Anche i droni della Protezione Civile delle Marche hanno collaborato al successo della grande esercitazione

Il sistema di Protezione Civile delle Marche mette alla prova la sua complessa macchina dei soccorsi. Tra le eccellenze in campo, i droni del NOA di Recanati per il monitoraggio della Diga di Castreccioni e la trasmissione dati in tempo reale al COC con soli 2 secondi di differita.

RECANATI (MC) – Una macchina organizzativa imponente, una complessa rete di comunicazioni radio da gestire e il rispetto rigoroso di procedure d’emergenza millimetriche: la maxi esercitazione coordinata dal Dipartimento di Protezione Civile della Regione Marche ha testato con successo la risposta operativa del territorio davanti a uno scenario critico, la simulazione del collasso della diga di Castreccioni (l’invaso artificiale più grande del Centro Italia).

L’evento ha visto il coinvolgimento coordinato di un numero straordinario di uomini e mezzi del sistema di Protezione Civile, impegnati in una sinergia collettiva dove il vero protagonista è stato il lavoro di squadra. In questo contesto di altissima complessità, un ruolo cruciale è stato affidato al NOA (Nucleo Operativo Aereo) di Recanati, organizzazione specializzata nell’utilizzo di sistemi UAS (droni) e parte integrante della struttura di Protezione Civile regionale.

Una regia complessa: comunicazioni, procedure e dispiegamento di forze

Gestire un’emergenza di questa portata richiede un coordinamento perfetto. Con centinaia di operatori sul campo, la gestione delle comunicazioni radio ha rappresentato una delle sfide più intricate, fondamentale per garantire l’allineamento tra i vari nodi del comando e i soccorritori. Il successo del test ha dimostrato la solidità delle procedure regionali e la capacità di far cooperare simultaneamente una flotta massiccia di mezzi terrestri, nautici e aerei, muovendoli come un unico organismo idoneo a proteggere la popolazione.

Rilievi millimetrici in zone ad alto rischio: l’analisi della Diga

Proprio a supporto di questa imponente macchina, la tecnologia del NOA ha offerto un contributo strategico. Nella prima fase, il Nucleo ha effettuato un rilievo campione della struttura della diga utilizzando un drone DJI Matrice 30T in modalità RTK (Real-Time Kinematic), tecnologia che garantisce una precisione millimetrica del posizionamento. Il rilievo è stato ripetuto nel tempo per consentire ai tecnici del Dipartimento di confrontare i dati e intercettare tempestivamente eventuali deformazioni della struttura.

immagine di controller usato protezione civile

Per fornire agli ingegneri un quadro ultra-dettagliato su cui effettuare misurazioni complesse, il team del NOA ha realizzato un’ortofoto ad altissima risoluzione, una scansione zenitale a 90° e una obliqua a 45° per la ricostruzione del modello 3D dell’invaso.

“In uno scenario reale di imminente crollo, – spiegano i responsabili del NOA – inviare personale a terra per effettuare rilievi sarebbe estremamente rischioso. Come componente specializzata della Protezione Civile Regionale, mettiamo la nostra tecnologia a servizio della sicurezza collettiva: i droni permettono di operare in zone ad altissimo pericolo, azzerando i rischi per gli operatori e restituendo dati precisi al centimetro.”

Dall’allarme IT-ALERT alla foce del Musone: la diretta streaming con il COC

Sabato, alle ore 11:20, lo scattare dell’allarme nazionale IT-ALERT ha dato il via alla fase operativa più dinamica. Mentre la catena di comando attivava il dispiegamento delle numerose squadre a terra, una cellula del NOA si è spostata rapidamente verso la foce del fiume Musone con droni di categoria C0 e C1.

Il Nucleo ha monitorato dall’alto l’evolversi della situazione, riuscendo a trasmettere le immagini video in diretta al COC (Centro Operativo Comunale) di Porto Recanati con un ritardo di appena 2 secondi. Questo flusso informativo istantaneo ha permesso alla cabina di regia di coordinare al meglio i tantissimi uomini impegnati nei diversi e simultanei scenari di soccorso:

  1. L’evacuazione tempestiva delle persone da un campeggio locale.

  2. L’attivazione e l’utilizzo delle idrovore per lo smaltimento delle acque.

  3. Le complesse operazioni di soccorso in mare di una persona in difficoltà.

L’efficacia dell’esercitazione ha confermato che solo l’unione tra un addestramento rigoroso, un coordinamento impeccabile delle risorse umane e l’integrazione di tecnologie UAS avanzate può garantire al Dipartimento di Protezione Civile della Regione Marche una risposta pronta, sicura ed efficiente di fronte alle grandi emergenze.

Categorie News