 180 cm di diametro pesa solo 150 grammi.
Ne parla ad Artribune Gianmarco Gabriele, uno dei 4 piloti dei Dirty Seaguls – “Quest’anno abbiamo costruito questo micro drone che utilizziamo per i voli proximity, si tratta di un micro drone di 8 cm per 150 grammi equipaggiato con una Gopro Hero 6 spogliata e portata a 20grammi!
In occasione di un lavoro che ci ha commissionato una testata giornalistica per il lockdown romano, abbiamo deciso di girare, parallelamente all’utilizzo dei droni tradizionali, una serie di video con questo micro drone che si pilota in FPV (First Person View), lo scopo delle riprese è raccontare, a modo nostro, questo periodo storico che ci sta investendo regalando ai romani immagini irripetibili”.




