Un drone di lusso da 200 mila euro

La startup francese Delair propone una linea di droni di altissime caratteristiche tecniche. La punta di diamante è DT26, un’ala fissa che vola a  60 km / h, 3 metri di apertura alare, un radar di livello militare  e una catapulta per decollare da terra, oltre che ovviamente la visione notturna.

immagine di manciniIn un mercato di droni dominato dai produttori cinesi e saturo di giocattoli economici e droni consumer e prosumer,  Delair ha deciso di puntare alto, droni di lusso per applicazioni industriali. “I nostri sono sono sistemi high-end molto sofisticati che si differenziano offrendo estrema affidabilità”, afferma Bastien Mancini (nella foto),  direttore operativo di Delair. A differenza dei droni consumer, sono anche soggetti a una regolamentazione rigorosa e alla formazione specifica per i piloti.

 

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I droni volano a lungo raggio per fare cose come mappe di cave (o dei vigneti dove nasce lo Champagne) con risoluzione centimetrica, vengono usati per monitorare linee elettriche ad alta tensione o sorvegliare gli incendi boschivi. Tutte attività che sono più veloci e più precisamente eseguite da una macchina dal cielo che da un essere umano a terra.

L’azienda produce anche software di intelligenza artificiale per analizzare i dati raccolti dai suoi droni e trasformarli in mappe 3D attraverso le quali gli utenti possono navigare.

Non tutti i droni di Delair costano centinaia di migliaia di euro: il modello più “base”, UX11 (foto sotto), chiaramente ispirato al sempre francese SenseFly eeBee  ha un prezzo di circa 15 mila euro, allineato – appunto – a quello del drone del gruppo Parrot. È dunque anche lui sofisticato, ma non comprende  certo i radar di livello militare dei DT26.

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Delair UX11, ispirato chiaramente al SenseFly eBee, anche nel prezzo: 15 mila euro

Ma in ogni caso, non ci sono molte aziende che sono pronte a investire in una flotta di droni di questo livello, anche partendo anche alla fascia di prezzo più accessibile. La spesa ha senso per le aziende che possono risparmiare molto tempo e denaro raccogliendo i dati in questo modo: ad esempio, i clienti come le ferrovie francesi SNCF, la cui unica alternativa per monitorare i binari dei treni sarebbe spedire esseri umani per centinaia e centinaia di chilometri ogni giorno, anche in aree remote e di difficile accesso. O naturalmente le forze di sicurezza, come quella nigeriana che ha una flotta di Delair.

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Un Delair DT26 della Guardia Nazionale nigeriana

Ma anche corteggiare clienti come SNCF, che hanno bisogno di questa tecnologia e finiscono per risparmiare, è difficile. Il mercato dei droni aziendali ha decine di player che si battono per vendere hardware, software o entrambi, compresa DJI cinese e player più piccoli ma molto specializzati come i californiani Kespry o Skycatch,

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Un Delair DT26 pronto al lancio dalla sua catapulta

Made in France

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Il “piccolo” Delair UX11

Per differenziarsi, i prodotti Delair sono interamente progettati e realizzati vicino a Tolosa, in Francia, la casa del gigante aerospaziale Airbus e un ecosistema di ingegneri aeronautici altamente qualificati. “Le persone spesso ci chiedono perché ci preoccupiamo del costo aggiuntivo di costruire tutto in Francia, invece di portare parti da assemblare dalla Cina”, racconta Mancini. “Per noi è sempre stata una scelta a favore della raffinatezza e dell’affidabilità“. Mancini ha costruito la sua carriera partendo dal Centre national d’études spatiales,  l’agenzia governativa francese che si occupa delle attività spaziali. da cui è uscito nel  2011 per cofondare Delair, insieme al direttore generale Michael de Lagarde. L’azienda impiega 180 persone. e nel 2018 ha avuto un finanziamento da da Intel, come parte di un accordo per concedere in licenza il suo software al gigante della tecnologia. Ma una spinta importante per le attività di Delair è venuta dal Covid-19, che per l’azienda francese si è trasformato in “un’occasione d’oro  per dimostrare che abbiamo preso la decisione giusta mantenendo la produzione in Francia”, dice Mancini. Mentre la pandemia ha interrotto le catene di approvvigionamento in tutto il mondo e ha causato ritardi per gli industriali, Delair ha mantenuto la produzione controllata e attiva.

“Dopo il l’attenuarsi dell’emergenza  di Covid, questa nostra caratteristica di approvvigionamento locale e sovranità europea è salita in cima alla lista delle richieste per molti dei nostri clienti”, dice ancora  Mancini. “Coloro che non avevano capito prima la nostra strategia, ora la capiscono sicuramente.”

 

FONTE: Sifted

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