Drone alla casa bianca: Secret Service sulla graticola, e sui droni arriva la stangata

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Il Secret Service, la guardia personale del presidente USA è al centro di feroci polemiche dopo che un aeromodellista incosciente ha perso il drone nel giardino della Casa Bianca.
Imbarazzatissimi, i vertici del servizio, che si sono fatti passare sotto il naso il piccolo Phantom, ammettono di avere una pletora di missili antiaerei in grado di difendere la residenza del presidente non solo da un piccolo aereo da turismo pilotato da un kamikaze ma anche da un missile intercontinentale o un bombardiere strategico, ma di non poter fare nulla contro i piccoli droni: sarebbe letteralmente come sparare con il cannone alle mosche.
Incalzati dalle domande dei giornalisti, gli uomini del Secret Service ammettono che il rischio è reale: un piccolo drone può tranquillamente trasportare esplosivi o gas nervini, e affermano di star lavorando a una serie di contromisure, a partire dai jammer elettromagnetici che interrompono il link radio con il radiocomando (ma a nostro avviso non serve a nulla se il drone è guidato dal gps). Si preannuncia un terremoto ai vertici del Secret Service come non si vedeva dai tempi dell’assassinio di Kennedy, e lo stesso presidente Obama, seccatissimo, è intervenuto nella questione: “Dopo questo incidente ho chiesto personalmente alla FAA (l’Enac americana) e a diverse agenzie governative di esaminare a fondo il modo con cui gestiscono queste nuove tecnologie e ho chiesto alle parti coinvolte di trovare un’architettura legale che faccia sì che questi arnesi (these things nell’originale inglese) non siano pericolosi per le persone e non mettano a rischio la privacy”.
E’ facile prevedere che, oltre a far probabilmente cadere qualche testa nel Secret Service, lo scriteriato volo del drone porterà a un notevole giro di vite su tutta la comunità americana dei droni ricreativi, visto che quelli professionali sono proibiti e basta, a parte una manciata di sperimentazioni.
Questo volo si è ovviamente svolto fuori da ogni legalità anche secondo la legge USA, in quanto è avvenuto in città e oltretutto vicino a un’installazione governativa. Al momento il modellista è sotto torchio del Secret Service, che però ha dichiarato di non aver dubbi sul fatto che le cose siano andate come l’uomo racconta: un volo ricreativo finito male.

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