Droni e sensori sorvegliano la Pineta di Lignano: al via il monitoraggio scientifico degli 11 ettari

Un drone che sorvola la chioma dei pini per raccogliere dati preziosi sulla salute del bosco e sulla sua capacità di assorbire carbonio. È iniziato così, giovedì 7 maggio, un nuovo progetto di monitoraggio ambientale che trasforma la pineta di Lignano Pineta in un vero e proprio laboratorio scientifico all’aperto.

Come riporta Udine Today in questo articolo, l’obiettivo è studiare in modo approfondito uno degli spazi verdi più rappresentativi della località balneare e raccogliere informazioni utili per proteggerlo e gestirlo in modo sostenibile nel tempo.

La prima mappatura con il drone

L’iniziativa è promossa dalla società Lignano Pineta insieme al Dipartimento di Scienze agroalimentari, ambientali e animali dell’Università di Udine.

La prima fase del progetto ha previsto il sorvolo degli undici ettari di pineta demaniale con un drone dell’ateneo friulano. Il velivolo è stato utilizzato per realizzare una mappatura dettagliata dell’area situata a nord del Lungomare Kechler.

I dati raccolti permetteranno di censire gli alberi presenti, valutarne lo stato di salute e ottenere un quadro aggiornato delle condizioni ambientali dell’intera area.

Sensori per misurare il carbonio catturato dai pini

Nei prossimi giorni il monitoraggio sarà arricchito dall’installazione di sensori ambientali specifici. Questi strumenti serviranno a misurare lo stock di carbonio catturato dai pini neri e a monitorarne la crescita.

Si tratta di informazioni particolarmente importanti perché consentono di quantificare il contributo della pineta all’assorbimento dell’anidride carbonica e quindi al miglioramento della qualità ambientale.

Secondo Giorgio Ardito, presidente della società Lignano Pineta, “con questo monitoraggio vogliamo costruire una conoscenza scientifica approfondita della pineta. Si tratta di un passaggio fondamentale per programmare interventi mirati di tutela e valorizzazione”.

Verso la certificazione di verde urbano

Il progetto si inserisce anche nel percorso per ottenere una certificazione di verde urbano basata su standard come quelli del Pefc Italia.

Questi criteri valutano diversi aspetti, tra cui la biodiversità, la salute degli ecosistemi, la gestione del rischio e il ciclo del carbonio.

L’area coinvolta non comprende soltanto la pineta, ma anche le numerose attività presenti al suo interno: bar, ristoranti, campi da tennis, minigolf, centro estivo, aree gioco, spazi per cani e il PalaPineta.

Studenti universitari e nuove opportunità per il turismo del benessere

Il progetto avrà anche una forte componente didattica. Gli studenti dell’Università di Udine parteciperanno infatti all’analisi e all’interpretazione dei dati raccolti.

I risultati del monitoraggio saranno presentati durante un convegno in programma a fine luglio.

Tra i temi che verranno affrontati figurano anche la prevenzione degli incendi boschivi e lo sviluppo di percorsi di forest bathing e forest therapy, attività sempre più apprezzate da chi cerca esperienze di benessere a contatto con la natura.

Quando i droni diventano strumenti per proteggere l’ambiente

Questo progetto mostra in modo concreto come i droni possano essere utilizzati non solo per fotografie e riprese aeree, ma anche come strumenti scientifici di grande utilità.

Grazie alla loro capacità di raccogliere rapidamente dati precisi su vaste aree, i droni stanno assumendo un ruolo sempre più importante nel monitoraggio ambientale e nella gestione sostenibile del territorio.

Nel caso della pineta di Lignano, il volo del drone rappresenta il primo passo verso una conoscenza più approfondita di questo patrimonio naturale e verso una pianificazione più consapevole della sua tutela futura.

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