In molti Paesi del mondo, tra consegne di cibo da asporto, piccoli prodotti di consumo, campioni di sangue, vaccini e/o farmaci salvavita, il drone delivery continua a prendere lentamente ma inesorabilmente piede sull’onda di tecnologie sempre più collaudate e sicure, ma anche di autorità normative sempre più disposte a testare questi sistemi innovativi di trasporto.
Non è dato sapere se, quando, in che modo e in che misura i droni-corrieri sostituiranno i corrieri tradizionali coi loro furgoni, perché oltre alla questione sicurezza c’è ancora una disparità di costo di gestione, visto che un furgone, che sicuramente inquina di più e impiega più tempo per la consegna, diviene sempre più conveniente se consideriamo un range temporale cn un numero maggiore di consegne, perché la sua inefficienza relativa si riduce alla luce del maggior numero di pacchi che trasporta.
Del resto, in tutte le (pochissime) realtà di drone delivery che abbiamo avuto modo di apprezzare finora, ogni drone fa un solo viaggio di andata e ritorno per consegnare un solo pacco.
E proprio da questa considerazione parte l’innovazione messa a punto da Wingcopter, startup tedesca molto apprezzata nel settore drone delivery al punto da essere stata inserita dalla FAA, assieme ad altre blasonate aziende tra cui Flirtey, Zipline e 3D Robotics, nella ristretta cerchia di fornitori di servizi che rispettano i criteri di aeronavigabilità.
Chi fa da sé fa per tre
Sembra aver preso spunto da qui l’idea innovativa della startup guidata da Tom Plümmer, che ha sviluppato un nuovo velivolo in grado di trasportare ben 3 pacchi nello stesso viaggio.
Wingcopter 198, questo il nome del modello in questione, è un ottocottero ad alimentazione completamente elettrica e capace di un volo autonomo di livello quattro (qui l’articolo per approfondire la “scala EXYN del volo autonomo”), che significa che può svolgere da solo molteplici operazioni (ad esempio possiede un avanzato sistema di intelligenza artificiale visuale e sensori per il riconoscimento e l’evitamento di ostacoli nelle vicinanze) ma richiede un pilota umano per alcuni compiti specifici.
Si tratta di un drone di forma ibrida, in grado di sfruttare i vantaggi dell’assetto ad ala fissa (maggiore distanza di percorrenza) e quelli del multirotore, grazie al sistema di rotori inclinabili che gli consente di decollare e atterrare verticalmente, ma anche di restare in hovering per le operazioni di sgancio del pacco traportato.
Il massimo payload è di 13 pounds, ossia a pieno carico può trasportare quasi 6 kg, coprendo in queste condizioni una distanza massima di 47 miglia (circa 75 km) prima di esaurire la batteria e avere bisogno di una ricarica. Il cargo può essere configurato per trasportare 3 piccoli pacchi, due pacchi di medie dimensioni oppure un solo pacco di grandi dimensioni. La velocità massima di volo è di circa 150 km/h.
Ovviamente il velivolo dispone di una camera rivolta verso il basso per gestire con la massima precisione e sicurezza le delicate operazioni di scarico del pacco.
Un drone che invece di trasportare un pacco alla volta ne trasporta fino a tre insieme non è certo la più rivoluzionaria delle idee, ma certamente offre alle aziende di servizi la semplice opportunità di ridurre drasticamente i costi. Per usare le parole del CEO di Wingcopter, Tom Plümmer, “Oggi se vuoi distribuire tre pacchetti contemporaneamente, le aziende dovrebbero comprare o affittare tre droni. Dal punto di vista del prezzo, tu non vuoi averne tre quando puoi averne uno. E nessuno vuole migliaia di droni che volano sulla sua testa“.
Naturalmente ci aspettiamo che in breve tempo anche gli altri principali produttori di droni che puntano al settore del delivery sviluppino sistemi analoghi per gestire il traporto simultaneo di più pacchi da consegnare.



