Continuano i disservizi di ENAC sull’attestato online per i SAPR. E ancora non ci sono indicazioni per professionisti e hobbisti che non possono ottenere un attestato obbligatoria a causa dei problemi tecnici di ENAC. Una situazione grave, che ha pesanti ripercussioni non solo sulla credibilità dell’ENTE ma anche sulla filiera industriale dei droni. E diventa inaccettabile in mancanza di indicazioni precise a chi vola.
Quello del patentino online è una storia travagliata che è cominciata il primo marzo scorso, dove ENAC – in perfetto orario con la tempistica che si era data – ha fatto debuttare il portale per sostenere l’esame online, https://serviziweb.enac.gov.it/.
Un debutto nei termini previsti ma deludente nei contenuti, in quanto il test – definito in “promozione” dalla sessa ENAC, diciamo in beta, ma proprio tanto beta, si è rivelato largamente insufficiente sul piano qualitativo: sia dal punto di vista tecnico, con ricorrenti errori informatici, sia dal punto di vista della qualità delle domande, a volte impertinenti (cioè non pertinenti), altre volte sbagliate, altre fuori contesto e talvolta con tutte le opzioni di risposta sbagliate o due giuste, quindi impossibile capire quale il server considerava corretta. Senza contare gli errori ortografici e grammaticali, e addirittura tante, troppe imprecisioni sugli stessi termini tecnici, davvero sconcertante per un’Authority aeronautica. Insomma, una beta. Ci sta che una beta sia bacata, però è rimasta online ben quattro mesi senza che nessuno intervenisse a correggere gli evidenti errori.
Quattro mesi dopo il debutto, il sito resta offline per dieci giorni. Proprio a ridosso del 1 luglio 2020 in cui l’attestato diventava obbligatorio per tutti. Una scelta dei tempi davvero pessima, visto che se era del tutto evidente che l’esame prima versione fosse improponibile, è anche vero che gli errori erano noti da tempo e non si capisce perché mai ENAC abbia finalmente deciso di metterci una pezza proprio nel momento più sbagliato, rendendo indisponibile il server proprio nel momento in cui era più necessario che mai, e non abbia fatto le indispensabili modifiche su un server offline invece che tirare giù tutto per dieci giorni.
Il tempo di tornare online con i nuovi quiz e subito il sito ENAC viene di nuovo messo offline, a quanto è dato sapere per via di un attacco informatico, che lo tiene offline giorni e giorni: anche qui, possibile che una infrastruttura di Stato non abbia un disaster recovery che gli permetta di tornare in efficienza dopo ore, e non dopo giorni? Cosa sarà successo di preciso, quali danni avrà fatto l’attacco, e se davvero i nostri dati personali sono rimasti protetti lo scopriremo forse in futuro, sta di fatto che l’Informatica di Stato non ha dato una bella prova di sé nella gestione dell’emergenza.
Ala fine, dopo giorni di blackout, il sito ENAC torna online, ma non serviziweb, che resta irraggiungibile. E quindi di nuovo chi deve (per legge) ottenere il patentino non lo può fare.
Una situazione che dimostra come il sito ENAC sia l’anello debole di una catena: se è giusto e corretto che l’esame vada fatto online, e che lo deve fare ENAC (è tra l’altro richiesto da EASA, altro Ente in grave ritardo), non è accettabile che il tutto sia affidato a un singolo server su un’unica piattaforma, che tra l’altro – come abbiamo toccato con mano in questi giorni – non offre al cittadino le indispensabili garanzie di sicurezza, affidabilità e disponibilità che ci si aspetta da un portale di Stato.
Ora torniamo a chiedere a ENAC di occuparsi per davvero dei problemi che il suo blackout sta causando, di fare una circolare che dica con precisione cosa deve fare chi per lavoro o per hobby deve volare con il patentino ma non può farlo perché il sito ENAC è offline e l’ENTE dopo giorni e giorni non è in grado o non è disposta a offrire un servizio alternativo.



