Registrazione dei droni: stangata per i professionisti!

96 euro per la registrazione di ogni drone usato per lavoro contro i 94 euro una tantum previsti dal vecchio regolamento. L’introduzione del D-Coin e previsioni di crescita; D-Flight risponde a qualche domanda scomoda.

Erano 77 i giorni che separavano il 15 dicembre 2019 dal 1 marzo 2020. Ora sono poco meno di 10. E’ passato in fretta il tempo che che intercorreva tra l’entrata in vigore del regolamento ENAC ed.3 e l’inizio del processo di registrazione dei droni sul portale D-Flight.

L’azienda compartecipata al 60% da ENAV Spa e per il restante 40% da UTM Systems & Services  Srl a sua volta composta da Leonardo (60%), Telespazio (30%)e Ingegneria dei Sistemi (10%), è stata ratificata dall’Ente Nazionale Aviazione Civile ad essere l’unico punto di riferimento per gli operatori e piloti di droni, professionali o ricreativi.
“D-Flight: portale dedicato agli operatori SAPR per la fornitura dei servizi di registrazione, geo-consapevolezza, identificazione a distanza e pubblicazione delle informazioni sulle zone geografiche – è quanto si  può leggere nelle definizioni della edizione 3 del regolamento ENAC.

In poche parole, nel piano operativo della Startup romana, ci sono alcuni step che iniziano con la consultazione delle mappe aeree e le indicazioni delle limitazioni al volo dedicate ai droni, passando per la registrazione di tutti gli APR Aeromobili a Pilotaggio Remoto, alla fornitura di un QR-Code e a una serie di servizi che culmineranno a pieno regime, con l’integrazione dello spazio aereo tra droni e aviazione tradizionale, quello che in gergo viene definito U-Space.

La consultazione delle mappe era disponibile sin dallo scorso anno, ma da qualche giorno dopo l’entrata in vigore del regolamento emanato dalla Autorithy italiana, le carte aeree per i dronisti (passateci il termine) sono consultabili, sempre gratuitamente, ma con obbligo di registrazione.
Cosa che per inciso avveniva anche per la consultazione della carte AIP fornite da ENAV, ma il cui processo di identificazione era molto più snello e veloce.
Molti lettori, molti appassionati e non lo nascondiamo anche noi stessi, avevamo alcune domande da porre a D-Flight e le pubblichiamo insieme alle risposte del A.D. Cristiano Baldoni.


DZ – Il portale D-Flight è stato in passato spesso offline, siete sicuri che allo scattare dell’ora X il portale regga l’assalto informatico di centinaia di utenti che si vogliano registrare? (per ora X si parla sia del 1 marzo, ma sopratutto del 1 luglio data nella quale scatterà l’obbligo di registrare tutti i droni volanti)

C’è stato un periodo di assestamento. Stiamo facendo ogni sforzo possibile per migliorare progressivamente la piattaforma, i livelli di disponibilità e di servizio.
Il nostro primo obiettivo è soddisfare l’utenza. Il mondo dell’informatica sappiamo essere sempre in forte evoluzione ma il quotidiano monitoraggio delle esigenze tecniche che le persone di D-Flight mettono in campo, riteniamo sia in grado di garantire un costante livello di efficienza della piattaforma.
I test effettuati ci confermano che il portale è pronto ad accogliere tutto il traffico di dati in arrivo. D-Flight però, non deve solo garantire la continuità del servizio ma anche e soprattutto la sicurezza delle informazioni. Su questo lavoriamo costantemente per offrire agli utenti un prodotto che sia assolutamente sicuro e che, nel tempo, offra processi sempre più snelli per le operazioni necessarie al volo.

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Cristiano Baldoni, amministratore delegato D-Flight Spa

 

DZ – Che previsione avete di numero di utenti e droni registrati da adesso sino a fine anno?

Il riscontro ad oggi è di oltre i 7.000 utenti iscritti ed effettivamente registriamo un trend in costante crescita da quando la piattaforma è on line. Riteniamo complicato e per certi versi non troppo significativo fare previsioni in una fase così embrionale. È altresì chiaro che per un mercato innovativo e tecnologico come quello SAPR, l’Italia, che tra i primi in Europa ha portato a termine sperimentazioni di scenari avanzati UTM, può recitare un ruolo centrale e di crescita davvero rilevante.

 

DZ – Pensate che potreste essere voi il portale di ENAC, sul quale effettuare i corsi e gli esami online per la categoria Open? (Questa domanda ad oggi è obsoleta, avendo avuto risposta direttamente da ENAC)

Al momento non c’è questa ipotesi. Come stabilito dalla Convenzione con il Regolatore, D-Flight è operativa per garantire la corretta e completa erogazione dei servizi di base e avanzati per tutti gli utenti UTM e sicuramente la categoria Open rivestirà un ruolo centrale.
Il rilascio dell’attestato di competenza per poter pilotare un drone è una specifica competenza dell’ENAC e il servizio di formazione e di erogazione del test sarà fornito dall’ENAC sul proprio portale.

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DZ – Supponiamo che un utente poco attento, arrivi sul sito D-flight e non  legga tutti i disclaimer, vedendo e navigando la cartina dell’Italia si potrebbe pensare che si può volare dappertutto.

Nell’ottica e col presupposto che tutto è migliorabile e lavoriamo per favore l’utente, sul portale CMS di D-Flight (d-flgiht.it/web-app), abbiamo da subito inserito un alert di uno spiccato color arancione che comunica la necessità di registrarsi gratuitamente per interrogare le mappe con le regole del volo. La cartina sullo sfondo è esclusivamente di scenario. Infatti, se ci si clicca compare la schermata di registrazione.

DZ – Modalità di pagamento con D-Coin. Molte persone si domandano che bisogno ci fosse di creare una moneta virtuale per la vendita dei servizi? Tra l’altro molti associano la parola D-Coin alle criptovalute con una connotazione negativa.

immagine di DCoin 200x200 1L’inserimento di quella che è una semplice dicitura, D-Coin, non vuole assolutamente ricoprire il ruolo di una crypto valuta bensì richiama il concetto di un credito. Nei fatti si tratta piuttosto di un’agevolazione per l’utente ideata per garantire un flusso più spedito delle operazioni che spesso vedono diverse tariffe da applicare anche per una singola missione. La possibilità dunque di avere già dei crediti, così sono intesi da D-Flight, permetterà di pianificare più semplicemente le missioni ed abbreviare i tempi di pagamento delle stesse.
Allo scopo di evitare interpretazioni erronee, stiamo valutando se modificare la dicitura.

immagine di codice fiscale richiesto d flight

 

DZ – La visualizzazione delle mappe di volo per i droni/sapr su D-Flight è gratuita ma con obbligo di registrazione. Ci facevano notare che per la sola visualizzazione sono richiesti molti dati personali, Codice Fiscale compreso. Non è un po’ troppo?

La scelta di chiedere la registrazione al sito anche per l’accesso ad un servizio pubblico ed universale come quello della geo-consapevolezza è legata a temi di sicurezza e a valutazioni sul carico e sul numero degli accessi. Chi è effettivamente interessato si registra, chi è semplicemente curioso si può rivolgere ad altri siti che espongono in forma non ufficiale le informazioni aeronautiche e la loro ri-elaborazione basata sulla normativa vigente applicabile all’impiego dei mezzi a pilotaggio remoto.
Tuttavia, stiamo già lavorando affinché nelle prossime versioni sarà più semplice la creazione delle credenziali di accesso per utenti unicamente interessati alle mappe di volo o ad altri servizi che saranno resi disponibili ad un pubblico più ampio dei soli “operatori” ai sensi del regolamento ENAC.

 

DZ – Ragionando in una ottica di turismo europeo e di cittadini UE o extracomunitari che vogliano volare in Italia, probabilmente  potrebbe bastare il classico username e password. Personalmente abbiamo riscontrato che altre autorithy straniere: cito ad esempio. Slovenia e Repubblica Ceca, offrono la visualizzazione delle mappe senza richiedere registrazione.

Le informazioni devono essere presentate nella maniera più semplice ed intuitiva possibile, tenendo conto che il mondo dei “dronisti” non è necessariamente un mondo avvezzo alla cultura aeronautica, di cui spesso noi del settore ci riempiamo la bocca. Tuttavia, i cittadini, i ragazzi e le tante persone che oggi hanno l’opportunità di utilizzare i droni devono assumere la piena consapevolezza di ciò che si apprestano a fare, dei pericoli per loro e per chi li circonda, della diffidenza con cui altri potrebbero reagire a quella che potrebbe essere percepita come una minaccia alla persona, alla proprietà o alla privacy. Mi corre l’obbligo di ricordare che lo spazio aereo è una risorsa pubblica diversamente utilizzata da tanti altri utenti, per i quali ENAV risponde direttamente o indirettamente della loro sicurezza. Per concludere quindi chi arriva alle mappe e trae conclusioni affrettate sulla possibilità di impiegare il proprio drone senza essersi opportunamente documentato e, se richiesto preparato attraverso i corsi di formazione erogati dalle scuole riconosciute o a breve on-line sul sito dell’ENAC, compie un grosso errore, per il quale decliniamo qualsiasi responsabilità. Ovviamente il servizio di geo-consapevolezza andrà progressivamente migliorato e reso sempre più intuitivo e omnicomprensivo.

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DZ – Tra le altre domande più frequenti riportiamo quelle dei nostri lettori  che si chiedono se la cifra di euro 96 non sia eccessiva per la registrazione di ogni SAPR in possesso a un singolo operatore. Qualcun altro  si domanda se la cifra di 96 euro non sia spropositata per il rilascio di un QR-Code e a fronte di servizi che al momento non paiono erogati.

Innanzitutto, vorrei ricordare che dietro il “rilascio del QR code” c’è un mondo di persone che lavora giorno e notte per rendere, facendo ciascuno del proprio meglio, d-flight un riferimento veramente utile tanto ai dronisti quanto al più ampio pubblico interessato all’impiego dello spazio aereo, e non un odioso sistema di esazione.
Stiamo lavorando secondo una roadmap intensa, e prevediamo rilasci di nuove funzionalità, incluse nel “bundle” nei prossimi mesi, che spero possano migliorare la percezione degli utenti. Il mutevole contesto normativo non ci aiuta, e non mi riferisco all’ENAC, ma piuttosto a quanto EASA e la Commissione Europea sta in questi giorni partorendo per normare, non solo le operazioni “open” e “specific” come ha già fatto con le leggi 945 e 947 del 2019, ma nel dettaglio l’erogazione dei servizi U-Space. Ma qua entriamo in un contesto per “addetti ai lavori” e non voglio annoiare i lettori su queste vicende.

Il servizio di rilascio di QR code ai sensi dell’art. 8.1 del Regolamento ENAC è stato affidato a d-flight S.p.A. sulla base di una convenzione tra ENAC ed ENAV, il gestore dello spazio aereo, che controlla la società d-flight. I costi della società devono essere remunerati attraverso delle tariffe che sono state validate da ENAC sulla base di una metodologia standard.
Il criterio adottato nel distinguere due tariffe diverse ha ragioni unicamente deontologiche, condivisibili o meno: si è deciso di non penalizzare il mercato “leisure”, tenendo in considerazione che l’attività ricreativa (non specializzata) avverrà prevalentemente in categoria “open”, e quindi non assorbirà effort se non minimo a d-flight ed ENAV.
Questa scelta ha determinato un valore attribuito al rilascio del QR code per uso professionale indubbiamente consistente.

 

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