Mentre tutti aspettiamo ancora di sapere quando uscirà il piccolo e versatile Neo 3, ecco che DJI batte invece un colpo in ambito Enterprise.
E che colpo!
DJI Dock 4, la nuova stazione automatizzatadove il drone può rientrare e ripartire in autonomia, riuscendo persino a cambiare automaticamente la batteria in appena 25 secondi, pronto per una nuova missione. Non solo, perché assieme alla nuova base station arriva anche il Matrice 5TD, un drone professionale dotato di termocamera, LiDAR, radar mmWave e intelligenza artificiale.
Con questa nuova soluzione, DJI punta a risolvere uno dei principali limiti delle operazioni aeree automatizzate, ossia quello del tempo necessario per ricaricare le batterie tra un volo e quello successivo. Un problema particolarmente importante quando il drone viene utilizzato per monitorare infrastrutture, intervenire in situazioni di emergenza o supportare le attività di sicurezza, dove poter tornare rapidamente in volo può fare una differenza significativa.
Ma il cambio automatico della batteria è soltanto una parte delle novità. Il nuovo sistema comprende infatti un drone multisensore capace di operare di giorno e di notte, riconoscere ostacoli anche molto sottili e identificare autonomamente diverse categorie di oggetti attraverso algoritmi di intelligenza artificiale. Il tutto con una trasmissione video progettata per ridurre ulteriormente il ritardo tra ciò che il drone osserva e ciò che l’operatore vede sul proprio schermo.
DJI Dock 4: addio alle lunghe attese per la ricarica
Il cuore del nuovo DJI Dock 4 è il sistema automatizzato di sostituzione della batteria, una tecnologia che compare per la prima volta in una soluzione drone-in-a-box del produttore cinese.
Per comprendere l’importanza di questa novità basta considerare il funzionamento delle precedenti soluzioni basate sulla ricarica. Dopo essere rientrato alla stazione, il drone doveva attendere che la batteria recuperasse energia sufficiente prima di poter affrontare una nuova missione, un processo che secondo il confronto fornito da DJI richiedeva circa 30 minuti.
Con Dock 4 il principio cambia completamente. Anziché aspettare la ricarica, la stazione provvede a sostituire automaticamente la batteria, completando l’intera operazione in soli 25 secondi. In questo modo il drone può tornare disponibile quasi immediatamente, riducendo drasticamente l’intervallo tra due missioni consecutive.
Il vantaggio diventa evidente soprattutto nelle applicazioni che richiedono una presenza aerea frequente. Pensiamo, ad esempio, al monitoraggio di un’infrastruttura remota oppure a un intervento di emergenza durante il quale le squadre a terra hanno bisogno di ricevere immagini aggiornate della situazione. Ridurre i tempi di attesa significa poter riprendere più rapidamente l’osservazione dall’alto.
A contribuire alle prestazioni complessive del sistema è anche il nuovo Matrice 5TD, che può decollare immediatamente dopo aver ricevuto un comando remoto e raggiungere una velocità massima di 21 m/s, corrispondenti a circa 75,6 km/h. L’autonomia dichiarata arriva inoltre fino a 59 minuti per singolo volo, permettendo di coprire aree estese prima di dover rientrare alla base.
DJI ha lavorato anche sulla rapidità con cui le immagini arrivano all’operatore. Grazie a una nuova architettura dedicata alla trasmissione video, la latenza tra drone e cloud può scendere fino a 160 millisecondi, un valore che il produttore indica come inferiore di circa il 32% rispetto alla generazione precedente.
Questo significa poter seguire le operazioni attraverso uno streaming live più fluido e con un ritardo contenuto, un aspetto particolarmente utile quando le immagini devono supportare decisioni rapide sul campo.
Matrice 5TD: un unico drone per osservare, misurare e rilevare il calore
Se Dock 4 rappresenta la novità principale dal punto di vista dell’automazione, il Matrice 5TD costituisce l’altra componente fondamentale del sistema. DJI lo ha progettato per affrontare missioni differenti senza dover sostituire il velivolo, integrando in un’unica piattaforma diversi strumenti di osservazione e misurazione.
La dotazione comprende infatti un teleobiettivo, una termocamera a infrarossi, un sistema di visione notturna e un telemetro laser. Sensori che possono essere utilizzati in modo complementare, permettendo agli operatori di passare dall’osservazione di un dettaglio lontano all’analisi della temperatura di una struttura, fino alla misurazione della distanza di un punto di interesse.
Il teleobiettivo offre uno zoom 11× e una lunghezza focale equivalente di 252 mm. Secondo DJI, è in grado di acquisire dettagli da una distanza di 400 metri e di individuare difetti puntiformi sui cavi dell’alta tensione a 100 metri. Una capacità pensata soprattutto per le ispezioni di infrastrutture elettriche, dove osservare elementi di piccole dimensioni senza avvicinarsi eccessivamente può risultare particolarmente utile.
Accanto alla fotocamera tradizionale troviamo una termocamera che, nella modalità UHR, raggiunge una risoluzione di 2560 × 2048 pixel. Il sistema supporta inoltre registrazioni 2K e uno zoom 32× durante le operazioni notturne, consentendo di individuare fenomeni come il surriscaldamento di componenti e isolatori danneggiati.
Una funzione interessante è la possibilità di combinare le immagini termiche con quelle acquisite nello spettro visibile. Attraverso le modalità di fusione edge e overlay, il drone può mostrare in un unico fotogramma sia i contorni delle strutture sia la distribuzione del calore. In questo modo diventa più semplice associare un’anomalia termica all’elemento fisico che la genera.
Le capacità di osservazione non si fermano con il calare della luce. Matrice 5TD dispone infatti di una modalità di visione notturna a colori in 4K ad alto frame rate, utilizzabile anche senza faretto. Quando necessario, una luce ausiliaria NIR permette invece di ottenere immagini notturne in bianco e nero.
Completa il sistema un telemetro laser con portata dichiarata fino a 3 km, che consente di visualizzare distanze e coordinate PinPoint direttamente sul flusso video. DJI indica questa funzionalità come particolarmente utile nelle ispezioni delle linee elettriche, nelle operazioni di soccorso e nella valutazione degli incendi boschivi.
Per le attività di rilievo aereo viene inoltre dichiarata un’accuratezza fino a 10 centimetri a 12 MP, ampliando ulteriormente le possibilità di impiego del drone.
LiDAR, radar e telecamere: il drone riconosce anche i cavi elettrici
La capacità di acquisire immagini dettagliate è importante, ma per un drone destinato a operare in modo automatizzato lo è altrettanto riuscire a muoversi in sicurezza, soprattutto quando deve volare vicino a edifici, impianti industriali o infrastrutture elettriche.
È proprio su questo aspetto che DJI ha concentrato una parte significativa dello sviluppo del Matrice 5TD, integrando tre differenti tecnologie di rilevamento degli ostacoli: un radar mmWave tridirezionale, un LiDAR rotante e un sistema di visione a sei direzioni.
Questi sensori lavorano insieme per individuare gli elementi presenti nell’ambiente circostante, compresi ostacoli sottili come i cavi elettrici. Secondo DJI, il sistema è progettato per mantenere questa capacità anche di notte, una condizione particolarmente impegnativa per i sistemi che si affidano esclusivamente alle immagini delle telecamere.
Il rilevamento visivo è affidato anche a sei sensori fisheye ad alta risoluzione, ottimizzati per le condizioni di scarsa illuminazione. La possibilità di acquisire informazioni a colori in sei direzioni contribuisce a riconoscere gli ostacoli anche negli ambienti urbani illuminati artificialmente.
Un altro elemento da considerare è la qualità del collegamento radio, perché nelle operazioni svolte tra edifici elevati o all’interno di impianti complessi, gli ostacoli fisici possono infatti rendere più difficile mantenere comunicazioni stabili. Per affrontare queste situazioni, Matrice 5TD può essere abbinato a DJI O4 Ground Station, che permette di estendere il segnale e migliorare le possibilità di impiego negli ambienti caratterizzati dalla presenza di ostacoli, come le pareti delle sottostazioni elettriche.
Dock 4 lavora anche con temperature estreme
Un sistema automatizzato destinato a rimanere operativo sul territorio deve poter affrontare condizioni ambientali molto diverse. Per questo DJI ha progettato Dock 4 per funzionare in un intervallo di temperature particolarmente ampio, compreso tra -40 °C e 50 °C.
La stazione gestisce autonomamente la temperatura delle batterie: quando il clima è molto freddo provvede a preriscaldarle, mentre nelle condizioni di caldo intenso utilizza un sistema di condizionamento.
Anche il drone dispone di funzionalità specifiche per affrontare condizioni meteorologiche difficili. Matrice 5TD può decollare, atterrare e operare con venti fino a 12 m/s e integra una funzione di discesa e rientro quando il vento supera i limiti previsti. Se durante il ritorno alla base il vento aumenta improvvisamente, ad esempio, il drone può abbassare la quota e proseguire il rientro. DJI indica che questa funzione può intervenire anche durante operazioni svolte sopra aree montuose e foreste.
La versatilità del Matrice 5TD riguarda anche gli accessori. È possibile installare combinazioni di payload come altoparlanti, fari e paracadute, rispettando un peso complessivo massimo di 450 grammi. È inoltre presente una luce di avviso integrata e personalizzabile, che può essere attivata durante i pattugliamenti senza richiedere ulteriori installazioni.
L’intelligenza artificiale riconosce 17 categorie di oggetti
Oltre alle capacità di volo e osservazione, DJI introduce sul Matrice 5TD nuove funzionalità basate sull’intelligenza artificiale, con l’obiettivo di aiutare gli operatori a individuare più rapidamente gli elementi di interesse all’interno delle immagini.
Il drone integra infatti un sistema di elaborazione IA a bordo capace di riconoscere in tempo reale 17 tipologie di oggetti, tra cui automobili, imbarcazioni e animali. Questa capacità viene affiancata dalle funzioni disponibili attraverso DJI FlightHub 2. In particolare, Virtual Cockpit permette agli operatori di effettuare ricerche di oggetti specifici utilizzando descrizioni testuali oppure immagini, rendendo più immediata l’individuazione di ciò che si sta cercando.
Il sistema può inoltre analizzare i flussi video in diretta e generare notifiche quando vengono rilevate anomalie. Gli avvisi possono arrivare tramite SMS, e-mail oppure direttamente attraverso la piattaforma. Il riconoscimento di un determinato elemento può anche attivare automaticamente alcune azioni, come l’acquisizione di un’istantanea, l’avvio di una registrazione, il tracciamento oppure il mantenimento del drone in hovering.
Si tratta di un’evoluzione interessante soprattutto per le operazioni in cui l’osservazione aerea deve essere accompagnata da un’attività di ricerca e identificazione. Anziché limitarsi a mostrare immagini, il sistema può contribuire a segnalare agli operatori la presenza di oggetti o situazioni che richiedono attenzione.
Sicurezza dei dati e sistema di terminazione del volo
Accanto alle innovazioni hardware e software, DJI dedica spazio anche alla sicurezza dei dati e alle caratteristiche legate alla conformità normativa.
L’azienda afferma di sottoporre regolarmente i propri prodotti a verifiche indipendenti e certificazioni di sicurezza dal 2017, citando tra i soggetti coinvolti OnDefend, Booz Allen Hamilton, FTI Consulting e Kivu Consulting. DJI sottolinea inoltre che i clienti mantengono il controllo dei propri dati.
Per quanto riguarda la sicurezza del volo, Matrice 5TD prevede un modulo FTS, acronimo di Flight Termination System, ovvero sistema di terminazione del volo. Si tratta di un dispositivo che permette di arrestare le eliche del drone e interrompere il volo quando necessario. L’attivazione può avvenire manualmente da parte dell’operatore oppure automaticamente quando il drone supera i confini definiti attraverso il Geocaging.
DJI presenta questo sistema come un requisito tecnico fondamentale per la conformità C6, con l’obiettivo di aggiungere un ulteriore livello di sicurezza nelle operazioni condotte in spazi aerei soggetti a regolamentazioni rigorose.
DJI Care Enterprise Plus arriva anche su Dock 4
Le novità comprendono infine i servizi di assistenza, un aspetto che assume particolare importanza quando i droni vengono utilizzati quotidianamente in ambito professionale.
Per la prima volta DJI estende il programma Care Enterprise Plus anche a Dock 4, prevedendo la sostituzione gratuita dei materiali di riparazione idonei entro i limiti della copertura prevista.
Per Matrice 5TD il programma offre invece un servizio di riparazione flessibile basato sulla copertura disponibile, una sostituzione della batteria ogni anno e il nuovo servizio Flyaway.
A queste possibilità si aggiunge il servizio ufficiale di garanzia estesa DJI, che prolunga di un anno il periodo di garanzia e comprende un supporto tecnico dedicato.
Per maggiori info, potete consultare la pagina ufficiale all’indirizzo: https://enterprise.dji.com/dock-4



