Chi si fosse trovato in condizione di fare un viaggio a Parigi e si fosse posto il dubbio su dove consultare le mappe ufficiali per il volo dei droni nei vari Paesi europei, in particolare in Francia, avrebbe scoperto che la risorsa messa a disposizione dall’Authority francese a questa pagina del sito Géoportail, lascia davvero poche speranze a chi vola con il drone, visto che sull’intera e vastissima area della capitale francese grava una altrettanto immensa zona rossa (foto di copertina) che interdice il volo per gli aeromodellisti e i dronisti che volano nelle categoria Open.
Ma in casi eccezionali, si sa, è possibile valutare di fare un’eccezione alla regola, e così la terribile ondata di caldo estivo che attanaglia da giorni la Ville Lumière ha convinto le autorità ad autorizzare il servizio meteorologico nazionale, Météo France, per utilizzare i droni allo scopo di individuare aree fresche a Parigi e dintorni, dove le persone possano trovare riparo dalle alte temperature.
E allora ecco che i droni hanno preso a svolazzare qua e là sopra i parchi, le piazze e le aree pubbliche di Parigi coi loro sensori, in cerca di zone che restano più fresche quando le temperature salgono e che quando il sole cala diventano più fresche più in fretta. I luoghi individuati, per lo più zone all’aperto e non asfaltate, sono stati aggiunti a una mappa online di pubblico accesso, così i cittadini possono trovare quello per loro più adatto per trascorrere almeno qualche ora al fresco. Ovviamente nella lista dei luoghi “freschi” sono presenti anche luoghi chiusi come chiese, musei e cinema e altri spazi indoor che offrono l’aria condizionata.
Secondo l’agenzia parigina responsabile del progetto, i droni hanno trovato oltre 800 luoghi all’aperto dove si può trovare refrigerio, tra cui 565 parchi e spazi verdi e 150 aree aperte anche durante le notti calde. Già nei primi voli, i droni hanno dimostrato che possono esserci considerevoli differenze di temperatura anche in piccoli spazi non asfaltati, rispetto alle aree circostanti. Un fenomeno certamente già noto agli esperti del clima, che hanno apprezzato molto l’opportunità di usare i droni per documentare la presenza di aria fresca nelle diverse aree fino a 50 metri di altezza.
“Il grande vantaggio dei droni è che ci consentono di prelevare piccoli campioni d’aria a diverse altitudini dal suolo e monitorare questi livelli di temperatura durante il giorno“, dice Cécile Demunck, responsabile degli studi al Centro Nazionale di Ricerca Meteorologica.




