Dopo quelli di Milano, Roma e Firenze, ora è l’aeroporto di Bologna – in base a quanto riporta ilrestodelcarlino.it – ad essere coinvolto dall’ipotesi di realizzare un vertiporto.
Anche l’aeroporto Marconi di Bologna potrebbe dunque ospitare in futuro un’area specifica dedicata al decollo di mezzi volanti elettrici con capacità di decollo e atterraggio verticale (termine tecnico eVTOL) come droni cargo e air taxi che si occuperebbero del trasporto di merci e passeggeri, un settore che, in Italia, concretamente è ancora ai blocchi di partenza (o quasi) ma che in futuro esploderà, arrivando secondo Morgan Stanley a valere fino a 1 trilione di dollari entro il 2040.
E se in alcuni aeroporti italiani i progetti di sviluppo sono in una fase più avanzata, come nel caso dell’aeroporto di Roma dove è già andata in scena una dimostrazione concreta con un taxi volante e rispetto al quale la previsione è di assistere al primo volo di servizio approfittando del prossimo Giubileo, nel caso del Marconi si tratta per il momento solo di un’ipotesi o poco più. Sempre sul “Resto del Carlino”, infatti, il direttore generale di Aeroporto di Bologna, Nazareno Ventola, ammette infatti “Sì, siamo appena partiti con lo studio di fattibilità. L’idea è quella di realizzare un vertiporto nell’area di sedime del Marconi, ma è tutto in fase di analisi. Si tratta di un settore pionieristico e certamente vogliamo esserci fin dall’inizio”.
Anche per questo l’Aeroporto di Bologna sta collaborando con Aeroporti di Roma, Amazon, Google e altre aziende allo scopo di comprendere le potenzialità e la fattibilità di questa infrastruttura, che potrebbe rivelarsi fondamentale per il contributo allo sviluppo della zona nel settore logistico.
[Credit immagine di copertina: Di Andrea Tavoni – Opera propria, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=87007603]




