Il Catasto, l’ufficio che contiene l’archivio di tutte le proprietà immobiliari site in un Comune o in una provincia, con tanto di specifica dei relativi proprietari, destinazione d’uso e redditi, si servirà anche dei droni per le operazioni di controllo del territorio e verifica dell’esistenza di particelle non ancora iscritte nel registro.
Come riportato in questo articolo pubblicato sul Sole24ore, l’ultima grande operazione di rilevamento di edifici o porzioni non registrate al Catasto risale al 2012 e ha portato alla luce un totale di “2 milioni di particelle non dichiarate e circa 1,2 milioni di unità immobiliari”, e sull’onda si questo successo il Catasto ha scelto di puntare forte su strumenti innovativi e nuove ed efficienti tecnologie come droni e tecniche di derivazione fotogrammetrica.
In documento del 2016 (4 anni dopo la citata maxi operazione) su un documento disponibile sul sito dell’agenzia delle Entrate e intitolato “I droni nelle applicazioni catastali: possibili impieghi”, inerente al Progetto CAT-APR, Collaborazione scientifica tra l’Agenzia delle Entrate e il Dipartimento Interateneo di Scienze, Progetto e Politiche del Territorio (DIST) del Politecnico e dell’Università degli Studi di Torino, gli autori Flavio C.Ferrante e Gabriele Garnero scrivono nell’abstract che il loro intento è quello di “Proporre una riflessione sulle effettive possibilità, in un futuro non troppo lontano, del recepimento di queste tecnologie all’interno delle attività catastali, in modo da consentire le economie e i positivi riscontri della misura fotogrammetrica all’interno delle procedure di conservazione del Catasto italiano“.
Non si tratta di una soluzione tutta italiana, perché già molti altri Paesi del mondo si sono accorti dei vantaggi offerti da droni e aerofotogrammetria in queste situazioni, ad esempio mesi fa l’India ha scelto di usare i droni per avviare la più grande opera di rilievo catastale di edifici residenziali nella sua storia.
D’ora in avanti quindi il Catasto si servirà sempre di più dei droni per scovare le case non registrate, soprattutto nelle aree di espansione urbana. Se è vero però che secondo i dati il fenomeno delle abitazioni non iscritte è in calo da anni, probabilmente i droni finiranno per essere più utili per verificare la corretta registrazione di modifiche strutturali delle singole particelle già iscritte.




