Anche il Giappone verso la regolamentazione dei SAPR

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In Giappone i droni sono molto diffusi, specie in agricoltura: una flotta di 2500 elicotteri robot Yamaha effettuano l’80% delle operazioni di spraying di pesticidi e fitofarmaci sulle risaie dell’arcipelago. Eppure, ancor oggi il Giappone non ha una vera legislazione specifica sui droni; l’unica limitazione è volare sotto i 150 metri di quota. Ma le cose cambieranno presto: per non rimanere indietro rispetto agli Stati uniti, il governo guidato dal premier Shinzo Abe ha promesso di metter mano alla materia in modo da avere una legge per i droni n tempo per le olimpiadi di Tokyo del 2020. dove già si pensa di affidare la security (anche) ai robot volanti. Il regolamento sarà materialmente preparato da una commissione interministeriale creata ad hoc, il Comitato per la realizzazione della rivoluzione robotica, nome che sembra preso di peso da un romanzo di Asimov.

Il presidente della Cmmissione, Tamotsu Nomakuchi, ha detto di voler “tenere gli occhi ben aperti sul mercato mondiale dei droni, a cominciare dagli Stati Uniti”  ma, ha aggiunto, “non per copiare quel che fanno gli altri, ma per imparare da loro e creare qualcosa di meglio”. Ai lavori della Commissione sono invitati i giganti dell’industria nipponica, come la Yamaha Motor e la potentissima azienda di security Secom Co., entrambe molto interessate al business dei droni.

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