In Danimarca i Droni cercano Fonti Idriche Potabili nel sottosuolo contro il cambiamento climatico

I droni hanno dimostrato di essere strumenti straordinariamente versatili, capaci di andare ben oltre le applicazioni tradizionali come fotografia e monitoraggio. In Danimarca, ad esempio, un progetto innovativo sta sfruttando questa tecnologia per un obiettivo che tocca direttamente la salute e la sostenibilità ambientale: mappare le risorse di acqua sotterranea per garantire la disponibilità di fonti idriche potabili future.

L’iniziativa si chiama PROTECT, ed è finanziata dal Fondo per l’Innovazione della Danimarca. Alla guida del progetto c’è il GEUS, istituto di ricerca geologica danese, affiancato da un team di esperti tecnologici e ambientali, inclusi i ricercatori del Centro Droni della Syddansk Universitet (SDU).

Il progetto, come spiega il post pubblicato dal profilo Linkedin ufficiale della Facoltà di Ingegneria dell’università in questione, si inserisce all’interno dell’importante trasformazione che la Danimarca sta applicando a circa 400 mila ettari di terreni agricoli nazionali, che saranno convertiti in aree naturali e forestali. In questo processo di pianificazione territoriale, volto anche a combattere il cambiamento climatico, individuare con precisione le riserve di acqua sotterranea è fondamentale.

Come funziona

PROTECT utilizza droni di ultima generazione sviluppati dall’azienda SkyTEM, in grado di esplorare il sottosuolo grazie alla tecnologia TEM (Transient Electromagnetic Method). Questi droni, dotati di sensori avanzati e capaci di trasportare attrezzature pesanti, emettono onde elettromagnetiche che penetrano nel terreno e rilevano le caratteristiche delle riserve idriche sotto la superficie. Il vantaggio rispetto ai metodi tradizionali è evidente: costi ridotti, maggiore efficienza e un minore impatto ambientale.

Ma c’è di più. La SDU dal canto suo sta sviluppando sistemi di navigazione avanzati per permettere ai droni di effettuare voli oltre la linea di vista (BVLOS), rendendo i mezzi aerei ancora più versatili e migliorando le loro attuali capacità operative. L’ambizione, in futuro, è quella di rendere queste operazioni completamente autonome, eliminando la necessità di un pilota umano.

Il progetto pilota verrà testato nel comune di Samsø, un’isola danese da tempo all’avanguardia nella sostenibilità energetica e ambientale, che rappresenta il terreno perfetto per verificare l’efficacia dei droni SkyTEM e per perfezionare l’integrazione di sensori e tecnologie autonome.

L’importanza dei droni a livello ambientale e sociale

Secondo Ulrik Schultz Lundquist, direttore del Centro Droni dell’SDU, PROTECT rappresenta un esempio di come la tecnologia possa affrontare sfide globali come il cambiamento climatico e la gestione delle risorse naturali. L’acqua potabile è una risorsa sempre più preziosa, e progetti come questo dimostrano che la combinazione di innovazione e ricerca può avere un impatto concreto sulla società.

Questa iniziativa non solo contribuisce a garantire la disponibilità di acqua pulita, ma pone anche le basi per una gestione sostenibile e sempre più efficiente delle risorse idriche in Danimarca. Con il supporto dei droni, il Paese potrà affrontare il processo di conversione dei terreni agricoli senza compromettere una risorsa vitale come l’acqua.

Il progetto PROTECT è anche un’ulteriore dimostrazione del potenziale straordinario dei droni, che si affermando come strumenti di cambiamento, capaci di contribuire attivamente a costruire un futuro più sostenibile. Per questo, se il progetto che si sta sviluppando in Danimarca avrà successo, potrebbe diventare un modello per altre nazioni che affrontano questioni simili di gestione delle risorse idriche.

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