Droni, il futuro inizia 15 dicembre. Sei pronto alla sfida?

Il nuovo regolamento ENAC 3 è il più sconvolgente di sempre. Porta un cambiamento epocale di visione: i droni non sono né giocattoli né aeromodelli né telecamere volanti.  Sono aeromobili. E da questo derivano nuovi diritti e nuovi doveri. Una realtà che coinvolge tutto il mondo, non solo l’Italia o l’Europa. Sei pronto ad accettare la sfida? E’ un All-In: o vedi, o passi. E lasci il tavolo.

Ci siamo. Il futuro è arrivato. E noi, che voliamo per hobby o per lavoro, siamo i pionieri che hanno contribuito alla nascita di una tecnologia destinata a cambiare per sempre il mondo in cui viviamo.

immagine di 6c54023f b827 43f8 a590 b864dd4550b4 Drone MOOC 1 shutterstock 1257147097 e2983385 490x330Già oggi i droni hanno cambiato per sempre il linguaggio della fotografia e del cinema, i droni agricoli impegnati quotidianamente in missioni di agricoltura di precisione ci danno cibo più sano e abbondante, prodotto con meno acqua, meno fertilizzante e meno fitofarmaci. I droni quotidianamente salvano vite umane, nelle catastrofi e nei drammi privati, tengono sotto controllo i disastrati ponti e viadotti del nostro Paese, soprattutto dopo il disastro di Genova. Risparmiano ai lavoratori dell’industria e dell’edilizia i rischi di doversi arrampicare su pali, tetti e tralicci. Controllano dal cielo il territorio per individuare reati ambientali e proteggere le comunità. E domani ci porteranno a casa i nostri acquisti online. E magari trasporteranno anche noi, come taxi volanti ecologici e veloci.

In altre parole, i droni ci proteggono e fanno vivere meglio, anche se magari non ce ne accorgiamo.

E questo è solo l’inizio, la ricerca corre veloce e non passa giorno senza che ci venga portato all’attenzione nuovi campi di impiego, nuove tecnologie, nuovi sviluppi impensabili solo pochi anni fa.

Siamo pionieri. Ma la corsa all’oro non è per tutti

I droni, silenziosamente e tra mille difficoltà, stanno forgiando un futuro inaspettato e gravido di promesse. E noi tutti, operatori professionisti e hobbisti, siamo i pionieri che forgiano questo futuro. Siamo i protagonisti del domani che si sta svelando sotto i nostri occhi giorno per giorno. Proprio come i pionieri del West che con sudore e sangue spingevano la frontiera ogni giorno qualche chilometro più a Ovest.

All in. Accetti la sfida?

immagine di cdIl privilegio di essere tra i primi comporta responsabilità. La strada è tracciata, e riguarda tutto il mondo, non solo Europa, Italia o Stati Uniti.  Ovunque nel mondo industrializzato i droni sono considerati aeromobili. Gli hobbisti possono accettare la sfida, con quello che comporta: assicurazione obbligatoria ora, registrazione a D-Flight e patentino online entro il 30 giugno, transponder quando arriverà. E continuare a fare la loro  parte per costruire il domani in cui vivremo noi e i nostri figli.
Oppure possono gettare la spugna, come i tanti pionieri del West che provati dalle difficoltà e dalla fatica giravano il carro e tornavano alla vita di sempre.
Non ci sono terze strade.
Certo, sui social vediamo ora una prima reazione dettata dal timore del futuro, con post che cercano ingenuamente modi poco credibili di sfuggire alle responsabilità: assicurazione, transponder, registrazione e patentino in primis.
Ma i doveri sono il prezzo da pagare per essere al centro della trasformazione
, della rivoluzione del volo con i piedi per terra.

immagine di transponder 1Il transponder e la registrazione fanno paura, perché l’ignoto fa paura. E’ giusto, ma bisogna guardare oltre la punta del naso: registrazione e transponder sono solo i primi tasselli per la realizzazione di U-Space, la visione europea in cui i droni potranno viaggiare per centinaia o migliaia di chilometri guidati dalle torri di controllo fino a destinazione. E che permetterà agli hobbisti di volare in sicurezza, evitando ogni rischio di collisione o di sconfinare in una zona proibita o pericolosa, senza doversi preoccupare di consultare la cartografia aeronautica.

immagine di insuranceL’assicurazione è vista come una seccatura, ma è un importantissimo punto di civiltà, irrinunciabile perché i droni siano accettati nelle nostre città. Le persone estranee al mondo dei droni hanno il sacrosanto diritto di pretendere che in caso di sinistro qualcuno con le spalle larghe si faccia carico dei danni che possono subire, e non li lasci soli. Altrimenti non accetterebbero mai di essere sorvolati (come accadrà con EASA) da qualcuno che in caso di problemi non potrebbe mai risarcirli, nemmeno vendendosi la casa. E avrebbero ragione.

immagine di quizIl patentino online è sicuramente un’altra seccatura. Ma di nuovo, perché la gente accetti i droni è giusto che possano fidarsi del fatto che la persona ai comandi sappia cosa stia facendo e non sia del tutto improvvisato. Il patentino protegge in primo luogo il pilota, spingendolo a conoscere le regole dell’aria. E in secondo luogo le persone che stanno a terra.

Noi vogliamo crescere. E tu sei con noi?

Lo sconforto e il desiderio di sfuggire alle responsabilità è comprensibile e umanissimo, guardiamo con simpatia a quanti si sentono persi di fronte ai nuovi obblighi, e soprattutto sui social cercano di inventarsi improbabili metodi per evitarli o pensano che “tanto non cambierà nulla” o “non mi beccheranno mai” o “tanto nessuno controlla”.
Con simpatia, certo e umana comprensione.
Ma non possiamo non notare quanto queste visioni siano miopi e perdenti: il futuro è tracciato, non riguarda – ripetiamo – l’Italia ma il mondo, i droni si preparano ad essere accolti nella grande famiglia di chi vola, entrare a pieno diritto in uno spazio aereo fatto di aerei, elicotteri e appunto Unmanned Aircraft. “Aircraft”. Aeromobili, nella nostra lingua.

immagine di integrazione

Una sfida affascinante, che da subito ci toglie tanti vincoli: i droni non sono più al guinzaglio, basta limite dei 200 metri, possiamo allontanarci finché lo vediamo. Possiamo salire fino a 120 metri. Possiamo volare non solo per divertimento ma anche per lavoro. Da Luglio, con EASA, potremo volare in città e sulla gente, con i droni che lo permettono.
Siamo cresciuti.
Basta piagnucolare che “ci hanno rotto il giocattolo“. siamo cresciuti – volenti o nolenti, si cresce lo stesso anche se si vorrebbe fare per sempre i Peter Pan, l’orologio ticchetta per tutti allo stesso modo – e con la maggiore età abbiamo  più diritti e più doveri.   Certo, ci sono dolori di crescita e problemi enormi da affrontare, prima di tutto le sanzioni folli e sconsiderate che derivano dalle leggi concepite per petroliere e jet commerciali, che dimostrano quanto inadeguato sia il Codice della Navigazione per sanzionare i droni.
Problemi che vanno affrontati e se possibile risolti. Ma i problemi non ci fermano, vogliamo continuare a essere pionieri che danno il loro contributo a costruire il futuro.

La campanella degli incursori della Marina

I Navy Seals, le forze speciali della Marina americana, hanno un addestramento durissimo che non tutti possono sopportare. E quindi hanno una campanella che possono suonare in ogni momento. Chi la suona, torna al suo reparto e alla vita di sempre. E nessuno ha il diritto di criticarlo. Non ce l’ha semplicemente fatta.

    • Chi non se la sente, chi non può o non vuole accettare che i droni siano aeromobili, anche quelli piccolissimi da taschino, può suonare la campanella, vendere tutto e dedicarsi ad altro. Non sarà magari un pioniere, ma guadagna in serenità.
    • Chi invece crede che valga la pena di affrontare il futuro, è benvenuto e DronEzine sarà sempre al suo fianco.

immagine di bellNon lasciamo nessuno indietro, non abbandoniamo nessuno dal 2013:
Abbiamo dato e diamo quotidianamente il nostro contributo con i servizi informativi, didattici, culturali, legali  e assicurativi, tante convenzioni convenienti per obblighi come patentino e polizze, perché tutti coloro che volano fossero informati e consapevoli e i doveri non pesassero troppo sul portafogli.
E comprendiamo e non critichiamo chi abbandona
.
Perché se un nostro fratello pilota pensa che gestire la responsabilità di avere  un micro aeromobile sia troppo per lui, abbandonare è la cosa migliore. Per lui, in primo luogo. E alla lunga per tutti.

 

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