Come sappiamo, la città di Varese si è candidata concretamente ad ospitare la creazione di uno dei pochi vertiporti italiani finora previsti, un hub urbano dove atterreranno e dal quale decolleranno taxi aerei e droni con capacità VTOL e che farà da collegamento tra l’aeroporto di Malpensa e la vicina Svizzera. Potete leggere di più su questo argomento in questo nostro articolo, dove annunciamo anche che l’argomento verrà trattato il 9 ottobre al Dronitaly, attesissimo evento di settore che è previsto a Bologna fino all’11 di ottobre.
Il sindaco di Varese, Davide Galimberti, ha spiegato che “Il vertiporto è un’infrastruttura a emissioni zero che consentirebbe di potenziare i collegamenti rapidi tra l’aeroporto di Malpensa, il Ticino e l’area metropolitana creando una stazione intermedia di droni-taxi adibiti al trasporto di persone e merci. Un tassello che completa ulteriormente le possibilità di connessione e la mobilità della città”.
La novità, rispetto al progetto del vertiporto per droni e taxi aerei a Varese, è che ora Giancarlo Zema Design Group ha realizzato per FS Sistemi Urbani (Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane), un video rendering che finalmente offre una prospettiva realistica e concreta di dove sorgerà e di come sarà questa struttura.
Il video rendering del vertiporto a Varese
Come mostra bene il video, il vertiporto verrebbe realizzato riqualificando delle superfici industriali in disuso, utilizzando un’area di parcheggio che si trova vicina alla stazione ferroviaria.
A questo proposito, il sindaco Galimberti ha chiarito che “Il progetto fa seguito al protocollo di intesa siglato da Comune di Varese, Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane e FS Sistemi Urbani. Si tratta di un’opera importante in ottica turistica, soprattutto pensando ai grandi eventi che la nostra città sempre più spesso accoglie”.
Chiaramente la sfida è di quelle difficili, perché sono molti i tasselli che devono ancora andare al loro posto per realizzare e soprattutto per vedere in servizio un’opera del genere. Ecco perché, sebbene una prima ipotesi sulle tempistiche abbai preso in considerazione come obiettivo le Olimpiadi invernali previste per il 2026, questo orizzonte temporale è probabilmente da ritenersi troppo ottimistico.
Davide Pedrioli, direttore generale dell’aeroporto di Agno, considera il vertiporto di Varese un progetto realizzabile, ma al tempo stesso spiega che secondo lui tutta la questione sulle tempistiche di questa rete di vertiporti tra la Lombardia e la Svizzera sono da valutare attentamente. Sulle pagine del Corriere del Ticino, infatti, afferma “Credo che l’effettivo interesse al momento è ancora limitato, in particolare per i costi che avrebbero questi voli e anche per aspetti legati al rumore. In Ticino, negli ultimi vent’anni, ci sono state diverse iniziative in questa direzione, ma non si è mai arrivati ad attività regolari perché ci sono ancora problemi. Il potenziale mercato sarebbe ridotto, perché i costi sono ancora importanti. Il problema fonico poi è significativo, anche perché in Svizzera le normative sono più rigide rispetto all’Italia e il tema del rumore non può essere trascurato”.
Lo stesso Pedrioli poi aggiunge che “Il drone deve impiegare molta energia per sostenere il veicolo e stare in aria. È una tecnologia non ancora abbastanza matura per pensare a un trasporto numericamente importante e abituale di passeggeri; manca ancora un salto tecnologico effettivo. Sono ancora studi più concettuali. Il primo passaggio è il trasporto delle merci e ci sono già attività concrete in questo campo, ma per pensare ai passeggeri ci vorrà tempo. Potremmo sicuramente recepire un progetto di questo tipo, siamo un aeroporto regionale attrezzato e abbiamo già gli elicotteri. A livello operativo potremmo recepire l’iniziativa e collaborare, ma certamente per noi non potrebbe essere l’utenza principale, e sono convinto che parleremmo ancora di un mercato ridotto numericamente ed esclusivamente per rotte e collegamenti brevi, con costi ancora sostenuti”.




