I droni si confermano strumenti sempre più utili non solo per rilievi e ispezioni, ma anche per attività investigative complesse. A Trapani, l’impiego di droni da parte della Polizia Locale ha contribuito a far emergere un articolato sistema di gestione illecita di rifiuti ferrosi, portando a un’operazione coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura di Palermo.
L’operazione, condotta nei comuni di Trapani e Marsala con il supporto della Polizia di Stato, ha portato a 20 persone indagate e al sequestro di 6 automezzi, oltre a numerose attrezzature utilizzate nell’attività illecita.
Le indagini partite nel 2025 con il supporto dei droni
Secondo quanto comunicato ufficialmente dal Comune di Trapani, le indagini sono state avviate nel corso del 2025 dal Corpo di Polizia Locale.
Gli investigatori hanno documentato l’attività attraverso tecniche di osservazione prolungata, fotografie, riprese video e sistemi di sorveglianza aerea tramite i droni.
Grazie a queste attività è stato possibile ricostruire un sistema organizzato di raccolta e smistamento di rifiuti ferrosi, sviluppato in un’area pubblica del Comune di Trapani e collegato a un impianto situato nel Comune di Marsala.
Due droni in volo durante l’operazione
Nel corso dell’operazione conclusiva sono stati impiegati anche un elicottero della Polizia di Stato e due droni, utilizzati per garantire la sorveglianza e la documentazione in tempo reale delle aree interessate.
Si tratta di un esempio concreto di come i droni possano offrire un supporto prezioso alle forze dell’ordine, consentendo di monitorare vaste aree, raccogliere prove visive e coordinare le attività sul campo con maggiore efficacia.
Come funzionava il sistema illecito
Secondo il comunicato, due soggetti trapanesi avrebbero organizzato un’attività continuativa di raccolta e smistamento di rifiuti ferrosi senza le necessarie autorizzazioni.
L’attività veniva svolta con l’utilizzo di gru, bilance e diversi veicoli con cassone, nei quali veniva accumulato il materiale raccolto da altri conferitori.
I rifiuti venivano successivamente trasportati presso un centro di raccolta di Marsala gestito da una società operante nel commercio di rottami di ferro e metalli.
Gli inquirenti ritengono che i due indagati avessero creato una vera e propria attività imprenditoriale illecita, promossa anche sui social network attraverso la pubblicazione di un prezzario relativo ai materiali trattati. Altri 18 soggetti trapanesi risultano indagati per gestione non autorizzata di rifiuti.
Il supporto di ARPA, Vigili del Fuoco e specialisti
Oltre alla Squadra Mobile e alla Polizia Locale di Trapani, l’operazione ha coinvolto personale del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, tecnici di ARPA Sicilia e specialisti in informatica forense.
Durante le perquisizioni sono stati sequestrati sei automezzi utilizzati per il trasporto del materiale ferroso, insieme ad attrezzature e beni strumentali ritenuti collegati all’attività contestata.
Le parole del sindaco Giacomo Tranchida
Nel commentare l’operazione, il sindaco Giacomo Tranchida ha sottolineato come il percorso di sviluppo della città debba andare di pari passo con il rafforzamento della legalità e della sicurezza nei quartieri.
“Trapani in cammino significa anche avere il doveroso coraggio di non girarsi dall’altra parte, di non far finta di non vedere, e di collaborare per la propria parte con il sistema interistituzionale per riportare sicurezza e legalità anche nei quartieri, contribuendo a debellare attività illecite e criminali, dannose per l’ambiente e la comunità oppressa”.
Droni sempre più utili nella tutela del territorio
Questa operazione conferma una volta di più il valore dei droni nelle attività di controllo ambientale e di supporto investigativo.
Grazie alla capacità di osservare dall’alto e documentare con precisione ciò che accade sul territorio, gli aeromobili a pilotaggio remoto stanno diventando strumenti sempre più importanti per contrastare reati ambientali e tutelare il territorio.
A Trapani, due droni hanno contribuito a far emergere un sistema illecito che operava da tempo, dimostrando ancora una volta come questa tecnologia possa avere un impatto reale e positivo sulla vita delle comunità.




