Due droni DJI Mavic 3 hanno registrato qualcosa che la scienza aspettava da decenni: la nascita di un capodoglio documentata in modo completo e dettagliato.
Il fatto è stato riportato solo pochi giorni fa da Project CETI (Cetacean Translation Initiative), un progetto di ricerca che utilizza tecnologie avanzate, tra cui droni e intelligenza artificiale, per studiare e comprendere il comportamento e la comunicazione dei capodogli, è avvenuto l’8 luglio 2023 al largo della costa occidentale di Dominica, dove un gruppo di ricercatori conducendo attività di monitoraggio.
Come possiamo vedere nel post pubblicato dall’account ufficiale su Instagram, le immagini mostrano un momento straordinario: il piccolo emerge e viene immediatamente sostenuto da un gruppo coordinato di 11 balene, che lo accompagnano in superficie per permettergli di respirare.
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Anche se siamo abituati a pensare che ormai su questo pianeta abbiamo visto tutto e in tutte le salse, vale la pena notare che un evento simile non veniva osservato scientificamente dal 1986, e non era mai stato osservato con questo livello di dettaglio.
Cosa hanno ripreso i droni
Come spiega questo articolo del New York Times, il team ha notato un comportamento insolito nel gruppo di capodogli, identificato come Unit A: tutti gli individui erano emersi insieme, disposti con le teste verso l’interno e movimenti rallentati. A quel punto sono stati lanciati due droni DJI Mavic 3, mantenuti a oltre 25 metri di quota secondo protocollo approvato.
Le riprese hanno immortalato la madre, chiamata Rounder, mentre si posizionava in modo preciso durante il parto, orientando il piccolo verso l’alto, proprio in direzione dei droni.
L’intero processo di nascita è durato 34 minuti. Subito dopo, nel giro di un minuto, le altre balene si sono posizionate sotto il neonato, sollevandolo con testa e dorso per aiutarlo a respirare. L’intero evento osservato è durato 5 ore e 22 minuti.
Il ricercatore Shane Gero, che studia questo gruppo da oltre vent’anni, ha dichiarato di non aver mai assistito a una nascita prima di quel momento. Ha sottolineato quanto sia stato sorprendente il posizionamento perfetto della madre rispetto alle telecamere aeree.
Dai video ai dati scientifici
Le immagini raccolte dai droni non erano immediatamente interpretabili, perciò il team le ha elaborate con un modello di machine learning, capace di analizzare orientamento, movimenti e contatti tra gli individui.
Il sistema ha tracciato automaticamente i movimenti di ogni balena durante l’intero evento, mentre l’identificazione dei singoli esemplari è stata completata manualmente.
L’analisi ha rivelato schemi precisi: durante il parto, il gruppo si orientava verso la madre; subito dopo, l’attenzione si spostava sul neonato. Alcuni individui, tra cui Aurora e Ariel, hanno avuto un ruolo centrale nel supporto fisico al piccolo, ma tutti i membri del gruppo hanno contribuito.
Un dato interessante riguarda la composizione del gruppo: circa metà delle balene non era imparentata con la madre. Questo suggerisce che il comportamento cooperativo non sia legato solo alla parentela, ma anche a dinamiche sociali più complesse.
Anche il suono racconta la nascita
Parallelamente alle riprese aeree, i ricercatori hanno registrato i suoni subacquei tramite un idrofono. I dati acustici mostrano variazioni significative nei pattern vocali in momenti chiave: l’inizio del travaglio, la nascita e un’interazione successiva con altre balene pilota.
Questi segnali sonori sono stati rilevati a centinaia di metri di distanza, aggiungendo un ulteriore livello di comprensione del comportamento sociale della specie.
Il ruolo decisivo dei droni nella ricerca
Questo studio conferma quanto i droni stiano rivoluzionando l’osservazione dei cetacei. L’angolazione dall’alto ha infatti permesso di cogliere dettagli impossibili da osservare con metodi tradizionali.
Non si tratta solo di tecnologia, ma anche di metodo, perché nonostante i brevi tempi di reazione il volo è stato condotto rispettando protocolli etici rigorosi e autorizzazioni ufficiali, dimostrando come l’uso regolamentato dei droni possa produrre dati scientifici di altissimo livello.
La nascita non è un evento raro in sé, ma ciò che era raro, finora, era poterla osservare con continuità, precisione e senza interferire con gli animali. Tutto questo è stato reso finalmente possibile grazie ai droni.
Una nuova finestra sul comportamento animale
Questo caso mostra chiaramente come l’osservazione aerea prolungata possa trasformare eventi teoricamente noti in dati concreti e analizzabili.
Quando tecnologia, esperienza sul campo e rigore scientifico si incontrano, anche i momenti più sfuggenti della natura diventano finalmente osservabili.




