Droni per monitorare le covate d’anatra

Le indagini sulle covate di anatra servono ai ricercatori per stimare e tenere traccia della loro produttività, un’attività in cui i droni hanno dimostrato di essere molto efficaci e più efficienti dei sistemi tradizionali.

Già, perché ovviamente le anatre hanno tutto l’interesse a proteggere le loro uova da sguardi indiscreti e in particolar modo dalla vista dei possibili predatori, col risultato che in molti casi nascondono i loro nidi nel profondo della vegetazione. Ecco perché i tradizionali sistemi di raccolta dati da parte dei ricercatori via terra offrono un quadro solo parziale e sottostimato.

Grazie all’introduzione di droni equipaggiati con termocamere, però, gli scienziati “possono vedere il doppio delle covate in un terzo del tempo”, rivela Kevin Ringelman, ecologista di uccelli acquatici presso l’AgCenter School of Renewable Natural Resources dell’Università Statale della Louisiana. “Sospettavamo che ne avremmo scoperte di più, ma non ci aspettavamo di vederne due volte tanti”, ha aggiunto.

Ringelman e i suoi associati hanno svolto due ricerche in due aree diverse, dividendo la squadra in due team impiegati separatamente uno all’osservazione tradizionale delle zone umide dell’area mediante il binocolo da terra, e l’altro al controllo dall’alto con dei droni muniti di termocamere.

Risultati? Nella prima uscita, svolta nella zona di Manitoba in Canada, la “squadra droni” ha individuato 669 covate contro le 344 trovate dal team di ricerca via terra, mentre nella seconda uscita, questa volta in Minnesota, la “squadra droni” ha mantenuto a grandi linee lo stesso vantaggio in termini percentuali, trovando 225 covate di anatra contro le 105 trovate dalla squadra che ha utilizzato i sistemi tradizionali.

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