Anni fa i più futuristici e visionari progetti sui droni parlavano di uno smartphone in grado di “aprire le ali” e cominciare a volare in modalità drone, senza per questo divenatre troppo ingombrante per le nostre tasche né troppo pesante per averlo sempre con noi. Questo concetto era il paradigma del selfie-drone, ma poi lo smartphone è rimasto a terra, mentre i droni sono diventati delle camere volanti, degli assistenti video sempre più bravi a seguirci a breve distanza mentre facevamo le più disparate attività quotidiane, con qualche velleità persino in quelle sportive.
Ora HOVERAir, che è da tempo specializzato proprio in queste soluzioni ad alto valore tecnologico, ha mostrato le prime anticipazioni di VERSA, un nuovo dispositivo che nasce come piccola camera stabilizzata handheld (in sostanza come una DJI Osmo Pocket), alla quale si può abbinare un accessorio che gli conferisca il potere di volare. Come i robot dei cartoni anni ’80, quindi, la “navicella camera” può agganciarsi alla “navicella eliche” e trasformarsi in un drone completo, dall’aspetto molto simile agli ultimi modelli della serie, ad esempio HoverAir Max Pro.
Al momento, la comunicazione sul sito ufficiale si concentra soprattutto su due funzioni: AI Framing, dedicata all’assistenza nella composizione dell’inquadratura, e 3D Worlds, una modalità che permette di ottenere fotografie tridimensionali grazie a un movimento di volo a 360 gradi. Per il resto, specifiche tecniche, prezzo, disponibilità e caratteristiche hardware non sono ancora state comunicate.
AI Framing: un assistente alla composizione dell’immagine
Secondo HOVERAir, AI Framing è stato progettato per aiutare gli utenti a ottenere un’inquadratura equilibrata senza dover intervenire continuamente sulla posizione della camera.
La pagina ufficiale descrive questa funzione come un assistente virtuale alla composizione. Il sistema analizza l’ambiente circostante, suggerisce il posizionamento della camera e applica un ritaglio intelligente per mantenere una composizione visivamente bilanciata.
Il produttore sottolinea inoltre che l’utente mantiene il controllo dell’inquadratura finale. L’obiettivo dichiarato è ridurre la necessità di regolare manualmente posizione e composizione, lasciando comunque la decisione finale a chi utilizza il dispositivo.
3D Worlds per creare fotografie tridimensionali
L’altra funzione presentata da HOVERAir è 3D Worlds, pensata per trasformare una scena in una rappresentazione tridimensionale.
Secondo il produttore, VERSA esegue una traiettoria di volo a 360 gradi attorno alla scena da acquisire. I dati raccolti vengono poi utilizzati per ricostruire una fotografia in tre dimensioni che può essere osservata da diverse angolazioni.
HOVERAir afferma inoltre che il risultato sarà visualizzabile su differenti dispositivi e potrà essere condiviso con altre persone. Al momento non sono però disponibili dettagli sulla tecnologia utilizzata per la ricostruzione, sulla qualità finale delle immagini o sui formati di esportazione supportati.
Molti dettagli restano ancora da scoprire
La presentazione ufficiale di VERSA offre quindi una prima indicazione sulla direzione intrapresa da HOVERAir, che – come va sempre più di moda adesso – sembra puntare soprattutto sull’automazione creativa piuttosto che sulla gestione manuale della composizione. Le due funzioni annunciate mirano infatti a semplificare attività come trovare una buona inquadratura, posizionare correttamente la camera e realizzare contenuti immersivi esplorabili e condivisibili.
Restano invece ancora sconosciuti numerosi aspetti del prodotto, tra cui fotocamera, sensore, risoluzione di foto e video, autonomia, peso, prestazioni di volo, resistenza al vento, sistemi di rilevamento ostacoli, modalità di controllo, memoria interna, compatibilità software, prezzo, data di lancio o disponibilità nei diversi mercati.
Negli anni il brand HoverAir ci ha abituato a modelli “rivoluzionari”, come ad esempio il nuovo Hoverair Aqua, ma bisogna anche dire che in alcuni casi i più originali non sono riusciti a convincere del tutto il pubblico sulla loro affidabilità e solidità.
In assenza di molte informazioni, peraltro, è normale al momento mantenere un sano scetticismo sull’effettiva tenuta di un drone che, come altri modelli prima di lui, cerca di farsi strada più nell’immaginario collettivo dei piloti che attraverso certezze concrete. Sicuramente ne sapremo di più e potremo capire meglio “di che pasta” è fatto VERSA quando seguiranno ulteriori comunicazioni ufficiali.



