(Foto di Flyeventi.com)
Congressista USA indagato per aver commissionato riprese aeree del suo matrimonio tramite un drone nonostante l’espicito divieto della FAA
New York, un mese fa Sean Patrick Maloney un congressista repubblicano si è sposato e nel pacchetto del fotografo era compreso un video con alcuni scatti aerei eseguiti tramite un piccolo drone munito di telecamera. Non è certo una idea originale la sua e sicuramente non sarà l’ultima che leggeremo a tal proposito, ma la questione è più grave di quello che sembra. Innanzi tutto la Federal Aviation Administration ha espressamente vietato l’uso dei droni commerciali per questo tipo di attività e il portavoce del politico non lascia dubbi interpretativi in tal senso ammettendo l’accaduto.
Pare inoltre che Maloney sia un membro della Camera Trasporti che guarda caso sovrintende la FAA, il che rende il fatto molto sconveniente ponendo in una situazione grottesca e sgradevole la indagini della FAA che dovrebbe punire uno dei suoi “capi” per aver infranto una regola molto chiara e semplice: divieto di utilizzare droni commerciali per produrre foto e video in attesa della emissione del regolamento prevista per il 2015.
Al momento la situazione USA relativa al uso dei velivoli a pilotaggio remoto in ambito civile è abbastanza caotica; si cerca di regolamentare un settore in forte espansione a suon di divieti e permessi speciali. In diversi siti infatti, alcune compagnie private sono state autorizzate ad operare, al contempo viene eseguita un certe repressione in altri contesti, come ad esempio l’arresto dei due modellisti colpevoli probabilmente di aver alzato il loro DJI Phantom un po’ troppo in alto rischiando di collidere con un elicottero della Polizia di New York. Fonti alternative affermano dopo aver intercettato le comunicazioni tra la torre di controllo e l’aeromobile del NYPD che in effetti sia stato il velivolo della polizia a seguire il piccolo drone e non viceversa.
Fonte CBS NewYork




