Dopo aver affrontato l’uso innovativo dei droni come avanzati e al tempo stesso audaci strumenti di monitoraggio di una nuova pista in Antartide, torniamo a parlare di ENEA, visto che l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile ha nei giorni scorsi presentato, in occasione del convegno “Ponti, viadotti, e gallerie esistenti: ricerca, innovazione e applicazioni” svoltosi a Genova, una serie di prospettive sugli sviluppi innovativi nel settore della protezione delle infrastrutture durante eventi come terremoti o rischi simili.
Nello specifico, Chiara Ormando e Alessandro Lipari del Laboratorio di Analisi e Protezione delle Infrastrutture Critiche di ENEA, hanno discusso tre studi che offrono una panoramica sulla valutazione e gestione del rischio correlato a ponti e viadotti, seguendo le Linee Guida Italiane e illustrando soluzioni tecnologiche che includono modelli tridimensionali di strutture di ponti, piattaforme di sicurezza per infrastrutture critiche, reti di sensori, operazioni di rilievo fotogrammetriche e impiego di droni.
Tra gli argomenti discussi, come sottolinea il comunicato ufficiale sul sito di ENEA, spicca anche l’introduzione di un nuovo “indice di attenzione”, pensato per migliorare l’efficienza degli interventi di manutenzione, che mira a identificare le ‘classi di attenzione’ per i ponti e viadotti, come indicato nelle Linee Guida. Si tratta di uno strumento che rappresenta un supporto essenziale per stabilire le priorità intervenendo sugli edifici in questione, con risultati che potrebbero essere preziosi anche per l’ottimizzazione delle vigenti normative.
In ambito di ricerca, tanto a livello nazionale quanto internazionale, il Laboratorio ha progettato la piattaforma GIS-based CIPCast per monitorare e analizzare i rischi delle infrastrutture critiche. Attraverso la combinazione di dati registrati da sensori in loco e immagini satellitari, la piattaforma è in grado di generare una rappresentazione dei possibili danni, basandosi sulla localizzazione degli elementi infrastrutturali, della loro vulnerabilità specifica e in funzione del tipo di evento estremo previsto.
“Dati satellitari possono essere utilizzati per analizzare e monitorare fenomeni di subsidenza o, più in generale, i movimenti lenti del terreno in prossimità di infrastrutture come ponti, viadotti ma anche edifici”, afferma Maurizio Pollino, responsabile del Laboratorio ENEA, il cui intervento sottolinea l’importanza dei droni nel monitoraggio delle infrastrutture. Questi dispositivi, infatti, permettono di eseguire rilievi fotogrammetrici degli elementi infrastrutturali, ottenendo ortofoto ad altissima risoluzione, modelli 3D e dati metrici della struttura.
Sul fronte formativo, ENEA ha organizzato delle sessioni formative avanzate sull’uso di droni per il rilievo fotogrammetrico, corsi finalizzati ad approfondire le metodologie per valutare i diversi rischi (statico, fondazionale, sismico e idrogeologico) e promuovere la verifica, il controllo e il monitoraggio delle infrastrutture.
In riferimento all’ultimo corso svolto in Umbria, è stato elaborato un modello digitale 3D del ponte Beroide, nei pressi di Spoleto.
L’attenzione di ENEA sulla sicurezza delle infrastrutture dà speranza per un futuro in cui la nostra vita quotidiana sia protetta da rischi imprevisti.




