Quali droni e soluzioni professionali abbiamo visto a Dronitaly 2022

Si è chiusa una settimana fa la manifestazioni fieristica a Bologna che comprendeva anche il Dronitaly 2022. Una kermesse che dal 2014, coinvolge gli attori professionali, istituzioni, aziende e università che con i droni ci lavorano.

Una manifestazione di 3 giorni, un po’ lunga lamentano alcuni espositori, partita mercoledì 12 e terminata il venerdì 14 ottobre 2022. Noi ci stiamo stati e abbiamo parlato e in alcuni casi intervistati, molti operatori economici del settore; aziende che da tempo propongono servizi o prodotti personali inerenti il mondo degli UAS, la aerofotogrammetria o software da integrare nelle ispezioni.

Le aziende che abbiamo incontrato a Dronitaly 2022

Il primo giorno partito decisamente sotto tono, ci è servito per intervistare diverse aziende. Abbiamo iniziato con i “ragazzi” o meglio giovani ingegneri di Ant-X, uno spinoff del Politecnico di Milano che ci hanno mostrato l’avanzamento del loro progetto Aries, il drone che come un ariete, portando un payload particolare, permette di verificare lo stato degli isolatori delle linee elettriche.

Il drone è stato realizzato da ANT-X, mentre il payload è prodotto da DRB una altra spinoff sempre del PoliMi.
Dato che l’anno scorso parlammo con Simone Panza, quest’anno abbiamo intervistato Mattia Giurato che oltre ad Aries, ci parla anche di droni da usare sempre in ambito universitario, con vista stereoscopica.

Poco distante incontriamo un nome noto negli ambienti della aerofotogrammetria e strumenti di mappatura del territorio. Mattia Ventimiglia ci racconta di come l’azienda fiorentina Microgeo, sia stata impegnata in una importante operazione di mappatura di 80 km di linee elettriche realizzata in BVLOS; cioè senza osservare il drone direttamente.

Giriamo l’angolo e notiamo il personale di FlyAbility, che intervistammo nel 2021 con il loro drone interamente protetto e a forma sferica, che sta dando una dimostrazione dentro ad un piccola aerea adibita al volo demo dei droni (foto in galleria).

Subito a fianco notiamo lo stand di Dronisport, con Antonio Zenzola, formatore, istruttore e ceo della azienda che da anni, distribuisce droni di Yuneec, DJI e Autel.
Per questo ultimo produttore asiatico, mette in mostra  tutta la serie di droni professionali EVO, con e senza termocamere e altri payload, anche il drone a decollo verticale VTOL denominato Dragonfish.

Un oggetto molto costoso, si parla di 65.000 euro, con una autonomia davvero elevata (il modello Pro arriva a 3 ore di volo)  e una payload con camera a zoom ottico che ne fa a tutti gli effetti un drone per missioni di sorveglianza o ricerca e soccorso.
Se utilizzato con una speciale stazione a terra, raggiunge una distanza di 30 Km. Adatto quindi per missioni oltre la linea visuale del pilota BVLOS.

Sempre parlando di Autel, non ci sfugge un grande spazio espositivo di una start up veneziana: Go To Fly. Rita Mancuso ci ha raccontato dell’azienda che si occupa principalmente della distribuzione dei droni della serie Evo, Lite e Nano. L’e-commerce investe sempre di più in tecnologie innovative con il fine di offrire i migliori prodotti e servizi per contribuire nel suo piccolo allo sviluppo tecnologico italiano.

 

Ultima intervista in serie cronologica quella a Lorenzo Ruglioni di 3D Target. Anch’essi specializzati nella mappatura del territorio e aero-fotogrammetria. Ci colpisce un drone ad ala fissa, anch’esso a VTOL a decollo verticale di colore arancione e con un grosso obiettivo di una discreta camera fotografica nella plancia. Si tratta dello UAS WIngrta One.
Un drone completamente autonomo che è pilotabile anche da persone inesperte dopo un briefing di appena 10 minuti. Questo è quanto ci racconta Ruglioni nella intervista video che potrete vedere qui di seguito.

Decollo e atterraggio completamente automatici così come il completamento della missione a griglia o per waypoint, programmabili anch’essi a tavolino prima della missione.
Il prezzo? Per ora non lo conosciamo.

I convegni sui droni a cui abbiamo partecipato

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Da sinistra: Paola Olivares, Riccardo Delise, Pierluigi Di Palma

Nelle giornata di giovedì abbiamo partecipato a tantissimi convegni nei quali sono intervenuti diversi relatori di spicco nel settore. A cominciare dalla dottoressa Paola Olivares dell’Osservatorio dei Droni e Advanced Air Mobility, (PoliMi) che ha elencato nel dettaglio lo sviluppo e le criticità del settore UAS professionale in Italia.
Dopo il suo intervento introduttivo, ha lasciato il microfono all’avvocato Pierluigi Di Palma presidente di ENAC che ha raccontato con entusiasmo di come l’Ente Nazionale Aviazione Civile, stia promuovendo e sostenendo la Urban Air Mobility, raccontando l’esperienza di Volocopter nell’aeroporto romano di Fiumicino.
La parola è spettata quindi all’ing. Riccardo Delise sempre di ENAC che è entrato nei dettagli tecnico normativi della mobilità aerea avanzata e la loro integrazione nello spazio aereo nazionale. A margine del suo intervento ha risposto a qualche quesito sulle procedure burocratiche dei droni professionali.

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Cristiano Baldoni

Subito dopo sul palco l’ing. Cristiano Baldoni di D-Flight che numeri alla mano ha raccontato di come il settore di droni hobbystico e professionale, sia composto da:
142.000 utenti registrati sul sistema, con 77.000 droni o UAS . Siano state rilasciata 4.000 dichiarazioni operative e sono state svolte 1309 missioni di cui 260 in BVLOS.
Grande impegno per l’azienda, nella costruzione dello U-Space, la fetta di spazio aereo che dovrebbe essere dedicata al traffico unmanned.

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Tomasello

A seguire il professor Filippo Tomasello di Euro-USC che ha spiegato quali siano le procedure dell’eco-sistema necessario per la Urban Air Mobility.
Molto interessante l’intervento della ricercatrice Sara Silvestri, che ha spiegato quali siano stati i risultati ottenuti delle attività di trasporto di materiale bio-medicale da e verso l’ospedale San Raffaele di Roma.
Illustrando le potenzialità e le criticità, più che altro di carattere normativo, di questo tipo di utilizzo degli UAS o droni.

Ultimo, ma non ultimo come importanza, la relazione del colonnello Elio Volpari di ENAC, che ha spiegato quali siano i requisiti necessari, ad iniziare dall’immancabile attestato per la categoria A1-A3, passando per il trampolino di lancio A2, ovvero la base per essere proiettati nelle operazioni Specific.
Alla domanda relativa alla difficoltà dell’esame per la categoria A2, Volpari risponde con: “Quello che cerchiamo di dire è che bisogna studiare; vogliamo che il pilota che già comincia ad operare in certe condizioni di rischio deve sapere dove sta.” –  e prosegue con – “La A2 è la base delle competenze, da li si parte e si è poi proiettati verso le operazioni Specific […] Quindi ci interessa che chi intraprenda un certo tipo di percorso professionale, sia un professionista anche nel pilotaggio”.

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Elio Volpari

Il suo intervento prosegue poi spiegando poi come le Pubbliche Amministrazioni possano verificare le credenziali e le autenticità dei documenti presentati per svolgere operazioni che richiedano preventive autorizzazioni o permessi.
Infine spiega di quali siano i requisiti necessari per i droni taxi e gli altri mezzi autonomi con o senza pilota a bordo, nel contesto delle operazioni condotte nella categoria Certified, parlando anche delle licenze IIRPL (Icao International IFR Remote Pilot Licence) e APL (Automation system – based aircraft Pilot Licence)

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Giuseppe Tassielli

Nell’ultimo convegno di giovedi, il moderatore Stefano Orsi di Dronezine, ha presentato gli interventi del professor Giuseppe Tassielli dell’Università di Bari e della spinoff da lui capitanata che si occupa di controllare l’emissione di gas da discariche, molte delle quali abusive con i droni e fornire le relazioni agli uffici competenti.
A seguire gli interventi di ImageS che illustravano i nuovi payload composti da camere IperSpettrali e delle differenze con quelle più note: MultiSpettrali. Anche i rappresentanti di 3D Target hanno relazionato sui loro prodotti e raccontato di alcuni casi di studio realizzati.

Un venerdì, ancora carico di emozioni ed aspettative, contrassegnato dalla relazione dell’astronauta Roberto Vittori che spiegava che la Luna, potrebbe essere una fonte per nuovi combustibili.
Mentre nel settore UAS si è svolto un approfondimento sulla space economy,  che ha visto come protagonista il drone Ingenuity rilasciato su Marte dalla NASA,  che ha incoraggiato e gli operatori spaziali a programmare le (speriamo) prossime missioni su pianeti utilizzando anche i droni.

Dronitaly 2022, le nostre impressioni

Non siamo ancora a conoscenza dei “numeri” di chiusura della manifestazione. La nostra impressione concorda con i pareri di alcuni espositori che usciti da un terribile biennio sia dal punto di vista economico che psicologico e abituati agli interventi da remoto, si aspettavano una maggiore affluenza di pubblico.
Forse tre giorni sono davvero troppi per le aziende espositrici di piccole/medie dimensioni, che devono sostenere le spese di trasferta, vitto e alloggio e di fatto che non potranno svolgere le normali attività lavorative  presso le loro sedi.
I visitatori, considerando che il Dronitaly era inserito nel contesto di altre manifestazioni HESE – Hydrogen Energy Summit&Expo, Fuels Mobility, ConferenzaGNL, CH4, ACCADUEO sono stati un numero non elevatissimo, ma certamente molto interessati e preparati.
Gradita anche la scolaresca di futuri geometri in trasferta da Milano.

Dobbiamo ammettere che molte soluzioni tecnologiche relative al mondo UAS, ci hanno effettivamente stupito. Tecnologie che spesso non vanno di pari passo con la normativa o la burocrazia relativa a permessi ed autorizzazioni, ma certamente guardare avanti e non lasciarsi scoraggiare dalle avversità, contribuisce al progresso e all’uso dei droni in un contesto sempre più amico dell’uomo e come strumento insostituibile per la vita di tutti i giorni.

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