Brasile: scatta l’ora del drone delivery?

Le prime volte sono importanti perché, anche se l’esordio può non essere dei più brillanti, segnano l’inizio di una nuova era. L’era in questione, questa volta, è quella del drone delivery e il palcoscenico è quello del Brasile, dove l’ANAC (che equivale alla nostra ENAC) ha concesso all’azienda Speedbird Aero di iniziare a svolgere un servizio di consegna di cibo a domicilio a mezzo drone per conto della catena iFood.

Si tratta della prima azienda dell’America Latina ad ottenere il permesso per questo genere di operazioni, un obiettivo raggiunto col superamento di un programma di certificazione dei droni che ha richiesto oltre un anno. Tra i requisiti imposti dall’ANAC, i droni devono essere equipaggiati con un paracadute (sistema testato con successo in 6 occasioni) per ridurre la velocità verticale e quindi gli eventuali danni da impatto ad oggetti o persone in caso di caduta.

Per quanto riguarda il servizio di trasporto, nella prima fase i droni saranno impiegati solo marginalmente, affiancando altri metodi di consegna come biciclette (anche elettriche) e motocicli grazie ai quali i corrieri potranno perfezionare la consegna fino al domicilio del cliente. Nello specifico i droni verranno caricati con il cibo da asporto di un ristorante iFood e si muoveranno dal tetto di un centro commerciale seguendo due tragitti diversi in direzione dei due hub iFood coinvolti nello scenario.

Il primo tragitto, più breve, richiederà ai droni appena 2 minuti per essere completato, mentre il secondo, che richiede più tempo e implica un volo di tipo BVLOS, verrà implementato solo in un secondo momento, probabilmente entro la fine dell’anno.